È stata trovata senza vita nella propria abitazione di Cassino nella tarda mattinata di lunedì 21 settembre Fatemeh Khoshyom, cittadina iraniana. A dare l’allarme è stato il marito, che ha contattato il Numero unico di emergenza dopo essere rientrato nella casa familiare e aver fatto la drammatica scoperta.
Sul decesso si sono immediatamente concentrate le attività investigative coordinate dalla Procura della Repubblica di Cassino e condotte dalla Squadra Mobile di Frosinone, con il supporto degli agenti del Commissariato di pubblica sicurezza di Cassino. Una vicenda che, nelle ore successive alla morte, ha suscitato un forte interesse mediatico, alimentando anche interrogativi e ricostruzioni sulla possibilità che dietro il decesso potesse esserci un omicidio.
La Procura, con un comunicato diffuso per fare chiarezza sullo stato delle indagini, ha però precisato che gli elementi raccolti nelle prime ore non sostengono, allo stato, questa ipotesi. Al contrario, gli accertamenti finora compiuti convergerebbero verso il suicidio.
Determinanti, in questa fase, sono stati i primi rilievi effettuati sulla scena, l’intervento del medico legale nominato dalla Procura e l’esame esterno del corpo. Gli accertamenti avrebbero evidenziato elementi compatibili con l’ipotesi suicidaria e, soprattutto, non avrebbero fatto emergere segni di violenza riconducibili all’azione di altre persone.
Si tratta, tuttavia, di una conclusione ancora provvisoria, perché l’inchiesta non è terminata. Gli investigatori stanno infatti completando una serie di verifiche per ricostruire nel dettaglio le ultime ore di vita della donna e chiarire ogni possibile circostanza legata alla morte.
Nell’ambito delle attività delegate dalla Procura, sono stati sequestrati alcuni dispositivi telefonici e supporti informatici. Su questi strumenti saranno effettuati accertamenti tecnici per analizzare dati di traffico, comunicazioni e informazioni telematiche. L’obiettivo è verificare in maniera definitiva se possano emergere elementi relativi a un eventuale coinvolgimento o a una possibile sollecitazione da parte di terzi.
Parallelamente proseguiranno gli altri accertamenti investigativi e medico-legali. La Procura attende anche il deposito dell’elaborato del medico legale, che contribuirà a definire con maggiore precisione le cause e la dinamica del decesso.
Proprio alla luce delle verifiche ancora in corso, gli inquirenti hanno voluto richiamare alla prudenza rispetto alle ricostruzioni circolate nei giorni scorsi. Nel comunicato, il procuratore sottolinea come alcune ipotesi diffuse attraverso i mezzi di informazione abbiano prospettato uno scenario omicidiario sulla base di particolari e circostanze non ancora accertati, arrivando a orientare l’attenzione verso una ristretta cerchia di persone che, allo stato delle indagini, non risulta gravata da elementi indiziari.
La ricostruzione ufficiale, dunque, resta ancora aperta sul piano degli accertamenti, ma il quadro investigativo attualmente disponibile indica una direzione precisa: gli elementi raccolti nelle prime fasi sono ritenuti compatibili con un gesto suicidario e non hanno fatto emergere, al momento, evidenze di un intervento violento da parte di terzi.
Saranno ora gli ulteriori esami, compresi quelli sui dispositivi sequestrati e la relazione medico-legale, a fornire agli investigatori gli elementi necessari per cristallizzare la dinamica e le cause della morte di Fatemeh Khoshyom.