Arpino – Ci sono luoghi in cui la storia non è soltanto custodita nei libri o nei musei, ma continua a vivere nelle pietre, nelle mura e nei paesaggi. Arpino è uno di questi. Una città antichissima, legata a figure straordinarie come Gaio Mario e Marco Tullio Cicerone, che conserva sulla sua altura più elevata uno dei luoghi più suggestivi e affascinanti della Ciociaria: l’Acropoli di Civitavecchia. Un luogo da visitare durante tutto l’anno e che può rappresentare una meta ideale anche nel mese di agosto per chi resterà in provincia di Frosinone e vorrà riscoprire un patrimonio storico e archeologico che spesso si trova molto più vicino di quanto si immagini.
L’Acropoli di Civitavecchia, conosciuta anche come Civitas Vetus, rappresenta il nucleo più antico dell’insediamento di Arpino. Situata a circa 627 metri di altitudine, è racchiusa da una poderosa cinta di mura poligonali che ancora oggi restituisce l’immagine di un antico centro fortificato. Le origini dell’insediamento affondano nella storia delle popolazioni italiche che abitavano il territorio prima dell’arrivo di Roma. La presenza dei Volsci è documentata già a partire dal VII secolo avanti Cristo. Successivamente Arpino passò sotto il controllo dei Sanniti e, dopo le guerre sannitiche, entrò nell’orbita romana, diventando uno dei centri più importanti della Valle del Liri.
La città ottenne la piena cittadinanza romana nel 188 avanti Cristo, anche grazie al contributo offerto alla potenza romana durante le guerre contro Annibale. Ma il nome di Arpino è legato soprattutto a due grandi protagonisti della storia di Roma: Gaio Mario e Marco Tullio Cicerone. Il primo fu uno dei più importanti uomini politici e condottieri della Roma repubblicana. Il secondo, nato ad Arpino nel 106 avanti Cristo, è stato uno dei più grandi oratori, scrittori e uomini politici della storia romana.
È proprio la figura di Cicerone ad aver dato il nome alla torre medievale che domina l’Acropoli. La cosiddetta Torre di Cicerone, infatti, non venne costruita ai tempi del celebre oratore e non ha un legame diretto con la sua abitazione. Il nome deriva dalla tradizione secondo cui in questo antico borgo si sarebbe trovata la residenza della famiglia dei Tulli, la famiglia di Cicerone.
La torre venne invece edificata molti secoli dopo, probabilmente in epoca tardo-normanna o sveva, e divenne un elemento centrale del sistema difensivo medievale dell’antico borgo. Il complesso conserva ancora oggi una parte significativa delle mura poligonali, realizzate con enormi blocchi di pietra locale incastrati con grande precisione, senza l’utilizzo di malta. In origine la cinta muraria si sviluppava per circa tre chilometri, mentre oggi ne restano circa un chilometro e mezzo, in alcuni tratti inglobato nelle abitazioni e nelle strutture costruite nei secoli successivi. Il sistema difensivo dell’Acropoli rappresenta una delle testimonianze più impressionanti dell’architettura fortificata preromana dell’Italia centrale.
Il simbolo più famoso dell’antico insediamento è però la straordinaria porta con arco a sesto acuto. Alta circa sei metri, la struttura è realizzata attraverso grandi blocchi sovrapposti che si restringono progressivamente verso la sommità. La tecnica utilizzata non corrisponde a un arco vero e proprio, ma a una sorta di falsa volta ottenuta avvicinando gradualmente le pietre fino a chiudere il passaggio. È una delle caratteristiche più singolari dell’Acropoli e contribuisce a rendere Civitavecchia di Arpino un luogo di grande interesse archeologico.
Nel corso dei secoli l’antico insediamento ha conosciuto diverse trasformazioni. Le mura furono utilizzate e rimaneggiate in epoca sannitica, romana e medievale, quando il borgo venne nuovamente organizzato come struttura fortificata. La Torre di Cicerone rappresentava il fulcro del sistema difensivo medievale, con un fossato e ulteriori strutture di protezione realizzate per rafforzare la posizione strategica dell’altura.
Oggi visitare l’Acropoli significa attraversare un luogo in cui le epoche si sovrappongono. Le mura raccontano la storia delle popolazioni italiche, la torre quella del Medioevo, mentre il nome stesso del luogo richiama la grandezza della Roma repubblicana e uno dei suoi più illustri protagonisti. Dall’alto dell’Acropoli si apre inoltre un ampio panorama sul territorio circostante, sulle colline e sulla Valle del Liri. È proprio questa compresenza di storia, archeologia e paesaggio a rendere Civitavecchia di Arpino una meta particolarmente suggestiva anche durante l’estate.
Per chi resterà in provincia di Frosinone nel mese di agosto, può essere l’occasione per trascorrere una giornata alla scoperta di uno dei luoghi più antichi della Ciociaria, camminando tra mura costruite secoli prima dell’Impero romano e osservando un paesaggio che, ancora oggi, conserva il legame con la storia di una delle città più importanti dell’antichità. Un luogo dal fascino senza tempo, dove la storia di Arpino, quella di Cicerone e quella delle antiche popolazioni italiche continuano a incontrarsi tra le pietre dell’Acropoli di Civitavecchia.