Sarà la chiesa di San Giovanni Battista a Cassino ad accogliere questo pomeriggio, alle 15.30, l’ultimo saluto ad Antonio Iaquaniello, 39 anni, morto tragicamente sabato mattina in un incidente lungo la via Casilina Sud. Saranno in tanti a stringersi attorno alla sua famiglia, in una città che conosceva Antonio e che oggi si trova a fare i conti con una morte improvvisa e difficile da accettare.
Antonio era un agente di Polizia Locale in servizio a San Donato Val di Comino, residente a Cassino e profondamente legato al territorio. La sua scomparsa ha provocato un’ondata di dolore che ha attraversato diverse comunità. A piangerlo sono la compagna Katia, presidente dell’associazione “Iniziativa Donne” di Sora, la loro bambina di appena due anni e mezzo, la madre Ida, storica dipendente del Comune di Cassino, il padre Giovanni, il fratello Gianluca, i familiari e i tanti amici che in queste ore hanno affidato ai social messaggi di incredulità e affetto.
La tragedia si è consumata alle prime luci di sabato 3 ottobre. Antonio era alla guida della sua Nissan Micra quando, per cause che sono ancora in fase di accertamento, ha perso il controllo della vettura lungo la Casilina, nel tratto tra Cassino e Cervaro. L’auto è uscita dalla carreggiata, ha urtato un muretto e si è ribaltata più volte, finendo la sua corsa fuori strada. A dare l’allarme è stato un automobilista che ha notato la vettura e il corpo dell’uomo. Quando i soccorritori dell’Ares 118 sono arrivati, per Antonio non c’era ormai più nulla da fare. Sul posto sono intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri della Compagnia di Cassino, impegnati negli accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica dell’incidente.
Una morte ancora più dolorosa perché arrivata nel pieno della vita, quando Antonio aveva una famiglia da crescere, un lavoro e tante passioni. Tra queste la pallavolo e la partecipazione a iniziative sportive del territorio: l’associazione Manu & Ale lo ha ricordato come un amico e una presenza cara al Memorial organizzato negli anni.
Oggi, nella chiesa di San Giovanni, non ci saranno soltanto colleghi e familiari. Ci sarà una comunità intera che accompagnerà Antonio nel suo ultimo viaggio. Perché dietro una notizia di cronaca c’è sempre una vita, e quella di Antonio era una vita giovane, piena di affetti e di responsabilità, spezzata troppo presto lungo una strada che sabato mattina si è trasformata nel luogo di una tragedia.