Sanità provinciale, Tomaselli: “Chiudere le strutture territoriali e concentrare le risorse negli ospedali”

L'ex consigliere comunale di Isola Liri ed attivista rilancia le sue proposte già notificate alla commissione regionale ed all'Asl ciociara

Meno strutture territoriali “inutili”, più posti letto per acuti, potenziamento delle specialistiche e un taglio netto ai posti dirigenziali a favore dei servizi diretti ai cittadini. È la ricetta presentata dall’ex consigliere comunale di Isola del Liri, nonché operatore del servizio sanitario nazionale, Mauro Tomaselli, contenuta in una circostanziata nota indirizzata alla presidente della Commissione Sanità della Regione Lazio, Alessia Savo.

Nel documento — protocollato dagli uffici della ASL di Frosinone qualche tempo fa ma i cui contenuti Tomaselli torna a rilanciare — l’esponente politico locale traccia un quadro severo della situazione sanitaria provinciale, definita «drammatica» ed eredità diretta della passata gestione della giunta regionale guidata da Nicola Zingaretti.

Al centro dell’affondo di Tomaselli vi è il modello delle Case della Salute, considerate un modello inefficiente che non avrebbe risolto la cronica carenza di assistenza ospedaliera per acuti: “La situazione sanitaria lasciata dalla giunta Zingaretti è drammatica. Un esempio la scelta di aprire le case della salute inutili strutture che non hanno e non potranno mai sostituire i posti letto per acuti che mancano nella nostra provincia”. Un modello ormai superato e assorbito dalle famose Case di Comunità ed Ospedali di Comunità ma Tomaselli, che professionalmente è un operatore del servizio sanitario nazionale, chiede di chiudere strutture di funzionalità dubbia per riallocare le risorse economiche e di personale nei presidi ospedalieri del territorio.

L’affondo su case comunità del territorio e il crollo dei posti letto per acuti

Un focus dettagliato riguarda la branca di Urologia, dove Tomaselli denuncia una situazione di forte penalizzazione per l’utenza locale. A fronte dell’intera copertura provinciale, vengono evidenziati appena 12 posti letto allocati presso l’ospedale “Spaziani” di Frosinone: “Bisognerebbe chiudere immediatamente queste strutture e potenziare i reparti come l’apertura di un reparto di urologia (Sora o Cassino) visto che nella nostra provincia esistono solo 12 posti letto all’ospedale di Frosinone, una vergogna”. Ma infine – sottolinea – “sono stati chiusi pure i 12 posti letto di urologia in questione”.

Oltre ai posti letto, la nota mette in evidenza le gravissime carenze tecnologiche e strumentali che limitano l’operatività chirurgica: mancanza di ecografi per effettuare biopsie mirate in “fusion” con la risonanza multiparametrica (eseguita a Sora). Assenza di tecnologia laser all’olmio per la chirurgia endoscopica prostatica. Mancanza di dotazioni robotiche per i tumori prostatici, nonostante gli ospedali territoriali dispongano di reparti ad alta specializzazione come oncologia e rianimazione.

Laboratori analisi e medici specialisti: il fallimento della rete

La critica si estende anche al riordino della rete dei laboratori analisi, definito un “fallimento tecnico ed economico”. La centralizzazione e il sistema dei “mega laboratori” con il continuo trasporto dei campioni tramite corrieri avrebbero finora comportato – secondo Tomaselli – una riduzione della qualità dei referti e un lievitare dei costi.

La soluzione proposta prevede: ripristino dei macchinari di alta qualità nei laboratori degli ospedali di Sora e Cassino per la lavorazione in loco di esami ormonali e sierici, vitali per i pazienti oncologici e critici. Infine, la nota evidenzia lo sbilanciamento nella distribuzione dei medici specialisti territoriali. Viene citato l’emblematico caso della Reumatologia — con un solo reumatologo operante su tutta la provincia a fronte di un numero nettamente superiore di dermatologi —, sollecitando la Regione a una riorganizzazione capillare della rete specialistica.

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