Infezioni respiratorie acute, incidenza di casi stabile in Italia: l’ultimo bollettino RespiVirNet

Nella settimana dal 10 al 16 novembre è stabile l’incidenza di casi stimati di infezioni respiratorie acute in Italia, che è pari a 7,91 casi per 1.000 assistiti, risulta stabile rispetto alla settimana precedente (7,64 nell’ultimo bollettino), con circa 446.483 nuovi casi stimati, per un totale di circa 2.185.451 a partire dall’inizio della stagione. Lo afferma il rapporto della stagione della sorveglianza RespiVirNet, pubblicato il 21 novembre e da quest’anno in forma interattiva.

L’incidenza più elevata si osserva, come di consueto, nella fascia di età 0-4 anni, con circa 25,7 casi per 1.000 assistiti. L’intensità è bassa o al livello basale per tutte le regioni. Si ricorda che il cambiamento nella definizione di caso da ILI ad ARI rende difficile confrontare l’incidenza settimanale con quella delle stagioni precedenti, così come con le soglie di intensità, calcolate sulla base dei dati relativi alle sindromi simil-influenzali delle ultime stagioni.

Nella settimana si registra per influenza, nella comunità, un tasso di positività in aumento rispetto a quanto registrato nella settimana precedente, mentre risulta in diminuzione per il SARS-CoV-2. Per quanto riguarda il Virus Respiratorio Sinciziale (VRS) il tasso di positività rimane basso. Sono stati segnalati, attraverso il portale RespiVirNet, 1.648 campioni clinici ricevuti dai diversi laboratori afferenti alla rete. Dalle analisi effettuate l’11,2% sono risultati positivi al virus influenzale (erano il 7,3% la scorsa settimana), quasi tutti di tipo A. Tra i campioni analizzati, il 6,3% sono risultati positivi per SARS-CoV-2, meno dell’1% per VRS e i rimanenti sono risultati positivi per altri virus respiratori, tra cui il 16,9% Rhinovirus.

Nel flusso ospedaliero, i tassi di positività più elevati sono stati rilevati per i Rhinovirus, seguiti dal SARS-CoV-2 e dai virus influenzali. Per SARS-CoV-2, i tassi più alti si osservano nella fascia di età 65+. Si ricorda che è stata avviata una campagna di vaccinazione contro COVID-19 così come per l’influenza per le categorie a maggior rischio, incluse tutte le persone sopra 60 anni di età.

Per quanto riguarda la caratterizzazione dei virus influenzali, nella comunità è stata rilevato un aumento della percentuale di virus A(H3N2) rispetto alla precedente settimana. Mentre, nel flusso ospedaliero è stata rilevata una percentuale simile di virus A(H1N1)pdm09 e A(H3N2). Tuttavia, il numero di test positivi è ancora troppo basso per poter fornire indicazioni sull’andamento della stagione.

La nuova definizione di caso

La sorveglianza RespiVirNet presenta importanti novità rispetto alle stagioni precedenti. In particolare, è stata modificata la definizione di caso: non vengono più sorvegliate le sindromi simil-influenzali (ILI), ma le infezioni respiratorie acute (ARI). A partire dalla stagione 2025-2026 nella sorveglianza integrata dei virus respiratori (RespiVirNet) viene adottata la definizione clinica di “infezione respiratoria acuta (ARI-Acute Respiratory Infection)” che, oltre ad essere  omogenea a quella adottata in Europa dal Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC) permette di monitorare più accuratamente i virus respiratori diversi dall’ influenza. Da quest’anno la sorveglianza prende quindi in considerazione le ARI (Infezioni respiratorie acute) e non le ILI (Influenza like sindrome, sindromi simil influenzali), una definizione più ampia: le ILI prevedono la coesistenza di un sintomo respiratorio (tosse, mal di gola) con uno sistemico (malessere, dolori muscolari), mentre le ARI si limitano alla coesistenza di uno tra tosse, mal di gola, difficoltà respiratoria, Coriza (raffreddore, naso che cola). – Fonte ISS.

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