Comune di Frosinone, Ferrara: “Cirillo e Venturi hanno creato il problema e ora se ne lamentano col prefetto”

Il presidente facente funzioni del Consiglio comunale replica all'esposto che chiede lo scioglimento dell'assise: "Nessuna paralisi"

“È come se qualcuno mettesse la sua auto di traverso in mezzo alla strada, bloccasse il traffico, scendesse e dicesse: che traffico che c’è a Frosinone, è colpa del sindaco”. Marco Ferrara, vicepresidente vicario e da quattro mesi presidente facente funzioni del Consiglio comunale del capoluogo, sceglie un’immagine netta per l’attacco frontale ai consiglieri Pasquale Cirillo e Norberto Venturi.

Sono loro, ricorda Ferrara, ad aver rassegnato le dimissioni dall’Ufficio di Presidenza: Cirillo il 30 giugno, Venturi il 3 luglio, con quello che definisce “un colpo di scena da teatro” nel pieno della seduta consiliare. Quelle dimissioni hanno fatto decadere l’organo. E oggi le loro due firme compaiono in calce all’esposto con cui dieci consiglieri chiedono al prefetto di valutare lo scioglimento del Consiglio comunale per “grave e persistente violazione di legge”. “Coloro che hanno causato il problema si lamentano del problema”, accusa Ferrara. Definisce “fantapolitica” la tesi di un inadempimento della maggioranza e respinge ogni ipotesi di paralisi amministrativa.

Sullo sfondo resta l’attesa per la risposta della Prefettura, che non si è ancora pronunciata sull’esposto. Ferrara, invece, fa sapere che l’aula andrà avanti comunque, forte del parere prefettizio del 18 agosto sui poteri del vicepresidente vicario. Poi il presidente facente funzioni passa alla politica. Critica le riunioni di maggioranza “partite male” per i veti. Rilancia l’azzeramento della giunta come occasione mancata. E fotografa il caos verso le comunali del 2027: “Come guidare di notte a fari spenti”.

Tutto inizia con le dimissioni rassegnate dall’ex presidente Max Tagliaferri

  • – Come si è arrivati a questo stallo?

“Lo stallo è iniziato il 30 maggio 2026, con le dimissioni volontarie del presidente del Consiglio comunale, Massimiliano Tagliaferri. Per tutto giugno e fino al 3 luglio, però, il Consiglio ha lavorato in modo ordinario e completo. Io, come vicepresidente vicario, mi sono sostituito al presidente secondo quanto stabiliscono lo statuto e il regolamento. Ho svolto al cento per cento le mie funzioni e il Consiglio ha svolto al cento per cento le sue”.

  • – Poi cosa è cambiato?

“La svolta negativa è arrivata con altre due dimissioni volontarie. La prima, il 30 giugno, è quella del consigliere Pasquale Cirillo, componente dell’Ufficio di Presidenza. La seconda è arrivata il 3 luglio, con un colpo di scena da teatro, direi, proprio durante il Consiglio comunale: si è dimesso un altro componente, il dottor Norberto Venturi. La genesi dell’attuale stallo è in queste tre dimissioni volontarie. E sottolineo: volontarie”.

  • – Perché insiste su questo aspetto?

“Perché nessuno l’ha mai evidenziato: né la stampa, né il sindaco, né i consiglieri. Anche io l’ho tenuto per me, ma oggi voglio dirlo. Il 29 maggio l’Ufficio di Presidenza aveva cinque componenti: il presidente Tagliaferri, io come vicepresidente vicario, il vicepresidente Venturi e i due segretari, Cirillo e l’avvocato Francesca Chiappini della Lista per Frosinone. Dopo le dimissioni di Tagliaferri eravamo in quattro e potevamo operare tranquillamente. Dopo quelle di Cirillo siamo rimasti in tre, cioè tre quinti, e potevamo ancora operare. Con le dimissioni di Venturi in aula siamo scesi a due quinti, sotto la metà, e l’Ufficio di Presidenza è decaduto”.

Nessun inadempimento della maggioranza per la mancata elezione del presidente

  • – E qui arriviamo all’esposto al prefetto.

“Sì. Nella segnalazione di ‘grave e persistente violazione di legge’, con cui si chiede al prefetto lo scioglimento del Consiglio comunale, leggo due firme: Pasquale Cirillo e Norberto Venturi. Sono gli stessi consiglieri che si sono dimessi dall’Ufficio di Presidenza. Chi ha causato il problema si lamenta del problema e segnala addirittura al prefetto una paralisi amministrativa. Sostengono che il problema l’abbia determinato la maggioranza, ma non è così: l’hanno determinato loro stessi. È come se una persona mettesse la macchina di traverso in mezzo alla strada, bloccando il traffico, poi scendesse e dicesse: ‘Che traffico che c’è a Frosinone, è colpa del sindaco’”.

  • – Il suo è un argomento soprattutto tecnico. Ma politicamente il problema c’era già dal 30 maggio.

“Certo, abbiamo un problema politico: il Consiglio comunale non riesce a eleggere il presidente. Ma nell’esposto dei dieci consiglieri leggo che la limitazione degli atti e delle prerogative dei consiglieri, che dura da oltre tre mesi, non deriverebbe da una norma di legge, ma da un inadempimento della maggioranza nell’eleggere il presidente. A me sembra davvero fantapolitica. Non c’è nessun inadempimento della maggioranza e la richiesta non ha alcuna base giuridica. È il Consiglio comunale, tutto intero, che elegge il proprio presidente. Quindi è il Consiglio comunale che non è capace di eleggerlo”.

  • – Ma il Consiglio lo governa una maggioranza.

“È normale che il primo problema stia nella maggioranza, che fino all’ultimo Consiglio ha presentato due candidati: uno ha preso undici voti, l’altro sei. Però non c’è compattezza nemmeno nella minoranza, che oggi a Frosinone si divide addirittura in quattro gruppi. Ho apprezzato, per esempio, il grande senso di responsabilità di Vincenzo Iacovissi. Fin dall’inizio ha sostenuto che la vacanza del presidente poteva andare avanti fino a fine consiliatura. Ed è così: se l’Ufficio di Presidenza non fosse decaduto per le dimissioni di Cirillo e Venturi, avremmo potuto continuare fino alla fine. Il Consiglio avrebbe esercitato tutte le sue funzioni, deliberando su qualsiasi proposta”.

L’apprezzamento per la posizione di Iacovissi in due passaggi consiliari

  • – Iacovissi ha anche proposto una soluzione, poi non andata in porto.

“All’ultimo Consiglio, il 31 luglio, Iacovissi ha presentato una questione pregiudiziale. In sostanza ha chiesto all’aula se volesse che il Consiglio fosse presieduto dal consigliere anziano, Angelo Pizzutelli. Il Consiglio ha risposto no. Io mi sono astenuto perché ero in conflitto di interessi, e con grande correttezza si è astenuto anche Pizzutelli. Con mia grande sorpresa si è astenuta pure la maggioranza. Ci sono stati sei o sette no e un solo sì, quello di Iacovissi. Così il Consiglio mi ha legittimato a gestire una situazione certamente eccezionale e transitoria. Ma non c’è nessuna paralisi, né giuridica né amministrativa: il Consiglio può deliberare su tutti gli argomenti urgenti”.

  • – Non su quelli non urgenti, però.

“È vero, ed è quanto indica il prefetto nel parere del 18 agosto. Ma in chiusura il prefetto aggiunge un passaggio importante: solo il Consiglio comunale, nella sua autonomia e in quanto titolare della competenza, è abilitato a dare un’interpretazione autentica delle norme di cui si è dotato. Significa che il Consiglio è sovrano. Anche le delibere che, come facente funzioni, dovessi portare in aula e che inizialmente potessero apparire opinabili sul piano dell’urgenza verrebbero sanate dal voto del Consiglio. Quindi, di che cosa stiamo parlando? Il Consiglio non è paralizzato, per nulla”.

  • – Quale via d’uscita auspica?

“Spero che si arrivi in tempi brevi a un nome condiviso, addirittura all’unanimità. Bastano comunque 22 consiglieri su 33 alla prima votazione e 17 alla seconda. La responsabilità va però attribuita in primis a tutto il Consiglio, che in questo momento non è capace di eleggere, e poi certamente alla maggioranza. Ho apprezzato anche l’atteggiamento molto maturo della lista Marzi, che per scelta politica non si è presentata, come a dire: ‘Non voglio influire, vedetevela voi’.

Ma voglio chiudere su un punto. Questi stessi consiglieri dicono di agire esclusivamente nell’interesse dei cittadini, a tutela della figura del consigliere e del Consiglio comunale. Eppure sono loro che si sono dimessi volontariamente, creando la situazione per cui oggi il Consiglio può approvare solo gli atti urgenti. Non è credibile, e onestamente sta diventando inaccettabile: chi ha creato il problema se ne lamenta e accusa gli altri”.

L’attesa per il parere della Prefettura sulla richiesta di sciogliere l’assise

  • – Il consigliere Anselmo Pizzutelli si augura che il parere della Prefettura sull’esposto dei dieci arrivi prima della seduta ordinaria.

“Il parere non è ancora arrivato. Presumo che la Prefettura stia studiando nel dettaglio la fattispecie, e anche io auspico una risposta. Ma se non dovesse arrivare, il Consiglio va avanti. Ha un presidente facente funzioni, Marco Ferrara, legittimato anzitutto dal Consiglio stesso, quando il 31 luglio ha votato contro la presidenza del consigliere anziano. E legittimato al cento per cento dal prefetto con il parere del 18 agosto. Lì si legge che, dall’esame di statuto e regolamento, il vicepresidente vicario può rimanere in carica anche in una situazione complessa come questa. Può convocare il Consiglio per eleggere il presidente e gli altri componenti dimissionari. E, se il quorum non si raggiunge in tempi brevi, può farlo anche per discutere argomenti urgenti, così da assicurare la continuità dei lavori. Sono passati quattro mesi. Io ho questo dovere e lo eserciterò fino all’ultimo giorno in cui ricoprirò il ruolo, nell’interesse dei cittadini di Frosinone e di tutti i consiglieri”.

  • – Quindi, se lo stallo si allungasse, i problemi riguarderebbero solo le delibere non urgenti?

“In prima istanza sì. Il problema esiste e non voglio nasconderlo, ma non va ingigantito. Parlare di paralisi amministrativa, come fanno i dieci firmatari, mi sembra un’esagerazione. C’è una situazione eccezionale e transitoria. Ma il fatto che non si riesca a eleggere un presidente è responsabilità di tutto il Consiglio, non un inadempimento della maggioranza. Il concetto di inadempimento, messo per iscritto nella richiesta al prefetto, è per me fantapolitica e non posso accettarlo”.

  • – Lei resta sul piano giuridico. Ma il sindaco di un Comune in queste condizioni da quattro mesi, qualcosa dovrebbe inventarsi per una svolta. È politicamente sostenibile andare avanti così?

“Il problema politico esiste. Ma una volta chiarito che non c’è un problema giuridico, né amministrativo, possiamo dire che il problema è esclusivamente politico. Il presidente facente funzioni ha piena legittimità a convocare il Consiglio, con l’elezione del presidente e dell’Ufficio di Presidenza al primo punto, e a far discutere e deliberare gli argomenti urgenti”.

“A pochi mesi dalle elezione bisogna fare chiarezza sui candidati a sindaco”

  • – Al di là del ruolo istituzionale, qual è il suo auspicio personale?

“Mancano pochi mesi alle elezioni, quindi è opportuno, e non uso il condizionale, fare chiarezza. Entro uno o al massimo due mesi bisogna stabilire chi sta con chi. Anzitutto bisogna capire chi sono i candidati sindaci, e decidere anche su base programmatica, perché vanno costruiti gli schieramenti”.

  • – Il sindaco Mastrangeli si ricandiderà alla successione di se stesso.

“Esattamente. Ma quando il sindaco dice che sarà il diciassettesimo voto per eleggere il presidente, bisogna guardare a come sono andate le riunioni di maggioranza. Sono state poche, e potevano essere qualitativamente migliori. Serviva una mentalità aperta a 360 gradi. Se le riunioni cominciano dicendo che c’è il veto di un partito su un nome, partono male. Se sarà possibile compattarsi nel centrodestra, bisogna costruire qualcosa di nuovo, senza guardare al passato recente. Serve una fotografia degli attuali gruppi consiliari e su quella base programmatica si apre una nuova fase. Se invece la nuova fase parte con i rancori del recente passato, non si andrà mai avanti. E potrebbe esserci una spaccatura: uso il condizionale, perché in politica con questi scenari bisogna sempre usarlo”.

  • – La spaccatura, in aula, si è già vista.

“Siamo andati a votare senza metterci d’accordo: un candidato ha preso undici preferenze e un altro sei, e parlo della maggioranza. Ma l’elezione del presidente può essere anche trasversale. Gli undici voti andati a Fanelli in una votazione, per esempio, sarebbero potuti confluire su un altro candidato, eletto a quel punto non dalla sola maggioranza. Qual è il problema? Il presidente è il presidente di tutti i consiglieri. Anche tra i consiglieri ci sono steccati mentali imposti, secondo me, in modo poco saggio”.

Il problema politico esiste e poteva essere superato azzerando l’esecutivo

  • – Gli steccati ci sono anche dentro la maggioranza. Resta vacante in giunta la delega alla Polizia municipale, un altro indicatore delle difficoltà.

“Dal giugno 2022 a oggi c’è stato un processo continuo di disgregazione e riaggregazione dei gruppi consiliari. La geografia politica del Consiglio comunale è completamente stravolta rispetto ad allora e di questo non si è mai preso atto. Andava fatto. Se fossi stato il sindaco, e non lo sono, avrei azzerato la giunta a giugno”.

  • – Subito dopo le dimissioni di Tagliaferri.

“Esatto. Una o due riunioni di maggioranza veloci, nell’arco di due o tre settimane. Se non si trovava l’accordo, si azzerava la giunta e la casella della presidenza del Consiglio si inseriva insieme ai nove assessorati: dieci posizioni da assegnare ai gruppi di maggioranza. Si fa la fotografia dei gruppi: il più numeroso sceglie per primo, poi il secondo, e così via; poi si riparte con un secondo giro. In quella scelta ci sarebbe stata anche la presidenza del Consiglio e la crisi si sarebbe risolta entro giugno. Avrei fatto anche un patto di fine consiliatura: chi sta dentro firma e andiamo insieme alle elezioni. Due piccioni con una fava”.

L’incognita Vannacci con relativi sondaggi, per ora niente candidati a sindaco

  • – Lei è professionalmente esperto di finanza. Se l’amministrazione comunale di Frosinone fosse un titolo in borsa, comprerebbe o venderebbe in questa fase?

“C’è una situazione di grande incertezza. Prima di qualsiasi valutazione bisognerebbe capire chi sono i candidati sindaci e quali liste li sostengono. Oggi c’è un tale caos che fare una previsione è sostanzialmente impossibile. È come guidare di notte senza fari”.

  • – Poi c’è l’incognita Vannacci, che a Frosinone pesa, visto che Futuro Nazionale è rappresentato da un esponente importante come il vicesindaco.

“Dipende molto dai sondaggi. Se Futuro Nazionale continua a crescere, a Frosinone la tentazione di presentare una candidatura autonoma potrebbe essere forte. Ma anche qui è tutto da verificare. Finora non ho ascoltato nessuna dichiarazione su un candidato di Futuro Nazionale nel capoluogo”.

- Pubblicità -
Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

CORRELATI
ALTRI ARTICOLI

Consorzi di Bonifica: confronto tra il nuovo presidente di Anbi Lazio, Conti e l’assessore Righini

Lino Conti, nell’occasione accompagnato dal Direttore di ANBI Lazio, Andrea Renna, ha ringraziato Righini. Risorse garantite dalla Regione

Alatri, affidati i lavori per la messa in sicurezza di via Campo le Fraschette: l’annuncio di Dell’Uomo

Dopo le polemiche, il Comune annuncia l’avvio dell’intervento. Il Delegato alla Manutenzione: “I problemi si risolvono con il lavoro”

Ceccano – La Notte Verde sfida anche la pioggia: acqua, agricoltura e ambiente per il futuro del territorio

Dal ruolo dei Consorzi di bonifica all’acqua come risorsa e attrattore turistico, fino al confronto sul vero ambientalismo europeo

Comune di Frosinone, gara deserta per il Campo Coni. Angelo Pizzutelli (Pd): “Esempio del default amministrativo”

Il capogruppo dem lancia l'allarme sulla gestione delle strutture sportive della città: dalla filiera di governo di centrodestra zero risorse

Comune di Frosinone, Pizzutelli sull’appalto rifiuti: “Ritardi e rischi per i bilanci familiari”

Il consigliere di "Un'altra Frosinone" riaccende i riflettori sul servizio da oltre 25 milioni di euro: incognita ribaltamento sulla gara

Salute mentale e inclusione, Maselli e Formisano incontrano l’Associazione Hikikomori Italia Genitori ETS

È un fenomeno che riguarda soprattutto i giovani, anche nel Lazio, e si tratta di una tematica sociale molto delicata
- Pubblicità -

Condividi sui social

- Pubblicità -

Più letti

- Pubblicità -