Comune di Frosinone, Cirillo (FI): “Non abbiamo rotto con il centrodestra, è fallito il modello Mastrangeli”

Il consigliere rilancia la linea Fazzone e rivendica l'asse con Futura e Fanelli. Si cerca la quadra sulla presidenza intorno a Gagliardi

La temperatura politica nel capoluogo continua a salire. A fissare il punto è stato il coordinatore regionale di Forza Italia, il senatore Claudio Fazzone. Il partito lavora per il centrodestra, ha detto, ma a Frosinone non intende farlo con l’attuale sindaco. – LEGGI QUI – Da due anni il gruppo consiliare azzurro è fuori dalla maggioranza uscita dalle urne del 2022. Nel frattempo la città vive uno stallo istituzionale senza precedenti recenti: un consiglio comunale che non riesce a eleggere il proprio presidente. Ne abbiamo parlato con l’avvocato Pasquale Cirillo, consigliere comunale e provinciale e coordinatore cittadino di Forza Italia.

  • Avvocato Cirillo, da circa 24 mesi Forza Italia è fuori dalla maggioranza, pur avendo concorso alla vittoria del centrodestra nel 2022. Come sono andati questi due anni e a che punto siamo?

“A questo punto è inutile girarci intorno. Il rapporto politico tra Forza Italia e il centrodestra è una cosa. Quello tra Forza Italia e l’amministrazione Mastrangeli è un’altra. Quest’ultimo rapporto non dico che sia finito, ma è in fortissima chiusura. Lo ha detto con grande chiarezza il senatore Fazzone, che ha anche ricordato come Forza Italia sia rimasta male per il modo in cui è stata trattata dopo le elezioni. Condivido in toto la linea del nostro coordinatore regionale”.

“Non si può essere alleati soltanto durante la campagna elettorale: bisogna esserlo anche durante il percorso amministrativo. Su questo solco, già due anni fa, avevamo chiesto l’azzeramento della giunta e una verifica programmatica. Il sindaco non ha voluto sentire nulla delle nostre richieste. Per questo oggi diciamo che Forza Italia non ha rotto con il centrodestra. È il modello Mastrangeli che ha fallito, ed è con quel modello che abbiamo rotto”.

“Tra noi e ‘Futura’ un perimetro molto più concreto di quanto si pensi”

  • Negli ultimi mesi lei ha stretto un patto d’azione con il gruppo Futura, con i consiglieri Petricca e Martino, e con l’ex sindaco Paolo Fanelli. Qual è il reale perimetro di questa aggregazione, soprattutto in vista del 2027?

“È un perimetro molto più concreto di quanto qualcuno voglia far credere. Abbiamo deciso di lavorare insieme perché condividiamo una serie di battaglie amministrative. Riteniamo che Frosinone abbia bisogno di una classe dirigente seria, preparata e attenta alle istanze dei cittadini. Con Futura ci siamo ritrovati su temi molto importanti: il patrimonio comunale, la trasparenza, la manutenzione, gli impianti sportivi, i servizi, la mobilità, il funzionamento delle istituzioni, la sanità”.

“Non mi scandalizza che su questi temi si siano avvicinate persone con storie politiche diverse. Anzi, è proprio questo il dato politico più interessante. Se persone con percorsi differenti si siedono allo stesso tavolo perché ritengono giusta una scelta amministrativa, non hanno cancellato le proprie idee. Hanno messo davanti l’interesse della città. Con Futura oggi c’è un rapporto politico e amministrativo molto forte. Poi ci sono altre persone, a partire dal dottor Paolo Fanelli, con cui abbiamo condiviso molte battaglie. Ci sentiamo onorati che abbia preso parte a questo percorso. Andiamo avanti e speriamo di crescere”.

  • Il fronte che lei ha in qualche modo guidato è arrivato a contare undici, poi dieci consiglieri, fino all’ultimo esposto al prefetto e al ministero dell’Interno per chiedere lo scioglimento del consiglio. Questo gruppo andrà avanti anche se lo stallo sulla presidenza dovesse proseguire?

“Me lo auguro che vada avanti. Ma tengo a una precisazione: noi non abbiamo chiesto lo scioglimento del consiglio. A un certo punto abbiamo ritenuto che lo stallo non potesse più essere risolto con una telefonata. Né con una riunione dei capigruppo, che peraltro non mi risulta sia mai stata convocata. Quando è in discussione il funzionamento di un consiglio comunale bisogna essere estremamente rigorosi. Voglio che ogni consigliere possa esercitare pienamente il proprio mandato. Voglio che il consiglio venga convocato correttamente, che gli atti siano approvati in modo legittimo e che tutti sappiano con quali regole si vota. Non voglio che domani qualcuno possa dire che una deliberazione è passata attraverso una procedura discutibile. Abbiamo chiesto semplicemente chiarezza sulle regole, e agli organi competenti di valutare tutte le ipotesi. Mi auguro che tra i gruppi possa continuare una sinergia organica, su questo come sui temi amministrativi”.

“Si restituisca dignità al Consiglio individuando un presidente condiviso”

  • Il presidente facente funzioni Marco Ferrara sostiene che siete stati proprio lei e il consigliere Venturi, dimettendovi dall’ufficio di presidenza, a causare il problema istituzionale di cui ora vi lamentate con il prefetto.

“È una ricostruzione, diciamo così, un po’ peculiare, e non corrisponde alla realtà dei fatti. Non abbiamo creato alcun problema. Io e il consigliere Venturi, con senso di responsabilità, abbiamo chiesto che il consiglio potesse funzionare. La questione è nata dalla situazione creatasi intorno alla presidenza dell’assise e alle modalità di convocazione. E non eravamo i soli a porla. Davanti allo stallo abbiamo deciso di dimetterci proprio per dare un rilancio, per verificare se fosse possibile eleggere un nuovo presidente e ridare vita al consiglio. Il problema non lo abbiamo creato noi. Sta dentro una maggioranza che oggi non è capace di eleggere il presidente del consiglio comunale”.

  • Venerdì 2 ottobre alle 18.30 c’è la seconda convocazione, con al primo punto l’elezione del presidente, dei due vicepresidenti e dei due segretari. Come finirà?

“Mi auguro che si arrivi a una sintesi. Serve a restituire dignità a un consiglio comunale oggi svuotato di ogni funzione. Ad oggi non mi risulta che il sindaco abbia convocato una riunione dei capigruppo o di maggioranza per cercare una soluzione. Vedremo. Mi auguro comunque che si possa trovare una soluzione condivisa”.

  • All’ordine del giorno ci sono anche due varianti urbanistiche sui parcheggi di via Refice e via Maria e un paio di riconoscimenti di debiti fuori bilancio. L’essenziale urgente, insomma.

“Stiamo analizzando tutti gli atti. Per ciascuna delibera verificheremo se possa davvero essere qualificata come improcrastinabile e urgente. Su debiti fuori bilancio e variazioni di bilancio andremo a vedere i numeri, le coperture e l’impatto sulle casse dell’ente. Una cosa ci tengo a dirla: Forza Italia non voterà mai una variazione di bilancio sulla fiducia”.

“Noi siamo nel centrodestra e non chiudiamo la porta ai partiti alleati”

  • Ha fatto discutere anche l’intervista all’ex sindaco Domenico Marzi. Non è entrato in maggioranza, ma l’ha sostenuta in passaggi decisivi sulle delibere finanziarie. Ora ha avanzato una serie di richieste, a partire dall’ascensore inclinato, e di fatto ha messo in mora l’amministrazione. Anche con Futura avete preso una posizione dura nei suoi confronti.

“Sul problema concreto posso anche essere d’accordo con Marzi. Sul piano politico assolutamente no. Marzi ha rivolto domande e attacchi duri all’amministrazione. A questo punto mi viene naturale chiedergli, come è già uscito sulla stampa, da che parte sta. Il tempo della lotta e di governo è finito da molto. Quanto all’ascensore inclinato, chiedo sia all’ex sindaco Marzi sia al sindaco Mastrangeli di dirci, almeno, se ci sono problemi o no”.

  • Guardiamo al 2027. Lei è anche consigliere provinciale. Il riallineamento delle scadenze ha spostato la partita della Provincia al 2028, ma il 2027 resta decisivo tra comunali e politiche. Che cosa farà nei prossimi mesi un gruppo politico, ma anche civico, come quello che sta prendendo forma intorno a lei?

“Continueremo come abbiamo fatto finora, e Forza Italia deve essere pronta. Lo ribadiamo: non abbiamo detto no al centrodestra. Diciamo no al modello e all’amministrazione Mastrangeli, a mio avviso un modello fallimentare”.

  • Non è almeno sgradevole che la questione politica finisca per ridursi a un nome?

“Non è questione di ridurre tutto a un nome. Lo ripeto: non si può essere alleati solo al momento della competizione elettorale. Si deve esserlo anche nella fase di governo. Ed è proprio la collaborazione del sindaco Mastrangeli che è venuta a mancare”.

  • Quindi è venuta meno la fiducia nei suoi confronti?

“Assolutamente sì. Continueremo su questa linea, perché Forza Italia dovrà essere pronta. E restiamo a disposizione del centrodestra”.

Consiglio comunale, domani seconda chiamata. Carta Gagliardi alla prova

Si torna in aula domani, venerdì 2 ottobre, alle 18.30 nella sede di via del Plebiscito. È la seconda convocazione del consiglio comunale disposta dopo la riunione dei capigruppo del 25 settembre. La prima era fissata per oggi alle 16.30. In cima all’ordine del giorno c’è il nodo che da settimane paralizza l’assise: l’elezione del presidente del consiglio, dei due vicepresidenti e dei due consiglieri segretari (proposta 27 della Segreteria generale).

Seguono due provvedimenti urbanistici legati al PR Lazio FESR 2021-2027, Obiettivo di Policy 5, azione 5.1.1 “Strategie territoriali”. Si tratta dell’approvazione e della dichiarazione di efficacia di due varianti semplificate puntuali al Prg, adottate entrambe il 30 luglio scorso. La prima, adottata con la delibera consiliare n. 52, riguarda l’intervento Pums per l’ampliamento delle aree di sosta di interscambio con la riqualificazione dei parcheggi di via Licinio Refice, nell’area ex Agip. La seconda, adottata con la delibera n. 53, interessa l’analogo intervento sui parcheggi di via Maria. Sono opere finanziate con fondi europei, per le quali il rispetto dei tempi non è un dettaglio.

Chiudono l’ordine del giorno due riconoscimenti di debiti fuori bilancio ai sensi dell’articolo 194, comma 1, lettera a) del Testo unico degli enti locali. Il primo, proposto dal settore Personale, riguarda oneri previdenziali, assicurativi e Irap sull’indennità sostitutiva per ferie non godute. Quell’indennità era già stata riconosciuta con la delibera consiliare n. 28 del 27 maggio 2026, a seguito della sentenza n. 397/2023 del Tribunale di Frosinone e della sentenza n. 1532/2025 della Corte d’Appello di Roma. Il secondo, proposto dal settore Servizi Sicurezza, discende da una sentenza del Giudice di pace di Frosinone, la n. 299 del 10 aprile 2026.

Carlo Gagliardi

Le indiscrezioni dicono che alla “fumata bianca” mancano ancora 3 voti

La partita vera, però, si gioca sul primo punto. Secondo indiscrezioni raccolte negli ambienti della maggioranza, il sindaco Riccardo Mastrangeli starebbe lavorando a una sintesi sul nome di Carlo Gagliardi, consigliere della Lista Marzi. L’ipotesi è quella di una convergenza istituzionale tra la coalizione che sostiene il sindaco e la formazione guidata dall’ex primo cittadino Domenico Marzi. Della lista fa parte anche Alessandra Mandarelli, che però domani non sarà in aula, per motivi personali e non politici, a quanto viene riferito.

I numeri restano il problema. Per eleggere il presidente servono 17 voti su 33. Secondo i ben informati, al momento la candidatura Gagliardi si fermerebbe a quota 14: tre voti sotto la soglia. Se l’operazione andasse in porto, la Lista Marzi tornerebbe a essere determinante per la tenuta della coalizione di governo e per il prosieguo della consiliatura fino al voto della primavera 2027. È uno scenario che dà un peso ulteriore al botta e risposta delle ultime ore tra Marzi e il fronte delle opposizioni guidato da Forza Italia e Futura. Domani sera si capirà se la sintesi è possibile o se lo stallo è destinato a durare.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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