Il conto alla rovescia è confermato. Alle 18 di stasera il sindaco Riccardo Mastrangeli scioglierà il nodo che da giorni tiene col fiato sospeso Palazzo Munari: la sua maggioranza ha i numeri, e soprattutto le firme, per eleggere il presidente del Consiglio comunale? Se la risposta sarà sì, il primo cittadino procederà alla revoca delle dimissioni rassegnate lunedì scorso. Se invece la ricerca di un nome condiviso dovesse naufragare, le dimissioni resteranno valide e l’amministrazione andrà incontro alla caduta, con l’apertura della procedura di commissariamento prefettizio a partire dal 26 ottobre, allo scadere dei venti giorni dalla notifica dell’atto al prefetto di Frosinone.
La cronaca delle ultime ore racconta di una raccolta di sottoscrizioni tra i gruppi consiliari a sostegno di due candidature alla guida dell’aula: quella di Gianpiero Fabrizi e quella di Marco Sordi. Lo schema concordato prevede che chi dei due ottenga il maggior numero di adesioni riceva poi il voto compatto dell’intera maggioranza. Uno schema lineare sulla carta, ma che dovrà superare la prova dell’aula, dove l’elezione del presidente avviene a scrutinio segreto. E a Frosinone, si sa, l’urna senza nomi ha già riservato più di una sorpresa: i colpi di scena restano dunque possibili fino all’ultimo.
Mastrangeli, dal canto suo, ha scelto la linea del silenzio. Un silenzio stampa rigoroso, che il sindaco romperà soltanto a partire dalle 18, quando dovrà mettere le carte sul tavolo.
L’esclusione di Gagliardi precluderà il sostegno esterno della Lista Marzi
Un dato, però, appare già acquisito. L’esclusione dal novero dei candidati di Carlo Gagliardi, il nome che la lista Marzi aveva accettato di proporre puntando su un profilo istituzionale, chiude di fatto a Mastrangeli la porta dei voti del gruppo che fa riferimento all’ex primo cittadino. Un sostegno che avrebbe potuto offrire un margine di sicurezza in un passaggio ad altissimo rischio, e che invece viene meno.
È una complicazione che si aggiunge a un quadro già incandescente. In piena crisi istituzionale, infatti, è esplosa la tensione tra Fratelli d’Italia e i vannacciani della Lista per Frosinone, uno scontro interno al perimetro del centrodestra che rende ancora più fragile l’equilibrio su cui il sindaco prova a ricostruire la sua maggioranza.
L’attesa in città è palpabile. Ma insieme all’attesa cresce lo sconcerto di fronte a una vicenda politico-amministrativa che appare lontanissima, quasi siderale, dai problemi concreti con cui i frusinati fanno i conti ogni giorno. Stasera si saprà se la consiliatura proseguirà o se a reggere il Comune sarà un commissario.