Frosinone, due milioni di euro per la zona archeologica

La riqualificazione delle aree prevede la fruibilità delle medesime tramite la progettazione di un percorso

I siti del realizzando percorso archeologico della città di Frosinone saranno oggetto del contributo del Ministero della Cultura di 2 milioni di euro, mentre gli uffici tecnici comunali si stanno adoperando per intercettare i fondi del Pnrr necessari per la valorizzazione ambientale dell’area, nell’ambito dell’istituzione del Parco del Fiume Cosa e dell’implementazione, nell’area, del sistema di mobilità alternativa.

Allo scopo di valorizzare di nuovi luoghi e spazi dell’archeologia della Città, la giunta aveva già approvato una delibera ad hoc per la riscoperta e la condivisione, con la cittadinanza e il pubblico, delle testimonianze storiche ricadenti sul territorio comunale, dall’epoca protostorica ad oggi, inserite in un percorso archeologico – che includerà anche l’area della rotatoria in località “Brunella”, in cui sta venendo alla luce un importante monumento funerario di notevole importanza architettonica – per permettere il collegamento e la fruibilità sia dei diversi siti, sia dello stesso contesto ambientale ricadente a ridosso del fiume Cosa.

Lungo il tratto del percorso della vecchia strada romana (via Latina) che attraversa la parte bassa della Città si presentano diverse testimonianze di interesse archeologico, come l’area suburbana di Ponte del Rio in prossimità della rotatoria all’incrocio tra Via Casilina e Via Volsci; le aree ricadenti in località De Matthaeis, lungo Via San Giuseppe, su viale Roma e in prossimità del Ponte Romano. È quindi opportuno procedere alla valorizzazione dei siti archeologici, tenendo conto del contesto ambientale delle zone ricadenti lungo le sponde del Fiume Cosa, rendendole fruibili e accessibili anche per la salvaguardia della fascia di rispetto. In tale circostanza sarà inserita nel contesto ambientale anche la parte naturalistica lungo il fiume Cosa denominata “Lo Schioppo”. Diverse e di pregio le testimonianze storiche presenti nelle zone citate.

Si inizia con l’area archeologica di Ponte del Rio, indagata a partire dal 2018, che presenta resti del “tracciato glareato” dell’antica via Latina, monumento funerario di età romana in blocchi di travertino e cementizio, calcara post antica e tratto della ferrovia Roma-Frosinone (via Fiuggi), passando per l’area archeologica de Matthaeis, indagata dopo l’anno 2000, che presenta strutture di epoca protostorica e di epoca romana.

E ancora, l’area archeologica della sponda del fiume Cosa, indagata a partire dal mese di marzo 2021, che presenta i resti di un edificio termale di epoca romana medio-imperiale che conserva parte delle originarie pavimentazioni musive e dei rivestimenti parietali marmorei degli ambienti; e ancora, l’area archeologica di viale Roma e del Ponte Romano, che presenta l’Antico Fontanile ricostruito nel 1774 da Giovanni Battista Bussi de Pretis.

La riqualificazione di tali aree prevede la fruibilità delle medesime tramite la progettazione di un percorso archeologico che includerà anche i siti noti della città alta (viale Roma, via Ferrarelli, tomba S. Angelo e, naturalmente, il Museo Archeologico). Lo stesso percorso diventerà così elemento di trasformazione di spazio e di unione dei quartieri, luogo identitario nel quale i cittadini si riconoscono nella propria storia tramite una rete di relazioni tra passato e presente.

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