Non sarà riuscito a cavare il classico ragno dal buco, ma merita una sottolineatura in positivo l’iniziativa del presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che ieri ha lasciato perdere le sue cose, s’è alzato dalla scrivania ed è andato a bussare alla porta del ceo di Stellantis, Antonio Filosa che, proprio oggi ha la sua attesa audizione in Parlamento. Rocca, pur sapendo di rischiare una figura non proprio esaltante, l’ha fatto per tentare di capire cosa passasse nella mente del manager italiano della francesissima – e perciò operativamente anti-italiana – multinazionale della famiglia Peugeot e dell’Eliseo (lasciamo stare gli Elkann) quanto al futuro dello stabilimento di Piedimonte San Germano. Cos’è avvenuto l’ha raccontato una nota dell’ufficio stampa regionale che ha anche diffuso una opportuna foto-ricordo.
Il presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, assieme alla vice presidente, Roberta Angelilli, ha incontrato ieri pomeriggio, presso la sede del ministero delle Imprese e del Made in Italy, Palazzo Piacentini, l’amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, e il responsabile Europa di Stellantis, Emanuele Cappellano. Al centro dell’incontro lo stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano – si apprende dalla nota -. Il presidente Rocca ha posto il tema del futuro industriale del sito di Cassino, auspicando di conoscere il piano Stellantis prima della scadenza prevista di dicembre. Il presidente Rocca ha espresso preoccupazione per il futuro dei lavoratori Stellantis e per quello delle imprese e dei lavoratori della filiera automotive, preoccupazioni condivise da tutte le parti sociali.
Presidente e vice Angelilli a chiedere spiegazioni all’Ad e a Cappellano
Nel corso dell’incontro i rappresentanti Stellantis hanno rassicurato sull’intenzione della multinazionale di valorizzare lo stabilimento di Cassino attraverso i brand Alfa Romeo e Maserati, spiegando che la data di dicembre per il piano Maserati è funzionale all’individuazione di soluzioni efficaci, eventualmente anche tramite partnership. Il presidente Rocca ha appreso infine delle intenzioni di Stellantis di investire su Piedimonte San Germano attraverso il nuovo modello Grecale previsto nel 2027. Fin qui la nota ufficiale.
Ma l’importante è che Rocca e Angelilli ci abbiano almeno provato a testimonianza di un modo di fare che tende anche ad essere proattivo. Una linea d’azione che si riscontra nelle scelte del governo regionale che su Stellantis Cassino hanno dimostrato di impegnarsi a fare quel che le possibilità finanziarie consentono, distinguendosi nel panorama istituzionale sia locale che nazionale. Vale la pena ricordare che la Regione Lazio ha avviato un Programma Operativo di Interventi per il biennio 2025-2026 al fine di attuare politiche integrate per lo sviluppo e l’occupazione nell’area dello stabilimento Stellantis di Piedimonte San Germano e dell’indotto, con una dotazione complessiva di 5,5 milioni di euro per le annualità 2025 e 2026.
La postura proattiva di via Colombo sul crollo dell’automotive
Ha affidato a Lazio Innova e al Consorzio Industriale l’individuazione di aree, imprese e indotto destinatari degli interventi. Il Consorzio Industriale del Lazio e il Comune di Piedimonte San Germano hanno avviato un’analisi mirata a monitorare e sostenere l’indotto indiretto collegato allo stabilimento Stellantis, “con l’obiettivo di comprendere gli effetti della contrazione produttiva sulle piccole e medie imprese, le attività ricettive, commerciali e di servizio che subiscono ripercussioni indirette”.
Quanto al tavolo al Mimit, più volte è stato annunciato l’impegno del Consorzio Industriale – braccio operativo di via Colombo – a fornire il necessario supporto tecnico e gli strumenti operativi per favorire gli investimenti e rafforzare la filiera, sottolineando “l’importanza di una strategia coordinata per evitare ogni forma di parcellizzazione e rilanciare l’area di Piedimonte San Germano come polo industriale innovativo, attrattivo e competitivo”. Ecco, magari un impegno maggiore da parte di Comuni ed enti locali vari, ed una scossa al comodo torpore governativo, adagiato sulle promesse dell’azienda, potrebbero dare un contributo davvero importante per salvare dal dramma definitivo l’area del Cassinate e quella del sud Lazio, paralizzate e dissanguate dal fermo produttivo prolungato del sito Stellantis.