Lo sport come strumento di inclusione, solidarietà e crescita, ma soprattutto come linguaggio capace di abbattere barriere e mettere tutti sullo stesso piano. È stato questo il filo conduttore della seconda edizione di “Per quelli come noi”, l’iniziativa nata lo scorso anno dalla collaborazione tra il Comitato Provinciale UNICEF Frosinone e l’associazione “Io non mollo”, presieduta da Francesco Crispino Perna, e tornata, sabato 19 settembre, sul palco del Teatro Mangoni di Isola del Liri.
Una giornata dedicata allo sport e ai suoi valori, con momenti di confronto, testimonianze, musica, danza e performance che hanno coinvolto associazioni, scuole, atleti e realtà del territorio. Un appuntamento nel quale l’attività sportiva è stata raccontata non soltanto come competizione, ma come strumento educativo, occasione di incontro e possibilità concreta di costruire inclusione.
Per UNICEF lo sport e il gioco rappresentano infatti diritti fondamentali di ogni bambino e adolescente. Un principio sancito dall’articolo 31 della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, che riconosce a ogni bambino il diritto al gioco e alle attività ricreative e motorie in contesti sicuri.
Lo sport diventa così un linguaggio universale, capace di superare barriere sociali, culturali, geografiche, linguistiche e religiose e di trasmettere valori come il rispetto, la leadership, il lavoro di squadra e l’autodisciplina. Non una questione di medaglie o cronometri, dunque, ma uno spazio nel quale crescere, misurarsi con i propri limiti e scoprire che quegli stessi limiti possono rappresentare soltanto un punto di partenza.
Le esperienze sul palco
A raccontare questa idea, attraverso due esperienze sportive profondamente diverse ma unite dagli stessi valori, sono stati Mattia Faraoni e Francesco Crispino Perna, protagonisti di un confronto moderato dalla segretaria provinciale UNICEF Frosinone Angelica Spalvieri.
Da una parte il mondo del ring, dall’altra quello della handbike. Due discipline nelle quali la forza assume forme differenti, ma richiede la stessa capacità di resistere, andare oltre gli ostacoli e non arrendersi. Il focus del confronto è stato proprio la forza delle braccia e della mente: in un caso utilizzate per combattere sul ring e per difendere i più deboli, nell’altro per spingere una handbike oltre le barriere fisiche e conquistare, attraverso lo sport, una dimensione di libertà.
Ospite speciale e testimonial UNICEF, Mattia Faraoni è uno degli atleti italiani più conosciuti negli sport da combattimento, tra kickboxing e pugilato. Nel pugilato è stato anche campione italiano dei pesi massimi leggeri nel 2021. Parallelamente alla carriera sportiva, Faraoni è impegnato in numerose attività sociali, con incontri nelle scuole dedicati alla lotta al bullismo e al cyberbullismo, al rispetto, all’empatia e all’utilizzo dello sport come strumento educativo. Un impegno che lo ha portato a essere testimonial di messaggi e campagne UNICEF.

Accanto a lui, Francesco Crispino Perna, che alla fine del 2018 ha iniziato la propria attività di sportivo paralimpico nella handbike e ha fondato l’associazione “Io non mollo”, di cui è presidente. Attraverso l’associazione organizza eventi, cene di beneficenza e incontri dedicati all’inclusione, al coraggio e alla capacità di rialzarsi davanti alle avversità.
A completare la giornata sono state le numerose performance artistiche e sportive. Sul palco la band I 4 Ragazzi di Strada, l’esibizione di danza sportiva e danza sportiva paralimpica a cura di Shall We Dance di Rocco Evangelista, il Coro Mani Bianche Terra di Ciociaria, in collaborazione con la Polisportiva Atletica Ceprano e l’allenatore, dottor Adriano De Nardis, insieme ai ragazzi del Centro Bug e ai bambini C.O.D.A.
Spazio anche ai ragazzi dell’Accademia Musicale Isolana di Sandro Taglione, Roberta Mora e Andrea Pantanella, in una mattinata nella quale musica, sport e testimonianze hanno contribuito a costruire un racconto corale dell’inclusione.






Abbinato all’evento anche il selfie contest “Per quelli come noi”, con un’area dedicata all’ingresso del Cinema Teatro allestita da Carla Cellucci. Non il classico selfie, ma uno spunto per fermarsi a riflettere e raccontare, attraverso una fotografia accompagnata da una propria riflessione, “quanto spazio occupa lo sport nella tua vita?”. Un momento della mattinata pensato dunque per coinvolgere direttamente il pubblico e trasformare anche un semplice scatto in un’occasione di riflessione sul rapporto personale con lo sport.







Numerosi i ringraziamenti rivolti dagli organizzatori a quanti hanno contribuito alla realizzazione dell’iniziativa. “A partire dal Comune di Isola del Liri e dalla Provincia di Frosinone, che hanno patrocinato l’evento, passando per la consigliera Raffaella Santonico e l’assessore Stefano Vitale. Un ringraziamento anche a Rossana Fiorini e Greta Mazzettino per il servizio di interpretariato LIS, alle tantissime associazioni presenti e agli istituti scolastici che hanno partecipato e alla Studioteca Più di San Donato Val di Comino”.
A tirare le fila della mattinata sono state le parole di Angelica Spalvieri, che ha affidato alla conclusione il senso più profondo dell’iniziativa.
“Una mattinata ricca di spunti di riflessione e di momenti emozionanti, una mattinata che spero abbia lasciato in ognuno una consapevolezza maggiore, un’attenzione diversa per e verso gli altri, con più voglia e gioia di aiutare e supportare chi è in difficoltà. Perché vinci davvero ogni volta che doni un sorriso, ogni volta che attenzioni l’altro, ogni volta che ‘sei umano’. Sì, noi e ‘quelli come noi’, abbiamo vinto”.