Padre dona rene e fegato alla figlioletta: in Italia è il primo trapianto combinato da donatore vivente

Intervento record al Papa Giovanni XXIII: un uomo serbo dona due organi alla figlia affetta da grave malattia genetica

Un gesto d’amore che non ha precedenti in Italia. Un uomo di 37 anni, cittadino serbo, ha donato in un’unica operazione sia un rene sia una parte del fegato alla figlia di 7 anni, salvandole la vita. L’intervento è stato eseguito all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo ed è durato complessivamente 18 ore.

La bambina, che chiameremo Sofija, soffriva fin dalla prima infanzia di una rara malattia genetica che comprometteva gravemente sia la funzione renale sia quella epatica. A soli quattro anni era già stata costretta ad iniziare la dialisi, con sedute quotidiane molto lunghe e, successivamente, con trattamenti ospedalieri a giorni alterni che ne limitavano fortemente la libertà e la qualità della vita. Nel frattempo, il quadro clinico si era ulteriormente aggravato con la comparsa di una cirrosi epatica, rendendo impossibile un semplice trapianto di rene.

Di fronte a una situazione così complessa, l’équipe medica ha valutato una soluzione eccezionale: un doppio trapianto simultaneo da donatore vivente, nello stesso intervento chirurgico. Una scelta che avrebbe permesso alla bambina di evitare mesi, forse anni, di ulteriori terapie invasive e al padre di sottoporsi a una sola operazione.

La famiglia è arrivata a Bergamo su richiesta del Ministero della Salute serbo. L’iter autorizzativo italiano, particolarmente rigoroso, ha previsto la valutazione clinica, il via libera della Commissione Regionale e infine il nulla osta della Procura. La bambina era giunta in città lo scorso ottobre insieme ai genitori.

L’intervento è iniziato alle 9.30 del 18 dicembre e si è concluso alle 3.37 della notte successiva. In due sale operatorie adiacenti si sono alternati sei chirurghi, sette anestesisti e circa venti tra infermieri e operatori sanitari. Un lavoro corale e complesso, che si è concluso con successo.

Oggi padre e figlia stanno bene e sono già stati dimessi. Nei prossimi mesi la bambina resterà a Bergamo per i controlli, ma potrà finalmente condurre una vita normale. La decisione di donare era stata presa dai genitori già anni fa.

Un intervento di questo tipo non era mai stato realizzato prima in Italia. In Europa esistono soltanto pochissimi casi simili documentati nella letteratura scientifica. Una storia che unisce medicina d’eccellenza e amore assoluto, e che oggi si traduce in una nuova vita per una bambina che ha finalmente ricominciato a sorridere.

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