A un passo dal baratro delle dimissioni del sindaco Riccardo Mastrangeli e dal conseguente commissariamento prefettizio, si registra un’inaspettata svolta tattica nei corridoi di Palazzo Munari. Quando mancano pochissime ore alla scadenza dell’ultimatum fissato per le ore 18:00 di venerdì, il gruppo civico Mani Libere prova a spaginare le carte e a rompere il muro contro muro che sta paralizzando la maggioranza di centrodestra.
Il presidente dell’assemblea facente funzioni, Marco Ferrara, ha annunciato ai referenti dell’amministrazione il passo indietro, ritirando la propria candidatura alla presidenza del Consiglio comunale. Una mossa strategica volta a sminare l’impasse, ma subordinata a una precisa condizione politica: un analogo “passo di lato” da parte di Gianpiero Fabrizi, il candidato sostenuto dalla Lega e dalle liste civiche legate al deputato Nicola Ottaviani.
Per uscire dall’incastro dei veti incrociati e raggiungere una soluzione condivisa, la proposta lanciata da Ferrara e dal capogruppo Sergio Crescenzi punta direttamente su una figura di rottura generazionale che però non può che star bene anche al carroccio e all’ex sindaco Ottaviani: l’elezione alla presidenza del Consiglio di Marco Sordi, attuale capogruppo leghista e consigliere più giovane tra i banchi di Palazzo Munari.

La carta del ragazzo da sempre in politica: rilancio sui giovani per superare i veti
L’ipotesi Sordi rappresenta l’ultimo tentativo di mediazione sul tavolo delle trattative per consegnare al sindaco Mastrangeli una sintesi sottoscritta e unitaria prima del termine ultimo.
L’iniziativa del gruppo Mani Libere non ha solo un valore procedurale, ma assume una forte valenza politica. L’obiettivo dichiarato è frenare la repentina accelerazione impressa alla crisi nelle ultime ore, in particolare dopo l’affondo di Fratelli d’Italia. I meloniani avevano infatti chiesto a gran voce al primo cittadino la revoca immediata delle deleghe al vice sindaco Antonio Scaccia e all’assessora Maria Teresa Spaziani Testa, in quanto espressione dell’area vicina al generale Roberto Vannacci e perciò politicamente incompatibili coi meloniani.
Un’offensiva, quella di FdI, interpretata da settori dell’aula non come un tentativo di salvataggio della consiliatura, bensì come un anticipato posizionamento elettorale in vista delle amministrative del 2027. La proposta di sintesi su Marco Sordi intende così disarmare i tatticismi individuali e di partito e verificare se esista ancora la volontà politica reale di condurre a termine il mandato amministrativo. Le prossime ore diranno se il tavolo del centrodestra accoglierà l’opzione del riassetto generazionale o se il destino di Frosinone sarà irrimediabilmente il ritorno alle urne.