Anagni, sventato maxi furto di rame dopo un inseguimento: recuperati 10 quintali di “oro rosso”. Caccia alla banda

I Carabinieri hanno intercettato un’auto con tre persone a bordo: i malviventi sono fuggiti nelle campagne dopo aver abbandonato il bottino

Non si ferma l’attività di controllo del territorio condotta dai Carabinieri della Compagnia di Anagni, impegnati in un costante presidio finalizzato alla prevenzione e alla repressione dei reati predatori, con particolare attenzione alla tutela degli insediamenti industriali e commerciali presenti nella giurisdizione.

È proprio nell’ambito di uno di questi servizi che, nella notte del 3 settembre scorso, intorno alle 2, i militari dell’Aliquota Radiomobile del NORM della Compagnia di Anagni hanno sventato un ingente furto di “oro rosso” ai danni di un noto stabilimento industriale della zona di Osteria della Fontana.

Durante un capillare servizio di pattugliamento, la pattuglia ha intercettato un’autovettura ritenuta sospetta, risultata successivamente presa a noleggio, con tre persone a bordo. Alla vista della “Gazzella” dell’Arma, i tre hanno immediatamente accelerato la marcia, dando vita a un breve inseguimento.

Braccati dai Carabinieri, i malviventi hanno deciso di abbandonare il veicolo ai margini di un campo incolto, per poi dileguarsi a piedi nelle campagne circostanti, approfittando dell’oscurità.

I militari hanno immediatamente proceduto alla perquisizione dell’auto abbandonata. Al suo interno è stato rinvenuto l’intero bottino che la banda era riuscita a trafugare poco prima: circa 10 quintali di cavi di rame, una macchina “spellacavi” professionale, un trapano elettrico e diversi attrezzi ritenuti idonei allo scasso.

Un quantitativo ingente di “oro rosso” che, se fosse finito sul mercato clandestino, avrebbe rappresentato un danno economico significativo per l’azienda presa di mira.

I successivi sopralluoghi effettuati dai Carabinieri, insieme ai responsabili della manutenzione del sito industriale, hanno consentito di ricostruire il modus operandi utilizzato dai malfattori.

Secondo quanto ricostruito, i tre si sarebbero introdotti all’interno di uno dei capannoni in disuso, dopo aver forzato un cancello secondario. Una volta entrati nella struttura, si sarebbero calati nei locali sotterranei, raggiungendo una cabina elettrica dalla quale avrebbero iniziato a depredare i cavi di rame.

L’intera refurtiva, dal valore economico considerevole, è stata recuperata dai militari e successivamente restituita ai legittimi proprietari.

Gli attrezzi da scasso e i macchinari utilizzati per la lavorazione del rame sono stati invece sequestrati e messi a disposizione dell’Autorità Giudiziaria per gli ulteriori accertamenti.

Sottoposta a sequestro amministrativo anche l’autovettura utilizzata dai tre fuggitivi, risultata peraltro priva di copertura assicurativa.

L’operazione conferma la costante attenzione e la prontezza operativa dei Carabinieri della Compagnia di Anagni, impegnati a mantenere alta la soglia di vigilanza contro i reati predatori e, in particolare, contro i furti ai danni delle realtà produttive del territorio.

Un’attività di controllo che punta a garantire la sicurezza degli stabilimenti industriali e commerciali e, più in generale, a tutelare il tessuto economico e sociale della zona.

Nel frattempo, le indagini proseguono per identificare i tre soggetti che, dopo aver abbandonato l’auto e il consistente bottino, sono riusciti a far perdere le proprie tracce nelle campagne circostanti.

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