“La mobilitazione continuerà finché non arriveranno risposte concrete e soluzioni vere per tutelare il lavoro e la dignità di queste famiglie”, dopo l’assemblea pubblica dei lavoratori svoltasi ieri sotto gli uffici del Consorzio di Bonifica Valle del Liri a Cassino, l’Ugl provinciale con a capo il segretario generale Enzo Valente annuncia la protesta ad oltranza a tutela dei 21 operai stagionali che al primo luglio hanno visto cessare il loro contratto a termine ed hanno assistito alla sostituzione delle mansioni svolte ad opera di operatori di ditte esterne. In questo clima che resta rovente e non solo per il solleone, prende posizione l’assessore regionale Giancarlo Righini.
“È doveroso ristabilire la verità su quanto sta accadendo al Consorzio di Bonifica Valle del Liri. Non c’è stato alcun licenziamento – esordisce l’esponente della giunta del presidente Francesco Rocca -. I contratti a tempo determinato in questione avevano una scadenza naturale fissata al 30 giugno e tutti erano perfettamente consapevoli che non sarebbero stati rinnovati. Nel corso del confronto con l’Ugl abbiamo ribadito con chiarezza che il servizio precedentemente svolto da 21 unità potrà essere garantito, a partire dal mese di ottobre, da 4 o 5 dipendenti. Un dato oggettivo che dimostra come vi fosse un evidente e ingiustificato esubero di personale, frutto di scelte compiute dalla precedente gestione commissariale attraverso un ricorso eccessivo alle assunzioni a tempo determinato”.
L’assessore regionale: i Consorzi non sono centri per creare occupazione
“Per troppo tempo – aggiunge Righini – i Consorzi di Bonifica sono stati considerati ammortizzatori sociali. Una logica che non possiamo più permetterci. Le condizioni economiche e finanziarie degli enti impongono responsabilità, equilibrio e sostenibilità. I Consorzi non possono essere utilizzati per creare occupazione, ma devono tornare a svolgere la loro missione principale: garantire servizi efficienti agli agricoltori.
Desidero inoltre ringraziare il Commissario Daniele Pili per il lavoro svolto e per aver avviato con determinazione la necessaria fase di riorganizzazione e risanamento del Consorzio, nell’interesse dell’Ente e del mondo agricolo”.
“La Regione Lazio – assicura in conclusione l’esponente dell’esecutivo regionale – continuerà a lavorare per assicurare il corretto funzionamento dei Consorzi, contenendo quanto più possibile i costi che, è bene ricordarlo, ricadono direttamente sulle imprese agricole attraverso la contribuenza consortile. È una scelta certamente difficile, ma necessaria per costruire un sistema più efficiente, sostenibile e meno oneroso per gli agricoltori del Lazio. Ed è mio preciso dovere impedire che inefficienze e sprechi continuino a gravare sulle loro tasche”.
L’Ugl: “Le esternalizzazioni sono vietate da regolamenti e contratti nazionali”
La novità emersa dalle parole di Righini è che dei 21 stagionali non più di 4-5 potranno tornare al lavoro ad ottobre. Si tratterà di escavatoristi mentre la gestione impianti resterà affidata a ditte esterne, di cui lo stesso assessore regionale evita di parlare (quali contratti? Quali i costi? Perché non utilizzare per la stessa spesa i lavoratori con prestazione subordinata scaduta?). “Chiediamo il rinnovo dei contratti per i 21 lavoratori che hanno svolto il proprio lavoro con impegno e costanza e che, improvvisamente, si ritrovano oggi senza alcun reddito – batte i pugni il segretario Valente -. La paventata esternalizzazione dei servizi contrasta apertamente con il regolamento e con il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro”.

Valente ricorda come sia vietato “espressamente l’affidamento a ditte esterne delle mansioni svolte da questo personale. Non è ammissibile esternalizzare i servizi e, contemporaneamente, mandare a casa gli stipendiati che sostengono 21 famiglie. Su questo aspetto abbiamo già diffidato i vertici del Consorzio e interessato il Prefetto. Anche perché riscontriamo la totale mancanza di volontà da parte delle istituzioni di individuare una soluzione lavorativa per il personale coinvolto. Contestiamo con fermezza le posizioni assunte dalla Regione Lazio”.