L’andamento climatico dell’estate 2026, segnato da alte temperature e prolungata siccità, ha impresso una importante accelerazione al calendario agricolo nazionale e locale. Così come avvenuto per la vendemmia, anche la campagna olearia nella nostra provincia ha preso il via con netto anticipo rispetto al passato, guidata da un monitoraggio costante sul grado di invaiatura dei frutti per preservarne la qualità e l’elevato contenuto di polifenoli.
A Pontecorvo ed in generale nel Basso Lazio, i frantoi hanno aperto i battenti già dal 20 settembre, le operazioni si stanno ora estendendo progressivamente a tutto il territorio Ciociaro. Qualche timido telone ad Arpino, Monte San Giovanni Campano e Veroli. I coltivatori si consultano e preparano le “squadre”.
Produzione in forte ripresa, tiene la qualità
Le prime proiezioni tracciano un quadro incoraggiante per il comparto. Secondo le stime di Coldiretti, la produzione registra un balzo del +50% rispetto alla scarna annata precedente, segnando un netto recupero dei volumi che restituisce ossigeno agli olivicoltori della provincia di Frosinone. Resta ora da verificare la resa effettiva al frantoio nelle prossime settimane.
Sotto il profilo fitosanitario, il caldo estremo ha giocato un ruolo favorevole: le alte temperature estive hanno infatti inibito la proliferazione della mosca olearia e di altri parassiti, garantendo olive sane e integre. Unica nota dolente si riscontra in alcune zone circoscritte, colpite da violente grandinate estive, ma con danni fortunatamente contenuti.
Le buone pratiche per il conferimento
Per preservare lo standard qualitativo dell’olio extravergine durante le fasi cruciali di stacco e molitura, gli esperti raccomandano di utilizzare cassette forate per la stiva dei frutti, mantenendoli costantemente all’ombra, e programmare con anticipo il conferimento concordando i tempi con i frantoi di riferimento, così da evitare stazionamenti prolungati e processi di fermentazione indesiderati.