Uccisione dell’orsa Amarena, rinviato il processo: rischio prescrizione

Il processo dovrà quindi ripartire dall’inizio, con un nuovo decreto di citazione e la fissazione di una successiva udienza

La prima udienza dibattimentale del processo per l’uccisione dell’orsa Amarena – esemplare simbolo del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise – non è potuta entrare nel merito: il 19 gennaio si è infatti conclusa con un rinvio dovuto a una nullità procedurale. – Lo denunciano gli animalisti di Leal.

Il procedimento, celebrato davanti al Tribunale di Avezzano, riguarda Andrea Leombruni, imputato per i fatti del 31 agosto 2023 a San Benedetto dei Marsi, quando l’orsa venne colpita a morte con un colpo di fucile mentre era insieme ai suoi due cuccioli, poi rimasti orfani. Il caso scosse profondamente l’opinione pubblica avendo grande eco anche in provincia di Frosinone. LEGGI QUI – A darne notizia, in quella giornata di fine estate, era stato il Pnlam di cui Amarena era la mascotte.

La giudice Francesca D’Orazio ha accolto l’eccezione sollevata dalla difesa, rilevando che nel decreto di citazione a giudizio mancava l’avviso sulla facoltà di richiedere la “messa alla prova”. L’omesso avviso della facoltà di chiedere la messa alla prova, nel decreto di citazione a giudizio, configura la nullità dell’intero procedimento nella sua fase introduttiva, rendendo necessario restituire gli atti al Pubblico Ministero per il loro rinnovo.

Il processo dovrà quindi ripartire dall’inizio, con un nuovo decreto di citazione e la fissazione di una successiva udienza.

L’avvocata di Leal, Aurora Rosaria Loprete, esprime forte preoccupazione: “Attendiamo che ci venga nuovamente notificato il decreto di citazione a giudizio, auspicando che non vi siano ulteriori possibilità per la difesa dell’imputato di eccepire qualsiasi tipo di vizio che il decreto possa avere. Esiste infatti un rischio non ignorabile di prescrizione del reato”.

“Stiamo lottando – dice Gian Marco Prampolini presidente LEAL – per la punizione di un reato di straordinaria gravità, commesso senza alcuna giustificazione e con l’aggravante della crudeltà, in spregio della vita anche di due cuccioli, che non po’, per nessuna ragione restare impunito. La morte di Amarena rappresenta un danno ambientale enorme: ha eliminato una femmina riproduttiva di una popolazione di appena una sessantina di orsi marsicani, la popolazione di plantigradi più rara del mondo e rigorosamente protetta. L’uccisione ha compromesso la crescita demografica e genetica di un animale-chiave dell’ecosistema e simbolo di convivenza responsabile. Amarena è stata sottratta alla specie insieme a una parte insostituibile del suo futuro biologico”.

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