L’ultimo saluto al procuratore Gianfranco Izzo, omaggio al magistrato che ha lasciato il segno anche a Cassino

Nella chiesa dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, a Napoli, i funerali dell’ex procuratore capo, un uomo di profonda umanità

C’erano il silenzio delle grandi occasioni, gli abbracci sinceri e il rispetto che si tributa a chi ha dedicato l’intera vita al servizio dello Stato. Nella chiesa dell’Arciconfraternita dei Pellegrini, nel cuore della Pignasecca a Napoli, si sono celebrati i funerali di Gianfranco Izzo, storico magistrato ed ex procuratore capo della Repubblica di Cassino, scomparso il 2 luglio scorso all’età di 85 anni.

A rendergli omaggio è stata una folla composta di magistrati, avvocati e rappresentanti del Foro di Napoli, ma anche tanti amici e colleghi che hanno condiviso con lui un lungo percorso professionale. Un ultimo saluto carico di emozione per un uomo che ha saputo coniugare competenza giuridica, equilibrio e una rara sensibilità umana, qualità che gli hanno fatto guadagnare la stima di quanti hanno lavorato al suo fianco.

Anche Cassino ha voluto essere presente. Una piccola ma significativa rappresentanza ha raggiunto Napoli per testimoniare l’affetto e la riconoscenza nei confronti di un magistrato che nella città martire ha lasciato un ricordo ancora vivo. Tra i presenti gli avvocati Sandro Salera e Alessandra Salera e l’ufficiale di polizia giudiziaria in congendo Luigi Di Cicco, che per molti anni ha collaborato quotidianamente con il procuratore Izzo, condividendone il metodo di lavoro, il rigore e il profondo senso delle istituzioni.

Originario di Napoli, Gianfranco Izzo è stato protagonista di una lunga carriera nella magistratura. Dopo aver ricoperto importanti incarichi requirenti, ha guidato la Procura della Repubblica di Nocera Inferiore e successivamente quella di Cassino, dove ha diretto l’ufficio con autorevolezza e discrezione, affrontando alcune delle vicende giudiziarie più delicate del territorio. Durante il suo mandato avviò, tra l’altro, le prime indagini sull’omicidio di Serena Mollicone, destinato a diventare uno dei casi giudiziari più complessi e discussi degli ultimi decenni. Terminata l’esperienza cassinate, tornò a dirigere la Procura di Nocera Inferiore, concludendo poi la sua carriera al raggiungimento della pensione.

Chi lo ha conosciuto ne ricorda soprattutto lo stile. Mai sopra le righe, mai alla ricerca della ribalta mediatica. Preferiva parlare attraverso gli atti e il lavoro quotidiano, convinto che la credibilità di un magistrato si costruisse con il rigore, il senso del dovere e il rispetto delle persone.

È questa l’eredità che Gianfranco Izzo lascia a quanti hanno avuto la fortuna di incontrarlo lungo il proprio cammino professionale e umano. E il lungo applauso che ha accompagnato l’uscita del feretro dalla chiesa napoletana è sembrato racchiudere il sentimento di tutti: il saluto commosso a un magistrato autorevole, ma soprattutto a un galantuomo che ha saputo onorare la toga con equilibrio, competenza e profonda umanità.

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