Si è conclusa da poco l’udienza di convalida a carico di Gaspare Del Proposto, arrestato il 27 settembre scorso dopo il ritrovamento, in alcuni immobili nella sua disponibilità a Campoli Appennino, di un ingente quantitativo di materiale bellico, esplosivi e munizioni.
Il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Cassino, dr.ssa Alessandra Casinelli, ha convalidato l’arresto e disposto nei confronti dell’indagato la misura cautelare degli arresti domiciliari, con l’applicazione del braccialetto elettronico, non appena disponibile. Del Proposto dovrà dunque rimanere presso la propria abitazione e non potrà allontanarsi senza l’autorizzazione del giudice.
La decisione arriva al termine di un’udienza nella quale il pubblico ministero aveva chiesto la conferma degli arresti domiciliari, mentre il difensore dell’indagato, l’avvocato Antonio Carugno, aveva chiesto l’applicazione di una misura meno afflittiva, preannunciando inoltre la volontà di procedere con un rito alternativo.
Alla base della decisione del GIP vi è soprattutto la considerevole quantità di materiale rinvenuto e il pericolo connesso alla sua detenzione. Nel garage interessato domenica da un principio d’incendio, secondo quanto riportato nell’ordinanza, il personale specializzato dell’Esercito avrebbe censito 395 reperti di natura bellica, tra bombe da mortaio, bombe da fucile, mine antiuomo e materiale riconducibile verosimilmente a tritolo. Ventotto ordigni, ritenuti instabili e pericolosi, sono stati fatti brillare per ragioni di sicurezza.
Ulteriore materiale bellico è stato individuato nell’abitazione dell’uomo, dove sono state sequestrate, tra l’altro, numerose bombe a mano, bombe da mortaio, bombe da fucile e spolette. Anche questi ordigni, considerati instabili e altamente pericolosi, sono stati successivamente fatti brillare dagli artificieri del Sesto Reggimento Genio Pionieri-Cecchignola.
Nel provvedimento il GIP evidenzia inoltre che le operazioni di recupero del materiale esplosivo non risultavano ancora ultimate al momento della decisione. Proprio questo elemento, insieme all’entità del materiale già rinvenuto, è stato ritenuto rilevante nella valutazione delle esigenze cautelari.
Durante l’udienza di convalida, Del Proposto avrebbe ammesso la detenzione del materiale, manifestando rammarico per quanto accaduto. Secondo quanto riportato nell’ordinanza, l’uomo avrebbe spiegato di essere appassionato di armi e di essersi recato per anni sulle montagne della zona, utilizzando un metal detector per recuperare materiale bellico. Il 55enne avrebbe inoltre riferito di non aver compreso l’effettiva pericolosità della situazione venutasi a creare.
L’inchiesta, dunque, prosegue. Gli atti sono stati restituiti al pubblico ministero e si attende ora il decreto di citazione a giudizio e la fissazione della nuova udienza, con la definizione del capo d’imputazione. Una fase che richiederà necessariamente ulteriore tempo, anche alla luce della complessità delle operazioni ancora in corso per la messa in sicurezza del materiale.
Gaspare Del Proposto resta quindi ai domiciliari con controllo elettronico, mentre l’autorità giudiziaria proseguirà gli accertamenti sui fatti e sulla provenienza dell’ingente quantitativo di materiale rinvenuto.
Chiuso lo stato di allerta: i ringraziamenti della Sindaca Pancrazia Di Benedetto
“Si è tenuta questa mattina l’ultima riunione del Centro Coordinamento Soccorsi che ha definito la chiusura dello stato di allerta per Campoli Appennino a seguito dell’ultimazione delle procedure di bonifica sui siti interessati da deposito di ordigni bellici. È stato preso atto, da parte del personale delegato alla bonifica in forza al 6° Reggimento Genio Pionieri di Roma, che i tre depositi di ordigni bellici rinvenuti sul nostro comune sono stati messi in sicurezza con il trasferimento del materiale bellico in un sito di Pescosolido. Il Prefetto, che ha presieduto il C.C.S., ha chiuso i lavori della commissione e delineato insieme ai militari del Genio l’organizzazione della distruzione dei residui trovati, che per numerosità e tipologia verranno effettuati su siti diversi e per un periodo di tempo prolungato. Il 28 settembre, il Prefetto di Frosinone, dott. Giuseppe Ranieri ha attivato il Centro Coordinamento Soccorsi (C.C.S.) della Prefettura di Frosinone per assicurare la direzione unitaria degli interventi e delle correlate funzioni di supporto, nonché per coordinare le attività delle amministrazioni interessate e i tempi di realizzazione delle singole fasi delle operazioni di rimozione e bonifica degli ordigni bellici. L’attivazione del C.C.S. si è resa necessaria a seguito della comunicazione da parte del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito, prontamente intervenuto su disposizione della Prefettura di Frosinone, della complessità dell’intervento da effettuare, in considerazione della tipologia e dell’elevato numero degli ordigni rinvenuti”. Così in una nota la sindaca di Campoli Appennino, Pancrazia Di Benedetto.
“Al consesso – prosegue – presieduto dal Prefetto, hanno preso parte il Questore, il Comandante Provinciale dei Carabinieri, il Comandante Provinciale della Guardia di Finanza, il Dirigente della Sezione di Polizia Stradale, nonché rappresentanti del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco, di Ares 118, del 6° Reggimento Genio Pionieri dell’Esercito Italiano, della Croce Rossa Italiana, della Regione Lazio, Direzione Regionale Emergenza, Protezione Civile e NUE 112 della Provincia di Frosinone, della società E-Distribuzione S.p.A. e della società Italgas S.p.A. Altresì, il Sindaco di Pescosolido, data l’evoluzione della situazione. La riunione si è aggiornata ogni giorno fino ad oggi, e con l’allarme rientrato, si è chiusa”.
“Campoli Appennino – conclude la sindaca – ringrazia immensamente tutti per l’alto grado di professionalità e umanità avuto in questi giorni. Giovani eroi che lavorano per servire lo Stato a cui non possiamo fare altro che dire grazie. Campoli Appennino non dimentica e renderà omaggio e merito”.