A Frosinone continua il braccio di ferro politico e amministrativo sulla morosità della TARI. Una vicenda che da mesi tiene banco tra le opposizioni e gli uffici comunali e che ora registra un nuovo capitolo con l’intervento del consigliere comunale Giovambattista Martino, che ha indirizzato una formale richiesta al segretario comunale Mauro Andreone.
Al centro della questione c’è l’accesso ai dati relativi ai mancati pagamenti della tassa sui rifiuti. Martino sottolinea di aver già presentato nel corso degli ultimi mesi otto richieste sull’argomento, senza però ottenere, a suo dire, un quadro completo della situazione.
Nella nota il consigliere precisa che non intende acquisire nominativi o informazioni riferite a singoli contribuenti, ma esclusivamente dati aggregati e statistici che consentano di comprendere l’effettiva consistenza della morosità sul territorio comunale.
Secondo Martino, i dati finora trasmessi dagli uffici sarebbero «parziali» e non rappresenterebbero integralmente lo stato della riscossione del tributo. Una situazione che, sostiene, non consentirebbe ai consiglieri di esercitare pienamente le proprie funzioni di indirizzo e controllo politico-amministrativo previste dall’articolo 43 del Testo Unico degli Enti Locali.
Per questo motivo il consigliere ha deciso di rivolgersi direttamente al segretario comunale, richiamandone il ruolo di garante della correttezza dell’azione amministrativa e chiedendo un riscontro «chiaro, completo e definitivo».
Nel dettaglio, Martino sollecita la trasmissione di una serie di informazioni aggregate: l’ammontare complessivo della morosità TARI suddivisa per annualità, il numero totale delle posizioni morose, la distinzione tra utenze domestiche e non domestiche, il numero dei contribuenti morosi per più annualità, le somme effettivamente recuperate attraverso le attività di riscossione e l’ammontare dei crediti ancora da incassare.
Nella parte finale della richiesta emerge anche un rilievo politico. Il consigliere osserva infatti che il susseguirsi delle richieste e la persistente incompletezza delle risposte ricevute potrebbero alimentare il «legittimo dubbio» che tale modalità operativa finisca, almeno negli effetti, per assumere un carattere ostruzionistico rispetto all’esercizio delle prerogative consiliari.
Parole che riaccendono una polemica già più volte emersa nel dibattito cittadino e che riportano sotto i riflettori uno dei temi più delicati per i conti dell’ente: quello della riscossione dei tributi e del recupero delle somme non versate. Ora l’attenzione si sposta sulla risposta che arriverà dal segretario comunale e sugli eventuali numeri che potrebbero finalmente fare chiarezza sull’entità reale della morosità TARI a Frosinone.