Quattro incendi in poche ore. E il bilancio di una stagione drammatica per la provincia di Frosinone che, nonostante l’autunno ormai iniziato, non sembra intenzionata a concedere tregua. Le fiamme continuano a colpire i versanti montuosi, le aree boschive e quelle già pesantemente compromesse dai roghi dell’estate, imponendo ancora una volta un lavoro incessante a vigili del fuoco, volontari di protezione civile e forze impegnate sul territorio.
La giornata di ieri è stata particolarmente difficile tra Posta Fibreno e Vicalvi, dove le fiamme hanno interessato la parte alta del versante montuoso, bruciando per ore. Sul posto sono entrati in azione gli elicotteri, insieme ai vigili del fuoco, ai volontari della Protezione civile e alla polizia locale. Un fronte di fuoco che ha prodotto una densa colonna di fumo, visibile a grande distanza e che ha finito per invadere l’intera Valle di Comino, arrivando fino al Sorano.



Ingenti i danni provocati dalle fiamme, in un territorio che anche quest’anno ha pagato un prezzo altissimo agli incendi boschivi. Resta da accertare l’origine del rogo e saranno le indagini a stabilire eventuali responsabilità. Di fronte alla ripetizione di episodi che interessano, spesso, aree e momenti diversi della giornata, resta comunque forte il sospetto che dietro gli incendi possa esserci la mano dell’uomo.
Situazione analoga, anche se meno grave, a Monte San Giovanni Campano, dove le fiamme hanno interessato per il secondo giorno consecutivo la località Bagnara e l’area montuosa. Ancora ieri sera l’incendio era ben visibile anche dalla superstrada Sora-Ferentino, con il fronte che continuava a interessare una zona particolarmente impervia. I vigili del fuoco hanno monitorato la situazione, dovendo fare i conti con le difficoltà operative legate alla conformazione del territorio e all’impossibilità di intervenire direttamente in alcuni punti.
Nelle stesse ore la macchina dei soccorsi è dovuta intervenire anche a Pastena, dove è tornata a bruciare un’area già duramente colpita durante l’estate. La pineta era stata infatti devastata da un incendio di vaste proporzioni e adesso le fiamme sono tornate a interessare una zona già profondamente segnata dal precedente rogo.
E la sequenza non si è fermata con la notte. Questa mattina un nuovo incendio ha interessato il versante montuoso che sovrasta Sora, nella zona al di sopra della località Passionisti. Ancora una volta il fuoco è divampato sulle montagne della provincia, riportando in primo piano una questione che sembrava destinata a chiudersi con la fine dell’estate e che invece continua a ripresentarsi.
Quattro episodi concentrati in poche ore raccontano così una situazione tutt’altro che archiviata. La stagione degli incendi, che ha già lasciato ettari di bosco distrutti, paesaggi devastati e un pesante conto ambientale, continua a presentare il proprio conto anche nei primi giorni di ottobre.
E se sarà il lavoro degli investigatori a stabilire caso per caso l’origine delle fiamme, resta un dato incontestabile: la mano dell’uomo continua a rappresentare la minaccia più devastante per il nostro patrimonio naturale.