Uno strappo politico netto, istituzionale e dal forte peso specifico per gli equilibri dell’intera provincia di Frosinone e per la politica della Regione Lazio. Il Consiglio comunale di Sora ha approvato all’unanimità la delibera per l’uscita dell’intero territorio comunale dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica Conca di Sora, esprimendo al contempo la ferma volontà di non essere inserito nel perimetro del nascente maxi-carrozzone “Lazio Sud Est”.
La decisione del civico consesso sorano travalica i confini della Valle del Liri per il suo alto valore politico. Sora è infatti il decimo comune del territorio a prendere una decisione simile, ma ne rappresenta il centro capofila. Inoltre, la guida dell’amministrazione è affidata a Luca Di Stefano, che oltre ad essere il primo cittadino sorano ricopre l’incarico di Presidente della Provincia di Frosinone. Una convergenza di ruoli che trasforma il voto in un segnale chiarissimo spedito direttamente ai vertici della Pisana e della Giunta regionale guidata da Francesco Rocca.
A fine seduta, il Sindaco e Presidente della Provincia Luca Di Stefano ha tracciato il solco politico dell’operazione, rivendicando l’autonomia delle scelte locali rispetto alle pressioni e ai diktat giunti da Roma e dalle strutture commissariali dell’ente di bonifica, pressioni e diktat che comunque Di Stefano s’è guardato bene dal citare restando nell’alveo del rispetto istituzionale.
Il sindaco-presidente: volontà politico-amministrativa forte. Noi al fianco dei cittadini
“Sono orgoglioso di questa amministrazione e ringrazio il comitato promotore per aver portato avanti, con strumenti democratici, istanze rimaste inascoltate per troppo tempo. Avevamo inserito questo argomento nel nostro programma elettorale e da oggi parte un iter formale che ci vedrà al fianco dei comitati. Come amministrazione siamo nati per raccogliere le istanze della gente e contribuire al miglioramento dei servizi. Non siamo contro nessuno, ma abbiamo manifestato una volontà politico-amministrativa forte: non siamo d’accordo con il Consorzio unico. Credo che chi amministra debba avere il coraggio di scegliere per il bene della propria comunità. Quando un Comune o un ente territoriale fa delle valutazioni, è doveroso tutelare prioritariamente gli interessi dei cittadini”.
Nel corso dell’animato dibattito in aula, l’assise sorana ha risposto compattamente all’offensiva mediatica scatenata alla vigilia dall’assessore regionale al Bilancio e all’Agricoltura, Giancarlo Righini. L’esponente della giunta Rocca aveva definito “paradossale” la richiesta del Comune di Sora, accusando gli amministratori locali di “cavalcare la protesta, alimentare false aspettative e fare propaganda anziché rispettare le norme”.
L’attacco di Righini. Ma il Consiglio svela il retroscena sulle sue “doppie posizioni”
Durante la seduta, una consigliera comunale di maggioranza ha smontato la ricostruzione dell’assessore regionale ripescando dagli archivi della Pisana la “memoria storica” delle battaglie politiche dello stesso Righini. Quando sedeva tra i banchi dell’opposizione e non nella maggioranza di governo, infatti, l’attuale assessore sosteneva tesi diametralmente opposte, presentando persino ordini del giorno per chiedere la moratoria e la sospensione delle bollette del Consorzio di Bonifica Valle del Liri, proprio a tutela dei contribuenti privi di beneficio fondiario diretto.
Un cortocircuito politico che ha rafforzato la determinazione della maggioranza e delle opposizioni sorane nel blindare il voto unanime.
Alle parole dell’assessore Righini hanno risposto con durezza anche i rappresentanti delle associazioni e dei comitati civici territoriali che da anni combattono contro l’invio delle cosiddette “cartelle pazze”. Paolo Fallena (Fare Verde Valcomino): “La propaganda è proprio quella che sta facendo l’assessore Righini insieme all’intero apparato dei Consorzi di Bonifica, continuando a raccontare che questi enti offrono servizi utili ed efficienti. Peccato che i cittadini consorziati subiscano da anni l’esatto contrario, trovandosi a pagare bollette esose senza ricevere nulla in cambio. Chi professa cose che non corrispondono alla realtà dei fatti perde ogni residua credibilità”.


I comitati civici esultano: questo voto è una vera e propria spallata istituzionale
Lucio Bove (Comitato Civico Arcese): “Sora è un comune capofila fondamentale ed è ormai il decimo municipio che delibera l’uscita dal perimetro di contribuenza. Il fatto che Luca Di Stefano sia anche il Presidente della Provincia trasforma questa scelta in una spallata istituzionale. La politica regionale non potrà far finta di niente di fronte a un segnale di questa portata”.
Mauro Tomaselli, attivista ed ex consigliere comunale di Isola Liri, passa alle conclusioni: “Adesso tocca alla Regione ratificare la delibera del Consiglio comunale di Sora e dopo non si pagherà mai più la tassa sulle case e terreni. Pagherà solo chi usufruirà del servizio irriguo”.
L’esito del Consiglio comunale di Sora segna un punto di non ritorno nella gestione della bonifica nel Lazio meridionale. L’arroccamento della Regione sulla costituzione del Consorzio Unico “Lazio Sud Est” sta trovando la ferma opposizione di un fronte trasversale formato da sindaci, civiche e comitati.
La palla passa alla Pisana. E c’è rischio di contagio-rivolta col caso discarica
Sora ha tracciato la strada: la sovranità dei Consigli comunali e la tutela dei bilanci familiari dei cittadini contro le pretese contributive di enti commissariati da decenni. La palla passa ora alla Pisana, che si trova a dover gestire una spaccatura istituzionale aperta proprio dal vertice dell’amministrazione provinciale di Frosinone. E non è detto che l’accaduto finisca per rinforzare anche il fronte di sindaci che si sta costituendo contro la riapertura della discarica di Cerreto. Una partita di contrapposizioni territorialmente e politicamente molto simili.