Una vasta operazione a tutela dell’ambiente ha portato i Carabinieri a scoprire un presunto sistema di abbandono e interramento illecito di rifiuti speciali e pericolosi nel territorio di Anagni. L’attività, eseguita nella mattinata del 22 luglio su disposizione della Procura della Repubblica di Frosinone, ha consentito di individuare due aree utilizzate, secondo l’ipotesi investigativa, come discariche abusive, facendo scattare il sequestro dei terreni e l’iscrizione nel registro degli indagati di tre persone.
L’operazione è stata condotta dai militari della Stazione Carabinieri di Anagni con il supporto tecnico e operativo del Nucleo Carabinieri Forestale di Anagni. Alle attività hanno preso parte anche i Carabinieri della Stazione di Sgurgola e i Vigili del Fuoco di Frosinone, intervenuti durante le operazioni di scavo effettuate con l’ausilio di mezzi meccanici.
Le verifiche si sono concentrate su due distinti appezzamenti di terreno: uno in località Ruspitto, di proprietà di una società con sede a Roma, e un secondo sito situato in via Capannaccio, in una zona periferica al confine con il Comune di Sgurgola.
Gli scavi avrebbero confermato i sospetti degli investigatori. Dal sottosuolo sono infatti emersi ingenti quantitativi di rifiuti derivanti da attività edilizie, tra cui materiali inerti, rottami metallici, tubazioni in plastica e numerosi contenitori di pitture e vernici, ritenuti particolarmente pericolosi per il possibile inquinamento del terreno e delle falde acquifere.
Secondo i primi accertamenti, il materiale smaltito illecitamente sarebbe riconducibile alle attività di un’impresa edile locale. Per questa vicenda risultano attualmente indagate tre persone del posto, due imprenditori e una donna, già note alle forze dell’ordine, chiamate a rispondere, a vario titolo, di reati in materia ambientale.
Al termine delle operazioni, i Carabinieri hanno posto sotto sequestro penale entrambe le aree interessate: un terreno di circa 5.000 metri quadrati in località Ruspitto e un secondo appezzamento di circa 200 metri quadrati in via Capannaccio. I siti sono stati affidati in custodia giudiziale per impedire l’ulteriore compromissione delle aree e preservare gli elementi utili alle indagini.
L’Autorità giudiziaria è stata tempestivamente informata dell’esito dell’attività investigativa. Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica di Frosinone e condotte dai Carabinieri della Stazione di Anagni insieme ai militari del Nucleo Forestale, proseguono per ricostruire nel dettaglio le responsabilità dei soggetti coinvolti e quantificare l’entità del danno ambientale provocato.