Era rimasto gravemente ustionato nella deflagrazione del 24 agosto in via Guado Santa Maria. Il lungo calvario dopo il crollo del tetto e il trasferimento al Centro Grandi Ustionati di Roma.
È morto Carmine Sirica, rimasto gravemente ferito nell’esplosione che la mattina del 24 agosto ha devastato un appartamento all’ultimo piano di una palazzina in via Guado Santa Maria, a Cassino. Per lui, sopravvissuto alla violentissima deflagrazione, si è concluso nel peggiore dei modi il drammatico percorso iniziato quella mattina, quando un boato ha squarciato la tranquillità della zona.
L’esplosione si era verificata intorno alle 8.45. La deflagrazione aveva interessato l’appartamento all’ultimo piano dello stabile, provocando il crollo del tetto e gravi danni alla struttura. Le prime informazioni avevano fatto scattare immediatamente la macchina dei soccorsi: sul posto erano arrivati i Vigili del Fuoco, i Carabinieri e il personale dell’Ares 118. Secondo la ricostruzione dei primi momenti, nell’abitazione si trovavano due persone, entrambe rimaste gravemente ustionate. Dopo essere state estratte dall’edificio, furono trasportate all’ospedale Santa Scolastica di Cassino per le prime cure. Le loro condizioni apparvero subito molto serie, tanto da rendere necessario il trasferimento in elicottero al Centro Grandi Ustionati dell’ospedale Sant’Eugenio di Roma.
Tra le ipotesi prese in considerazione dagli investigatori fin dalle prime ore c’era quella di una fuga di gas. L’accensione del fornello avrebbe potuto innescare la deflagrazione, ma la causa dell’incidente è stata affidata agli accertamenti tecnici dei Vigili del Fuoco e alle verifiche dell’autorità giudiziaria. La Procura di Cassino ha aperto un fascicolo contro ignoti per fare luce sull’impianto e sulle circostanze che hanno preceduto l’esplosione.
La violenza della deflagrazione aveva provocato anche il parziale crollo del manufatto. Il Comune di Cassino, dopo i sopralluoghi effettuati insieme ai tecnici, ai Vigili del Fuoco e alle forze dell’ordine, aveva dichiarato inagibile l’immobile, vietandone l’accesso fino alla realizzazione degli interventi necessari per ripristinare le condizioni di sicurezza.
Per Carmine Sierica è iniziata così una lunga battaglia per la vita, dopo le gravissime ustioni riportate nell’esplosione. Una battaglia che, secondo quanto comunicato, si è conclusa con la sua morte.
Resta ora il dolore per una tragedia che ha sconvolto una famiglia e una comunità e, parallelamente, il lavoro degli investigatori per stabilire con precisione cosa abbia provocato quella deflagrazione. L’indagine dovrà chiarire ogni elemento della vicenda, dalla possibile fuga di gas alle condizioni dell’impianto, fino alle cause che hanno determinato il crollo del tetto.