Il dato che colpisce, guardando alla provincia di Frosinone, è soprattutto uno: mentre nel Lazio gli ecoreati diminuiscono, in Ciociaria aumentano. È la fotografia restituita dal Rapporto Ecomafia 2026 di Legambiente, elaborato sui reati accertati dalle forze dell’ordine e dalle Capitanerie di porto nel corso del 2025.
In provincia di Frosinone i reati ambientali passano dai 216 del 2024 ai 228 del 2025. Sono 12 episodi in più, con un incremento di circa il 5,6%. Un andamento in controtendenza rispetto al quadro regionale: nel Lazio, infatti, i reati ambientali scendono da 2.654 a 2.358, una diminuzione di 296 casi. Nonostante il calo, la regione resta comunque al quinto posto in Italia per numero complessivo di ecoreati.
Nel quadro regionale, Frosinone è la terza provincia del Lazio per numero di reati ambientali, dopo Roma, che ne registra 1.113, e Latina, con 541. Seguono Viterbo con 150 e Rieti con 135. Un dato che colloca dunque la Ciociaria in una posizione tutt’altro che marginale nella mappa regionale dell’illegalità ambientale.
Ma è soprattutto il ciclo dei rifiuti a rappresentare il capitolo più consistente. In provincia di Frosinone sono stati accertati 124 reati, un numero che porta la Ciociaria al terzo posto nel Lazio anche per questa specifica categoria, dietro Roma con 347 casi e Latina con 193. Seguono Viterbo con 59 e Rieti con 42. Complessivamente, nel Lazio i reati legati al ciclo dei rifiuti sono stati 859, in lieve aumento rispetto agli 848 dell’anno precedente.
Il peso del fenomeno emerge ancora meglio mettendo insieme i diversi indicatori. I 124 reati relativi ai rifiuti rappresentano oltre la metà di tutti i 228 reati ambientali accertati in provincia. Non significa, naturalmente, che tutti gli episodi abbiano la stessa gravità o siano riconducibili a fenomeni di criminalità organizzata, ma fotografa quanto la gestione e lo smaltimento dei rifiuti costituiscano uno dei principali fronti di illegalità ambientale sul territorio.
C’è poi il capitolo dell’abusivismo edilizio, con 41 reati accertati in provincia di Frosinone. Nel Lazio sono stati complessivamente 461, in forte diminuzione rispetto ai 746 dell’anno precedente. Frosinone si colloca comunque dietro Roma, con 155 casi, e Latina, con 108. Più contenuti, ma comunque presenti, gli altri capitoli monitorati dal rapporto: in provincia sono stati registrati 13 reati contro gli animali. Il Lazio ne conta complessivamente 398. Sono inoltre 254 i reati di incendio boschivo accertati nell’intera regione.
Il quadro regionale aggiunge un altro elemento da non sottovalutare. Nel Lazio, nel 2025, sono stati effettuati 109.822 controlli, con 2.140 persone denunciate, 17 arresti e 511 sequestri. Gli illeciti amministrativi sono stati 5.391, mentre le sanzioni amministrative hanno raggiunto quota 4.081. E proprio il dato sui rifiuti si inserisce in una situazione regionale più ampia. Il Lazio è la quarta regione italiana per numero di reati legati allo smaltimento illecito dei rifiuti, mentre tra il 2013 e l’aprile 2026 sono stati censiti 162 incendi negli impianti di trattamento dei rifiuti presenti sul territorio regionale, una media superiore a 13 impianti interessati ogni anno.
A livello nazionale, il Rapporto Ecomafia 2026 registra nel 2025 35.735 reati ambientali, in calo del 12% rispetto all’anno precedente. Ma contemporaneamente crescono gli illeciti amministrativi e, soprattutto, torna a essere la filiera con più reati quella della gestione illecita dei rifiuti: 10.914 casi in Italia. Crescono anche gli incendi negli impianti di gestione dei rifiuti, arrivati a 76 nel solo 2025.
È dunque dentro questo scenario che assume particolare rilievo il dato ciociaro: 228 reati ambientali complessivi, 124 dei quali legati al ciclo dei rifiuti, in una provincia che, a differenza della tendenza regionale, vede aumentare gli illeciti.
La posizione di AVS Frosinone
A commentare i numeri è Alleanza Verdi Sinistra della provincia di Frosinone, che parla di una situazione che non può più essere ignorata e chiede un cambio di passo nelle politiche ambientali. Per AVS, l’aumento degli ecoreati rappresenta il segnale di una pressione crescente sul territorio, con particolare attenzione al traffico e allo smaltimento illecito dei rifiuti, agli abusi edilizi e agli sversamenti.
Tra le priorità indicate dal movimento ci sono più controlli e videosorveglianza nelle aree maggiormente esposte agli abbandoni e agli sversamenti, il contrasto agli scarichi nei corsi d’acqua, nessun nuovo condono edilizio, l’accelerazione delle bonifiche e un sistema pubblico e trasparente di gestione dei rifiuti orientato all’economia circolare. Particolare attenzione viene chiesta per i fiumi e, in particolare, per il Cosa, indicato da AVS tra i territori che rischiano di diventare aree di scarico illegale.
«La provincia di Frosinone non può continuare a pagare il prezzo di un modello che produce profitti per pochi e danni ambientali per tutti», sostiene AVS, che chiede a Regione, Provincia e Comuni di assumersi le proprie responsabilità e di mettere tutela dell’ambiente e salute dei cittadini al centro delle politiche territoriali.
Per il movimento, la legalità ambientale non può rimanere uno slogan, ma deve tradursi in controlli, prevenzione, repressione degli illeciti e risorse per le bonifiche. «La Ciociaria non è una terra da sacrificare. È un territorio da difendere».