Il consigliere comunale Mario Borza, lo scorso mese di luglio ha scritto al Presidente della Provincia di Frosinone ed al sindaco di Casalvieri chiedendo informazioni sugli interventi di messa in sicurezza e tempistiche per la riapertura al traffico della strada “Tracciolino” (SP 7 Casalvieri – Roccasecca). Nella sua nota il consigliere comunale ha sottolineato che la strada provinciale storicamente nota come “Tracciolino”, rappresenta un’arteria viaria dal valore inestimabile per il collegamento quotidiano di cittadini, lavoratori, studenti e mezzi di soccorso, oltre a costituire un asse strategico per lo sviluppo economico turistico e naturalistico della Valle di Comino e delle Gole del Melfa.
“La prima ordinanza di divieto di accesso – scrive Mario Borza – risale al 1998, poi lo sbarramento definitivo nel 2006 dopo l’ennesima caduta di massi dai versanti instabili. Un attrattore turistico che da decenni si specchia solo nella propria bellezza. Tale intollerabile chiusura – affonda Borza – continua a causare gravissimi disagi e un isolamento infrastrutturale non più accettabile per la cittadinanza di Casalvieri e dei comuni limitrofi, costretti a percorsi alternativi tortuosi con un pesante aggravio in termini di tempi, costi e sicurezza stradale”. Il consigliere comunale di minoranza ha considerato che: “La cittadinanza esige risposte concrete e scadenze certe per l’effettivo inizio dei cantieri. La risoluzione di un’emergenza storica di questa portata richiede la massima trasparenza istituzionale e un impegno straordinario e congiunto tra l’Amministrazione Provinciale di Frosinone e l’Amministrazione Comunale di Casalvieri. È diritto della comunità e dovere dello scrivente, nella veste di consigliere comunale, vigilare sulla reale progressione dell’iter burocratico e informare i cittadini sui tempi reali di sblocco della situazione”.
Alla fine Mario Borza ha chiesto: a che punto sia l’iter dei progetti di fattibilità tecnico-economica ed esecutiva per i tre lotti di intervento sulla SP 7, dal valore complessivo stimato di circa 30 milioni di euro; se siano stati formalmente decretati i finanziamenti richiesti agli enti superiori (Ministero delle Infrastrutture / Regione) per la copertura economica dei lavori di messa in sicurezza delle pareti rocciose e del piano viabile; se sia stata valutata, nelle more del completamento dell’opera totale, la possibilità di intervenire prioritariamente sui tratti meno critici per consentire una parziale, graduale o quantomeno temporanea riapertura controllata (es. cicloturistica, pedonale o a fasce orarie per i residenti); di fornire un cronoprogramma chiaro che indichi la data prevista per l’apertura dei primi cantieri e una stima dei tempi necessari al definitivo ripristino della viabilità. Il consigliere comunale conclude affermando di essere “a tutt’oggi in attesa di una risposta da parte degli enti interessati”.