«Una banda di albanesi dedita ai furti è in giro e potrebbe presto raggiungere il suo negozio per svaligiarlo». È più o meno questo il tenore delle parole che una donna, che gestisce un’attività di Compro Oro ad Isola del Liri, si è sentita rivolgere al telefono nella giornata di venerdì. Una telefonata che sembrava arrivare direttamente dalla Questura, perché sul display compariva un numero riconducibile alla Polizia. In realtà, dall’altra parte della cornetta, c’erano dei truffatori.
Un raggiro particolarmente elaborato, nel quale sarebbe stata utilizzata ancora una volta la tecnica dello spoofing, già segnalata anche in provincia di Frosinone: il numero visualizzato sul telefono della vittima viene contraffatto per apparire come quello autentico di un ufficio di Polizia o di un’altra istituzione, così da rendere la chiamata apparentemente credibile.
Questa volta, però, i truffatori avrebbero studiato una strategia ancora più aggressiva. La donna sarebbe stata tenuta a lungo al telefono, impedendole di fatto di interrompere la comunicazione e contattare altre persone per verificare quanto le veniva raccontato. Nel frattempo, gli interlocutori avrebbero fatto leva anche sulla paura per il figlio, riferendole che era stato coinvolto in una vicenda e alimentando così uno stato di forte agitazione.
A quel punto sarebbe arrivata anche una videochiamata. Dall’altra parte dello schermo, secondo quanto denunciato dalla donna, compariva una persona che mostrava un distintivo e si presentava come appartenente alle forze dell’ordine. Il messaggio era sempre lo stesso: sarebbero stati in arrivo rinforzi per proteggere l’attività dalla presunta banda di ladri e, proprio per evitare che l’oro finisse nelle mani dei malviventi, la donna avrebbe dovuto consegnarlo a un incaricato.
Ed è qui che il piano sarebbe entrato nella fase operativa. Mentre la titolare era ancora al telefono con i truffatori, un uomo si sarebbe presentato direttamente all’interno del negozio, ritirando una quantità ingente di preziosi. Un bottino di diverse migliaia di euro in oro.
Secondo quanto riferito dalla donna, che ha denunciato tutto, dopo la consegna sarebbe stata anche raggiunta da una sostanza, spruzzata con uno spray, che le avrebbe provocato uno stato di stordimento, fino a farle perdere i sensi per un periodo di tempo. Un elemento che dovrà naturalmente essere verificato nell’ambito degli accertamenti investigativi.
Quando gli agenti del Commissariato di Sora sono arrivati sul posto, hanno immediatamente ricostruito quello che era accaduto e hanno acquisito anche le immagini dell’impianto di videosorveglianza dell’attività.
Proprio quelle immagini potrebbero rivelarsi decisive. L’uomo che si sarebbe presentato nel Compro Oro sarebbe stato infatti ripreso dalle telecamere e gli investigatori sarebbero già riusciti a identificarlo, mettendosi sulle sue tracce. Si tratterebbe, secondo quanto trapela, di una persona già conosciuta alle forze dell’ordine.
La vicenda è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Cassino, che coordinerà gli ulteriori sviluppi dell’indagine. Saranno gli accertamenti della Polizia a chiarire non soltanto il ruolo dell’uomo che avrebbe materialmente ritirato l’oro, ma anche chi si nasconda dietro le telefonate, la videochiamata e l’intera messinscena.
Il sospetto degli investigatori è infatti che dietro il colpo possa esserci un gruppo organizzato, con ruoli diversi e una precisa suddivisione dei compiti: chi contatta la vittima, chi la tiene sotto pressione al telefono, chi costruisce la falsa identità delle forze dell’ordine e chi, infine, entra materialmente nell’attività per recuperare il bottino.
Una cosa, invece, era completamente falsa: la banda di albanesi che stava per arrivare a svaligiare il negozio non esisteva. Era soltanto il pretesto utilizzato per creare paura, isolamento e urgenza nella vittima e convincerla a consegnare l’oro.
La donna, fortemente scossa e sotto shock quando ha compreso di essere stata raggirata, ha quindi formalizzato la denuncia. Ora toccherà agli investigatori del Commissariato di Sora ricostruire ogni passaggio della vicenda e alla Procura valutare gli eventuali provvedimenti sulla base degli elementi raccolti.
*Immagine di repertorio IA.