La crisi di Frosinone, Ottaviani traccia la linea di resistenza. Per Anselmo Pizzutelli molte analisi ipocrite

Giunta azzerata e dimissioni di Mastrangeli: l'incognita del modello istituzionale, il richiamo al centrodestra unito e i nodi dei fondi Pnrr

Il capoluogo si risveglia al centro di un vero e proprio ciclone politico. La crisi amministrativa che ha portato all’azzeramento della giunta da parte del sindaco Riccardo Mastrangeli — dopo le sue dimissioni che diventeranno irrevocabili il prossimo 26 ottobre — continua a sollevare polemiche roventi, alimentate dalle prese di posizione del mondo politico locale. Da un lato le riflessioni dell’ex sindaco e deputato Nicola Ottaviani, figura di riferimento della Lega e del civismo di centrodestra nonché storico sostenitore dell’attuale primo cittadino; dall’altro l’attacco frontale dell’opposizione, incarnato dalle dichiarazioni del consigliere comunale Anselmo Pizzutelli, esponente della lista “Un’Altra Frosinone”.

La strategia di Ottaviani: appello alla responsabilità e rimpasto

Nel suo intervento raccolto dalle telecamere di Lazio Tv, Nicola Ottaviani ha posto l’accento sulla prossima mossa del sindaco Mastrangeli. A dire del deputato e coordinatore leghista, l’intenzione del primo cittadino sarà quella di riunire attorno ad un tavolo “coloro che amano la città e non le poltrone fini a se stesse”.

Il sindaco ribadirà che c’è un programma chiaro da ultimare e andrà avanti su due direttrici chiave. La prima riguarda la Presidenza del Consiglio: una partita che, sempre secondo Ottaviani, potrebbe trovare soluzione individuando un rappresentante dell’opposizione. La seconda incentrata sull’assetto di Governo: la ricomposizione del quadro politico attraverso il varo della nuova giunta.

L’appello dell’ex fascia tricolore è rivolto alla responsabilità, che “va oltre gli egoismi personali”. La convinzione di Ottaviani sul finale è netta: “Con qualche sferzata in più su coloro che pensano che la politica sia un gioco o un risiko”, Mastrangeli «porterà la città a dama».

L’affondo da “Un’Altra Frosinone”: “Sulle risorse un richiamo tardivo”

La presa di posizione di Ottaviani, giunta a margine dell’elenco delle opere pubbliche e dei fondi che Frosinone rischia di perdere, ha scatenato l’immediata e dura reazione del consigliere di minoranza Anselmo Pizzutelli, che ha sollevato interrogativi di natura politica ed economica destinati a pesare come macigni sulla tenuta dell’amministrazione: “Parlare oggi di interesse della società e di soldi è un’ipocrisia. Ma perché? Vogliamo dire che questa amministrazione ha dimostrato di saper gestire le risorse prima? Perché se non le ha sapute gestire prima, dovrebbe saperle gestire meglio in questi ultimi mesi?”.

Il capogruppo de “Un’Altra Frosinone” allarga il fuoco di fila delle domande critiche, toccando i nervi scoperti della vivibilità urbana e della qualità dei servizi percepita dai cittadini. parte da mobilità e infrastrutture: dai disagi legati alla mobilità verticale (con i frequenti stop degli ascensori inclinati) all’impatto economico per il commercio locale derivante dall’entrata in funzione del BRT (Bus Rapid Transit). Per proseguire con quartieri e cultura: dalle proteste degli abitanti del quartiere Scalo per la riqualificazione di piazza A. Kambo, fino al bilancio complessivo sulle grandi kermesse culturali come la stagione teatrale al Teatro Nestor.

Nel mirino dell’opposizione finisce anche la gestione dei tempi e delle priorità amministrative, con un riferimento esplicito alla scadenza del 31 dicembre 2026 e ai relativi fondi a rischio. “Come mai il sindaco non ha cercato di risolvere subito il problema e dal 30 maggio invece ha affrontato la situazione con molta tranquillità, peraltro dichiarando che si poteva governare la città per gli atti urgenti anche semplicemente con il presidente facente funzione nella persona del consigliere Ferrara?”

“È veramente incredibile assistere in queste ore agli appelli al supremo interesse della città, al mettere da parte gli interessi di partito e gli interessi personali. Ma non mi sembra, non mi risulta che in questi mesi i vari partiti di maggioranza abbiano messo da parte gli interessi di partito per favorire gli interessi della città”. Per Pizzutelli, lo scontro in atto a Palazzo Munari maschera una mera spartizione di posizioni slegata dai reali bisogni dei cittadini di Frosinone. Ciò confermerebbe come la crisi non sia un incidente di percorso estemporaneo, bensì il frutto di logiche correntizie che avrebbero dovuto essere stoppate ben prima di giungere all’attuale punto di rottura istituzionale.

Lo scenario: l’ipotesi presidenza alle minoranze e le incognite nel centrodestra

Adesso si attende la nuova convocazione del Consiglio comunale. L’eventuale assegnazione della presidenza d’aula alle minoranze suona come l’anticipo di un accordo istituzionale di fine consiliatura, sulla scia della proposta già avanzata dal dem Fabrizio Cristofari e in sostanza anche dall’ex sindaco Domenico Marzi.

Un’architettura politica che — ammesso che passi l’intesa, ad esempio sulla figura del consigliere anziano Angelo Pizzutelli alla presidenza dell’assise — dovrà poi trovare riscontro concreto nella formazione della nuova giunta. Ma è proprio su questo passaggio che si preannunciano i nodi più complessi. Innanzitutto il diktat di Fratelli d’Italia: resta da sciogliere il veto posto sul fronte dei “Vannacciani”. Ma c’è anche il richiamo alle origini: l’ala che si riconosce nelle posizioni all’ex sindaco Paolo Fanelli che dalle nostre pagine ha rivolto un richiamo con forza all’intera maggioranza per un ritorno perentorio al perimetro e allo spirito originario del centrodestra del 2022.

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Stefano Di Scanno
Stefano Di Scanno
Giornalista Professionista

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