66° Stormo, Legambiente: “I droni vengano schierati anche contro sversamenti, incendi e inquinamento”

Stefano Ceccarelli, presidente del Circolo Legambiente “Il Cigno” di Frosinone APS, propone una convenzione con il Ministero della Difesa e gli organi istituzionali di controllo, per il monitoraggio ambientale con i droni. “Sversamenti nei fiumi, incendi boschivi e inquinamento sotto controllo grazie alle nuove tecnologie”. Insomma il nuovo Stormo dell’Aeronautica, centro interforze, il 66esimo per il pilotaggio dei droni venga utilizzato anche per fini civili sul territorio che ospita la base, e marcatamente sulla Valle del sacco, Sin nazionale. Certo, era stata lanciata un’altra suggestione in merito alla nuova destinazione dei 90 ettari del sito dell’ex Aeroporto Moscardini: un parco solare che produca energia pulita e sviluppo del territorio. “Ma – alza le mani Ceccarelli – la politica non l’ha recepita, preferendo il mantenimento della vocazione militare ed aeronautica del sito a una svolta che guardasse alle sfide del futuro e mettesse al centro i bisogni delle famiglie e delle imprese locali”.

Ma l’attenzione verso quella porzione strategica di territorio fra il capoluogo e Ferentino resta immutata. Con l’avvio del nuovo polo interforze del Ministero della Difesa, il Circolo Legambiente “Il Cigno” lancia una proposta concreta per tentare di radicare questa struttura nel territorio e metterla al servizio della comunità. «I droni hanno rivoluzionato le guerre moderne. Possono rivelarsi potenti strumenti di morte o preziose sentinelle del territorio. Non sappiamo quali sono gli intenti del nuovo polo di pilotaggio remoto dell’Aeronautica Militare, né quali tipologie di droni verranno impiegate. Sappiamo però che Frosinone e la Ciociaria convivono da troppo tempo con gravi e ripetute emergenze ambientali”.

“Importante mettere in connessione il Moscardini ed il territorio”

Il riferimento è a sversamenti illeciti nel Sacco e nei suoi affluenti, incendi boschivi, abbandoni diffusi e combustione illegale di rifiuti nelle campagne. Perciò, secondo Stefano Ceccarelli, “i droni sono oggi tra gli strumenti più efficaci per il monitoraggio del territorio e la deterrenza degli illeciti ambientali. Non mettere in connessione queste due realtà vorrebbe dire che la politica locale accetta senza batter ciglio che la città diventi un potenziale obiettivo militare in caso di conflitto armato senza che la collettività tragga alcun beneficio dalla presenza di una struttura dotata di tecnologie avanzate come quella che si sta insediando”.

La proposta di Legambiente prevede la stipula di una convenzione tra il Ministero della Difesa, i Comuni del territorio, la Provincia di Frosinone, ARPA Lazio, i Carabinieri Forestali e la Protezione Civile, che consenta di utilizzare le competenze, le risorse e le dotazioni tecnologiche del nuovo polo interforze anche per finalità di sorveglianza ambientale: monitoraggio dei corsi d’acqua, rilevamento precoce degli incendi, controllo delle aree a rischio di abbandono illecito di rifiuti, repressione dell’abusivismo edilizio, studio delle dinamiche di dissesto idrogeologico.

Il presidente Ceccarelli ha già predisposto una bozza di protocollo

“Non chiediamo all’Aeronautica Militare di sovvertire la propria missione — tira le somme Ceccarelli — ma di dirottarla verso obiettivi concreti di difesa del territorio, costruendo un modello virtuoso che pochi altri territori in Italia possono vantare. Una scuola di addestramento che forma i piloti del futuro e protegge il territorio in cui opera è una struttura che guadagna consenso, visibilità e radicamento civico”. Legambiente Frosinone intende avviare nelle prossime settimane un percorso di dialogo con tutti gli stakeholder locali e ha già predisposto una bozza di protocollo d’intesa da condividere con le istituzioni.

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