“Aiutateci a salvare nostro figlio”: chiamano la polizia perché l’assistenza non arriva

A Cassino, in via Leopardi, i genitori del piccolo Marco vivono senza le cure domiciliari indispensabili: la Procura ora valuta la denuncia

Sono stati costretti a chiamare la polizia per poter curare il proprio figlio di soli 4 anni. È da questo gesto estremo che parte la vicenda di Monia e Amerigo, genitori che vivono in via Leopardi, a Cassino, e ogni giorno vedono la vita del piccolo Marco dipendere da un filo sottilissimo.

Marco è affetto da una rarissima malattia genetica che lo costringe alla ventilazione meccanica e all’aspirazione immediata delle secrezioni che rischiano di soffocarlo in pochi secondi. Un intervento salvavita descritto nel suo Piano Assistenziale ad Alta Intensità (PAI).

Il PAI è chiaro: 12 ore al giorno di assistenza infermieristica, 7 giorni su 7, e 15 ore settimanali di terapie specialistiche. Non servizi aggiuntivi, ma prestazioni indispensabili perché Marco possa sopravvivere.

Eppure, nella casa di via Leopardi, quella assistenza non arriva. Solo qualche turno sporadico, senza continuità, senza programmazione, senza alcuna garanzia. La struttura organizzativa prevista sulla carta si dissolve nella realtà quotidiana, lasciando la famiglia completamente sola nella gestione di un bambino che richiede interventi sanitari immediati e complessi.

A questa pressione insostenibile si aggiunge il dramma familiare: Amerigo, nonostante la 104 speciale, deve dividersi tra lavoro, burocrazia e la vigilanza costante sul figlio, mentre il fratellino di tre anni cresce ai margini di una situazione che nessuna istituzione ha saputo affrontare con responsabilità. Promesse dell’ASL, incontri con le cooperative, tavoli tecnici avviati e poi svaniti: una lunga sequenza di impegni disattesi che ha lasciato la famiglia senza alcuna protezione. Finché, il giorno dell’Immacolata, Monia e Amerigo non hanno più avuto scelta: hanno chiamato la Polizia. Gli agenti del Commissariato di Cassino, giunti in via Leopardi, hanno constatato la gravità del quadro, raccolto la denuncia e trasmesso un’informativa alla Procura della Repubblica.

La storia di Marco non è solo il simbolo di una falla istituzionale: è la dimostrazione che, nell’assistenza ad alta intensità, il tempo non è una variabile. È vita. E questa vita, oggi, è esposta a un rischio inaccettabile da parte di un sistema che non riesce neppure a garantire ciò che esso stesso ha prescritto come indispensabile.

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Angela Nicoletti
Angela Nicoletti
Angela Nicoletti, giornalista professionista iscritta all’albo dal 1998 si occupa di cronaca e giudiziaria sia in provincia di Frosinone che a livello nazionale. Ha collaborato e collabora con le prestigiose testate: Il Mattino di Napoli e Il Tempo. Dal 2001 è la referente per il basso Lazio dell’agenzia giornalistica AGI. Le sue inchieste giornalistiche sono sfociate anche in delicate indagini della magistratura. Nel 2018 è stata insignita del premio letterario e giornalistico dedicato a Piersanti Mattarella con un reportage sui beni confiscati alla criminalità organizzata

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