Rivendicazione delle origini, richiamo agli alleati e una porta chiusa sul capoluogo ciociaro. Claudio Fazzone, senatore e coordinatore regionale di Forza Italia eletto al recente congresso, traccia il perimetro dell’azione azzurra nel Lazio e in Ciociaria, a partire dai rapporti interni al centrodestra e dalla partita per il rinnovo del Consiglio comunale di Frosinone. Il punto di partenza è identitario. “Il centrodestra lo ha creato Forza Italia – sottolinea Fazzone – e abbiamo sempre lavorato perché si allargasse il più possibile. Siamo l’unico partito che si è messo nelle condizioni di recuperare consenso al centro”.





«Siamo l’unico partito in grado di recuperare al centro, i partner ci facciano lavorare»
Un’operazione che, però, secondo il coordinatore non può essere condotta in solitudine. “Questo lavoro va fatto d’intesa con gli alleati”, precisa, lanciando un messaggio diretto ai partner di coalizione: “Gli alleati devono capire che nel centrodestra ognuno deve assumersi le proprie responsabilità. Se si sta insieme, bisogna stare insieme davvero”. E ancora: “Se ci mettono nelle condizioni di lavorare, noi possiamo allargare il centro, sempre in funzione di una visione di centrodestra”. Un avvertimento esplicito: il contributo azzurro all’allargamento della coalizione presuppone spazi di agibilità politica e un rapporto paritario tra le forze in campo.
Fazzone liquida poi le voci di fibrillazioni interne nel capoluogo ciociaro. “Maurizio Scaccia sta all’interno di Forza Italia e Forza Italia è unita”, taglia corto. E sulle ipotesi di candidature: “Non mi risulta che Pasquale Cirillo voglia candidarsi”. Il passaggio più netto riguarda il capoluogo. Forza Italia è fuori dalla maggioranza da circa due anni e il coordinatore esclude un ritorno a sostegno dell’attuale primo cittadino. “Se siamo fuori dall’amministrazione da due anni – spiega – Forza Italia non può rientrare adesso e sostenere il sindaco”.
Frosinone, il no a Mastrangeli, “un amico ma la politica è un’altra cosa”
La distanza, chiarisce Fazzone, non riguarda la collocazione politica ma il merito dell’azione amministrativa: “Sì al centrodestra, ma non condividiamo le scelte dell’amministrazione, né sull’attività svolta né sul rapporto intrattenuto con gli alleati”.
Non una chiusura definitiva verso la coalizione cittadina, però. “Il centrodestra potrà riunirsi – osserva – ma con una figura diversa, che non tenda a emarginare gli altri dopo il voto”. Un riferimento neanche troppo velato alla gestione dei rapporti con i partner successiva alle ultime amministrative. Infine, la frase che chiude ogni spiraglio sul piano personale: “Non andremo con l’attuale sindaco. È un amico, ma l’amicizia è una cosa e la politica è un’altra”.
Quanto all’assemblea di Roma, non è stata semplicemente un plebiscito, ma una vera e propria prova di forza strutturale e d’identità organizzativa. L’Auditorium della Tecnica di Roma, cornice del primo congresso regionale di Forza Italia Lazio, ha sancito l’elezione per acclamazione di Fazzone. Una conferma all’unanimità che mette un punto fermo sugli equilibri interni alla coalizione e lancia un messaggio politico nitido verso le prossime sfide amministrative e regionali.
Un curriculum lunghissimo che riporta alla mente il “fabbricante di chiavi”
Per la verità che Fazzone sia una pietra angolare del sistema politico forzista e del centrodestra è noto da più di un quarto di secolo – tra Palazzo Chigi, Copasir, Via Colombo, Provincia di Latina, Mof e Acqualatina – e se si volesse trovare nella cinematografia più nota un paragone calzante alla sua posizione strategica nella rete del potere tra Roma, Latina e Frosinone lo si potrebbe paragonare al “fabbricante di chiavi” di Matrix Reloaded.
Dal palco della kermesse, il vicepremier e segretario nazionale Antonio Tajani ha blindato la leadership di Fazzone, definendolo senza esitazioni il punto di riferimento imprescindibile del partito nel Lazio. Intorno a loro si è radunato il gotha del movimento: dalle figure di vertice del panorama nazionale fino ai quadri dirigenti e territoriali. In platea e sugli spalti figuravano, tra gli altri, Maurizio Gasparri, Paolo Barelli, Stefania Craxi, Francesco Battistoni, Salvatore De Meo e il senatore Claudio Lotito, affiancati da una folta rappresentanza di consiglieri regionali, assessori e amministratori locali.








Compatezza di facciata e di sostanza rivendicata con forza anche dal presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca: “Se qualcuno ancora dubita della capacità del centrodestra di essere unito e in movimento, questa sala piena è la risposta più bella. Porto i saluti della Regione che sono orgoglioso di guidare in un clima di grande collaborazione tra le forze politiche. All’interno del centrodestra ci sono diverse sensibilità, ma abbiamo fatto insieme un lavoro straordinario. Ora ci attende un 2027 estremamente impegnativo, ma siamo pronti per governare di nuovo il Paese, siamo pronti per guidare Roma Capitale l’anno prossimo e di nuovo la Regione Lazio nel 2028”.
Rocca: “Centrodestra unito e in movimento, pronto a guidare la Capitale”
La rielezione ha incassato l’incondizionato plauso della dirigenza laziale. Orlando Angelo Tripodi, presidente della Commissione Lavoro alla Pisana, ha sottolineato come l’acclamazione rappresenti “il riconoscimento di un percorso politico e organizzativo costruito nel tempo e della sua capacità di unire territori, amministratori e comunità”. Sulla stessa lunghezza d’onda Cosmo Mitrano, già sindaco di Gaeta e presidente della VI Commissione regionale, per il quale la riconferma “rappresenta il naturale coronamento di anni di lavoro e presenza sul campo, dimostrando come Fazzone abbia saputo costruire una vera squadra, affiatata e coesa”.

Ampia partecipazione si è registrata anche dalla provincia di Frosinone, presente con una delegazione di oltre 200 persone guidata dalla coordinatrice provinciale azzurra, Rosella Chiusaroli, che ha sottolineato il valore di “una nuova sfida e di un nuovo percorso verso il futuro”. Un entusiasmo rilanciato da Gianfranco Di Renzo, segretario provinciale di Forza Italia Giovani Frosinone: “Il senatore Fazzone è per tutti noi un esempio di dedizione, ascolto costante e vicinanza autentica al territorio. Un leader che insegna ogni giorno cosa significa fare politica con passione”. Durante la kermesse è stato dato ampio risalto al cosiddetto “Modello Frosinone”, forte di un dato elettorale che attesta gli azzurri al 14% su scala provinciale, hanno sottolineato i dirigenti ciociari.
Ma torniamo alla collocazione di Forza Italia all’opposizione a Palazzo Munari: secondo alcuni osservatori gli azzurri sarebbero finiti in un angolo in maniera poco spiegabile. Certo, venir fuori da lì – riaffermando l’unità del centrodestra senza depotenziare la spinta autonoma di Forza Italia – sarà un passaggio che potrebbe apparire arduo a molti. Ma Fazzone ne ha vissute tali e tante da far scommettere che saprà di sicuro quale “serratura” aprire al momento giusto. E fuggirà dal Merovingio.