Prenotazioni sanitarie regolarmente effettuate, improvvisamente cancellate dalle strutture pubbliche e congelate in un’attesa senza termine. È il meccanismo delle “visite sospese”, un modus operandi sempre più diffuso nelle strutture sanitarie della provincia che continua a raccogliere il malcontento e le proteste degli utenti.
L’ultimo caso emblematico arriva da Sora. Un cittadino, dopo aver ottenuto a gennaio le prescrizioni per diversi accertamenti, era riuscito a prenotare un’ecografia renale presso l’ospedale di Cassino per il 22 settembre. Nei giorni scorsi, tuttavia, la comunicazione: prestazione sospesa, con la promessa di essere ricontattato per una nuova data. Una rassicurazione che non convince l’utente, già vittima ad aprile dell’annullamento di una visita cardiologica di cui, a distanza di quattro mesi, non si è saputo più nulla.
La vicenda ha riacceso il dibattito sui social network, trasformandosi in una cassa di risonanza per decine di testimonianze analoghe relative ai presidi della zona.
I casi segnalati dagli utenti
- Cardiologia e Pneumologia: visite cancellate e mai riprogrammate, compresi i controlli fondamentali per il rinnovo delle esenzioni da patologia.
- Neurologia e Diabetologia: appuntamenti sospesi da mesi o cancellati senza preavviso, con impossibilità di contattare i CUP o le segreterie di riferimento.
- Esami diagnostici: dai certificati medici dell’ultimo minuto per ecografie pelviche fino a referti di esami citologici mai consegnati a distanza di mesi dalla prestazione.
Il nodo dei diritti e il ricorso al privato
Il quadro che emerge descrive un’interruzione de facto della continuità assistenziale: i pazienti, lasciati senza risposte, si vedono spesso costretti a ripartire da capo con l’iter di prenotazione o a rivolgersi alla sanità a pagamento. Una criticità evidenziata a più riprese anche dal Tribunale per i Diritti del Malato, che denuncia il rischio di una deriva in cui il diritto alla salute si piega alle disponibilità economiche del singolo.