Ceccano – Due episodi distinti, ma entrambi finiti al centro dell’attività dei carabinieri della Compagnia di Frosinone. Da una parte una truffa, l’ennesima, con la tecnica del “finto carabiniere”, dall’altra un furto che ha portato alla denuncia di un noto pregiudicato del posto.
Il primo episodio si è verificato nella giornata di ieri e ha avuto come vittima una donna di circa 40 anni residente a Ceccano. La tecnica utilizzata sarebbe quella, purtroppo sempre più diffusa, del falso appartenente alle forze dell’ordine. La donna sarebbe stata contattata da un soggetto che, qualificandosi come carabiniere, avrebbe costruito una storia evidentemente credibile per convincerla a consegnare denaro e oggetti di valore. Il truffatore, facendo leva sulla paura e sull’autorevolezza del ruolo che si era attribuito, sarebbe riuscito a farsi consegnare monili in oro e orologi, per un valore complessivo che si aggirerebbe intorno ai 10mila euro. Soltanto successivamente la vittima si sarebbe resa conto di essere stata raggirata e avrebbe denunciato l’accaduto ai carabinieri.
Ora sono in corso le indagini per identificare il responsabile e ricostruire con precisione la dinamica della truffa. Gli investigatori dovranno analizzare ogni elemento utile, a partire dalle eventuali immagini delle telecamere presenti nella zona, passando per i contatti avuti dalla vittima e per le modalità con cui il truffatore è riuscito a entrare in contatto con lei e a convincerla a consegnare i preziosi.
Quella del falso carabiniere è una delle tecniche maggiormente utilizzate nelle truffe ai danni di persone spesso individuate dopo una fase di osservazione. Il copione può cambiare, ma il meccanismo è quasi sempre lo stesso: la vittima riceve una telefonata o viene avvicinata da una persona che si presenta come appartenente alle forze dell’ordine e racconta di un presunto problema giudiziario, di un incidente o di un’emergenza che coinvolgerebbe un familiare. A quel punto entra in scena il complice o lo stesso truffatore, che chiede denaro o oggetti preziosi per “risolvere” la situazione. In altri casi la vittima viene convinta a consegnare i propri beni per metterli al sicuro da un presunto furto imminente. Una tecnica basata sulla pressione psicologica e sulla capacità di creare un clima di paura e urgenza. Il truffatore tende infatti a non lasciare il tempo alla vittima di riflettere o di verificare quanto le viene raccontato. Ed è proprio facendo leva su questi elementi che, in pochi minuti, possono essere consegnati gioielli, contanti e oggetti di grande valore.
Pregiudicato beccato dopo il furto aggravato
Parallelamente, sempre a Ceccano, gli stessi carabinieri della Compagnia di Frosinone, coordinati dal Maggiore Paolo Di Napoli, hanno denunciato un uomo di 56 anni, già noto alle forze dell’ordine, per il reato di furto aggravato. In questo caso le indagini avrebbero beneficiato delle immagini dell’impianto di videosorveglianza installato presso la chiesa di San Giovanni. Attraverso l’analisi dei filmati, i militari sarebbero riusciti a riconoscere il presunto autore del furto, procedendo quindi alla denuncia. Al momento non sono ancora stati resi noti i dettagli relativi a ciò che sarebbe stato asportato e alle modalità con cui il furto sarebbe stato commesso. Ulteriori elementi potrebbero essere chiariti nelle prossime ore.