“Quando si muore, bisognerebbe portare con sé anche i propri cari”: il post shock prima di sterminare la famiglia

Triplice omicidio a Roma: il figlio maggiore, unico sopravvissuto, inchioda il killer. Ricerche estese anche alla provincia di Frosinone

«Una persona non muore solo da sola. Morendo, lascia anche gli altri come se fossero morti. Per questo, quando si muore, bisognerebbe portare con sé anche i propri cari, così nessuno dovrà soffrire per qualcun altro». È il messaggio pubblicato sulla propria pagina Facebook da Shahadat Hossain il 25 giugno alle 21.33. Parole che, alla luce di quanto accaduto poche ore dopo, assumono un significato inquietante. Gli investigatori ritengono infatti che sia lui l’uomo ricercato per il triplice omicidio consumato venerdì sera in zona Casalotti, nel quadrante nord-ovest della Capitale.

A sopravvivere alla strage è stato soltanto il figlio maggiore della coppia, fratello della bambina uccisa. Il ragazzo, soccorso davanti al portone del condominio dopo essere riuscito a fuggire dall’appartamento, avrebbe raccontato agli investigatori che l’assassino sarebbe proprio Shahadat Hossain. Sarebbe stato il superstite, una volta raggiunta la strada, a chiedere disperatamente aiuto, mentre il killer era già riuscito a dileguarsi.

Quando i sanitari del 118 sono arrivati nell’abitazione di via Montiglio, per Kamal Uddin, 39 anni, per la moglie Hosne Jahan Momotaj e per la loro figlia Arowa di otto anni non c’era ormai più nulla da fare. Il figlio maggiore è stato invece trasportato d’urgenza in ospedale, dove è stato ascoltato dagli investigatori della Squadra Mobile, ai quali avrebbe fornito dettagli ritenuti fondamentali per le indagini.

L’ipotesi investigativa che al momento appare prevalente è quella del movente sentimentale. Secondo gli accertamenti, il ricercato avrebbe sviluppato una vera e propria ossessione nei confronti della donna assassinata.

La Procura della Repubblica di Roma ha nel frattempo autorizzato la diffusione dell’identikit del presunto responsabile. Si tratta proprio dell’uomo, nato in Bangladesh il 10 maggio 1983, attivamente ricercato dalle forze dell’ordine.

Le ricerche si stanno concentrando anche in provincia di Frosinone. L’uomo, infatti, aveva alcuni connazionali che in passato lo avevano ospitato nel territorio ciociaro. Le persone sono già state ascoltate dagli investigatori e avrebbero riferito di non aver avuto alcun contatto con lui negli ultimi giorni.

Un altro elemento emerso riguarda la sua posizione amministrativa. Nel 2025 Hossain aveva avviato la procedura per ottenere il diritto d’asilo e il permesso di soggiorno, che, secondo quanto appreso dalla nostra redazione e anticipato già nella giornata di ieri, non gli era ancora stato rilasciato. Una circostanza – quella evidenziata da Frosinone News – che smentisce le indiscrezioni circolate su altri organi di informazione secondo cui il documento gli sarebbe stato consegnato proprio venerdì.

Gli investigatori hanno inoltre sequestrato quella che si ritiene essere l’arma del delitto, una mannaia abbandonata all’interno dell’appartamento, sulla quale saranno eseguiti tutti gli accertamenti tecnico-scientifici. A poca distanza dalla palazzina è stata rinvenuta anche una felpa insanguinata, recuperata in un parcheggio e ora al vaglio della polizia scientifica.

Le forze dell’ordine invitano chiunque abbia informazioni utili al rintraccio del ricercato a contattare la Squadra Mobile della Questura di Roma al numero 3346903295, oppure a rivolgersi al numero unico di emergenza 112 o alla più vicina caserma delle forze dell’ordine.

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