Ospedale Santa Scolastica, piazzola dell’elisoccorso fuori uso la notte: per riparare le luci s’aspetta settembre

Il territorio Cassinate, già penalizzato da tagli a reparti e posti letto per acuti, si trova a fare i conti con un'ulteriore inefficienza

Immaginate una notte qualunque nel Basso Lazio. Un incidente grave sulla Roma-Napoli, un infarto improvviso nei comuni montani del Cassinate ma anche in città o un trauma neurologico che richiede un trasporto disperato e immediato verso un hub attrezzato. Ogni secondo conta. Eppure, da oltre due mesi, se quell’emergenza passa per l’ospedale “Santa Scolastica” di Cassino, c’è un ostacolo in più. Anzi, un buco nero. La piazzola dell’elisoccorso dell’ospedale è inutilizzabile nelle ore notturne. Il motivo? Un atto di puro vandalismo. Uno squilibrato, mesi fa, ha distrutto il sistema di illuminazione della pista, rendendo impossibile l’atterraggio e il decollo dei velivoli Ares 118 dopo il tramonto in totale sicurezza.

La notizia più sconcertante, tuttavia, non è il gesto del singolo, ma i tempi della burocrazia: per il completo ripristino si dovrà attendere, secondo fonti vicine all’azienda sanitaria, l’inizio di settembre. Un ritardo inaccettabile che taglia fuori l’intero territorio da un servizio letteralmente salvavita durante la notte, tanto più dopo il taglio dei reparti oltre che degli ospedali di prossimità dell’area a partire da quello di Pontecorvo per proseguire con quello di Atina.

L’insostenibile lentezza dell’Asl di Frosinone rispetto ad un’esigenza vitale

La competenza per la manutenzione, la gestione e la messa in sicurezza dell’impianto fa capo all’Asl di Frosinone. Dalle informazioni raccolte, l’Azienda Sanitaria si sarebbe limitata a inoltrare la richiesta d’ordine per i nuovi corpi illuminanti. Da lì in poi, un’attesa estenuante che sa di disattenzione verso le necessità primarie di quanti devono rivolgersi alla struttura sanitaria in situazioni di emergenza se non perfino di pericolo di vita.

In ambito sanitario e soprattutto in territori come il Cassinate, già colpiti da tagli e costretti sistematicamente a ricorrere ai poli di Frosinone, dell’Umberto I di Roma e del Goretti di Latina, la tempestività non è un dettaglio logistico: è la differenza tra la vita e la morte. Lasciare il punto di riferimento ospedaliero più importante del sud della provincia privo dell’elisoccorso notturno per oltre tre mesi equivale a depotenziare drammaticamente la rete dell’emergenza-urgenza.

Senza questo servizio del Santa Scolastica attivo h24, l’ambulanza deve trasportare il paziente critico almeno fino alla prima piazzola disponibile o direttamente verso Formia, Latina o Frosinone. Si capisce perché in casi simili i tempi d’intervento si allunghino ben oltre la cosiddetta “golden hour”.

Come funziona la gestione delle piazzole ospedaliere ed occasionali

L’elisoccorso sanitario non è un semplice “volo”. La normativa Enac (Ente Nazionale per l’Aviazione Civile) impone standard rigorosi per le elisuperfici ospedaliere: richiedono impianti di illuminazione specifici (luci perimetrali, manica a vento illuminata, radiofari) e sistemi di sicurezza antincendio operativi. Ogni anomalia al sistema di illuminazione fa scattare l’immediata sospensione dell’agibilità notturna tramite emissione di un NOTAM (Notice to Airmen), vietando gli atterraggi ai piloti. Quando una piazzola principale come quella del Santa Scolastica viene messa “fuori servizio”, la macchina dei soccorsi deve ripiegare sulle cosiddette superfici occasionali o elisuperfici di rete.

In queste categorie rientra il campo sportivo della città di via Appia e superfici occasionali esistono a Pontecorvo, Cervaro e Aquino. Lungo la superstrada Cassino-Sora in territorio di Sant’Elia Fiumerapido una piazzola attrezzata è solitamente utilizzata per il rabbocco di carburante per gli elicotteri di trasporto passeggeri in transito sulla rotta Napoli-Roma ma potrebbe far atterrare eliambulanze vista anche la vicinanza col Santa Scolastica.

Vigili del fuoco e forze dell’ordine presidiano atterraggi fuori rete nosocomi

Va comunque precisato che, in assenza della pista dell’ospedale, di notte le opzioni si riducono visto che viene richiesto l’intervento a terra dei Vigili del Fuoco e delle forze dell’ordine per mettere in sicurezza l’area, perdendo minuti preziosi. Concludendo: è accettabile che per sostituire un impianto di illuminazione danneggiato debbano trascorrere più di novanta giorni? Oltretutto nel disinteresse generale della politica e delle istituzioni locali?

L’Asl di Frosinone ha il dovere morale e istituzionale di dare priorità assoluta a questa riparazione, accelerando le procedure con i fornitori e restituendo al “Santa Scolastica” la sua piena operatività. Cassino e il suo territorio meritano risposte immediate, prima che l’attesa di settembre si trasformi in una tragedia evitabile. E la politica torni a fingere d’essere stata sempre dalla parte giusta.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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