Sora – Cantiere della stazione, rumori molesti anche di notte e inquinamento: il video denuncia di una mamma

Cantiere attivo giorno e notte da settimane senza informazioni ufficiali. Una residente pubblica un video: "Non se ne può più"

Da mesi, alla stazione ferroviaria di Sora si lavora senza sosta. Giorno e notte. Rumori metallici, martelli pneumatici, mezzi in movimento anche nelle ore più sensibili, quando la città dovrebbe riposare. Ma di comunicazioni ufficiali, cartelli esplicativi o avvisi alla cittadinanza, neppure l’ombra.

Il cantiere va avanti a ritmo serrato, visibile e soprattutto udibile da gran parte del quartiere. E mentre gli operai lavorano, tra i residenti cresce il malumore. Non tanto – o non solo – per l’opera in sé, quanto per l’assenza totale di informazioni su quanto tempo ancora ci vorrà. E, soprattutto sulle tempistiche dei lavori notturni. Si intende andare avanti ad oltranza senza rispettare i diritti di chi in quella zona vive?

Un cartello malconcio è affisso all’esterno del cantiere e risale a lavori che sarebbero dovuti terminare nel settembre del 2023. Qualche anno in più è passato e, da mesi, nessuno riesce ad avere risposte sul termine dei lavori, in special modo notturni.

Il video denuncia di una mamma esasperata

Nelle ultime ore, a rompere il silenzio è stata una residente che ha deciso di realizzare un video di denuncia. “Mi piacerebbe che questo video arrivasse a più persone possibili. Qui c’è di tutto. Parliamo di inquinamento acustico e di inquinamento ambientale” – denuncia la donna che in quella zona vive con un figlio piccolo in casa. Nel video si sentono rumori più che molesti di macchinari e si vedono fumi fuoriuscire dai mezzi. “Ditemi voi se chi vive qui deve sopportare tutto questo”.

Uno sfogo amaro e comprensibile soprattutto perché “non si vede la luce in fondo al tunnel”. Nessuno sa quanto tutto questo durerà ancora. E non parliamo di una zona industriale o periferica e disabitata. La stazione di Sora sorge nel bel mezzo del centro cittadino, in un quartiere abitato da centinaia e centinaia di famiglie che non hanno più il diritto al riposo. E neppure il diritto di aprire le finestre di casa.

Il problema non è solo il fastidio. Qui si parla di qualità della vita, di riposo notturno compromesso, di famiglie, anziani e lavoratori costretti a convivere con un cantiere che sembra non fermarsi mai. E soprattutto si parla di mancanza di rispetto e di trasparenza: nessun avviso preventivo, nessun cronoprogramma pubblico, nessuna spiegazione ufficiale sui tempi e sulle fasi dei lavori.

In molti si chiedono se siano state previste limitazioni orarie, se esistano autorizzazioni specifiche per i lavori notturni e quali controlli vengano effettuati sui livelli di rumore. Domande legittime, che per ora restano senza risposta.

La sensazione diffusa è che ancora una volta un’opera pubblica, sicuramente necessaria, venga gestita senza alcuna attenzione per chi vive a pochi metri dal cantiere. E che i cittadini debbano informarsi e protestare solo attraverso i social, invece che avere risposte dai canali ufficiali.

Ora la richiesta è chiara: Rete Ferroviaria Italiana chiarisca pubblicamente – e magari anche con note a mezzo stampa, ad oggi non pervenute – fino a quando dureranno i lavori e fino a quando andranno avanti anche di notte. Perché modernizzare le infrastrutture è giusto, ma farlo nel silenzio delle istituzioni e nel rumore assordante per i residenti è tutt’altra cosa.

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