Non un eversivo, non un terrorista, ma un accumulatore seriale guidato da un’ossessione protrattasi per decenni. Questo il ritratto di Gaspare Del Proposto, il 55enne di Campoli Appennino finito agli arresti domiciliari domenica scorsa a seguito del clamoroso ritrovamento di oltre mille tra munizioni e ordigni bellici risalenti alla Seconda Guerra Mondiale.
A delineare i contorni della vicenda, alla vigilia dell’udienza di convalida dell’arresto, è il suo legale difensore, l’avvocato Antonio Carugno, in esclusiva ai microfoni di Frosinone News.
La difesa: «Reperti storici cercati nei boschi col metal detector»
Sull’uomo pendono accuse pesanti: la procura contesta non soltanto la semplice detenzione (Art. 2 della legge sulle armi), ma anche la fabbricazione o cessione illegale di munizionamento da guerra (Art. 1). Ciononostante, la difesa esclude categoricamente qualsiasi matrice eversiva o criminale.
«Si tratta di un collezionista che ha raccolto questi oggetti nel corso degli anni, anche nei decenni», spiega l’avvocato Carugno. «Sfruttando un metal detector, ha setacciato per lungo tempo i luoghi storici dei combattimenti del secondo conflitto mondiale, in particolare la zona del Monte Cairo e del Cassinate. Ha messo da parte un’enorme quantità di reperti pericolosi, proprio come farebbe un accumulatore seriale, ma senza mai la volontà o l’intenzione di utilizzare quel materiale».
L’avvocato esclude inoltre il coinvolgimento di terze persone: Del Proposto vive solo, non ha moglie né figli e ha contatti solo sporadici con il fratello che risiede nel Nord Italia. I fatti, dunque, sarebbero riconducibili esclusivamente a una condotta isolata e compulsiva.
Dalla scintilla dell’incendio alla collaborazione con i soccorsi
A far scattare la perquisizione e la successiva scoperta dell’arsenale è stato un principio d’incendio sviluppatosi nel garage del 55enne. Come evidenziato dal legale, in quel frangente Del Proposto non ha cercato la fuga né ha tentato di depistare le forze dell’ordine: al contrario, ha prestato immediata collaborazione già al sopraggiungere dei Vigili del Fuoco e poi dei Carabinieri.
In attesa dell’udienza: l’auspicio di un’attenuazione della misura
In vista dell’imminente udienza di convalida, il 55enne, che ha già ammesso pienamente il possesso del materiale, appare fortemente provato.
«L’ho trovato molto giù e profondamente dispiaciuto», aggiunge il legale. «Ha preso piena cognizione della gravità delle sue azioni e del pericolo a cui ha esposto se stesso e l’intera comunità di Campoli Appennino. Fortuna ha voluto che non si siano verificati danni a persone».
La linea difensiva punterà sulla piena collaborazione mostrata dall’indagato e sulla sua buona fede, nell’auspicio che il giudice possa concedere un’attenuazione della misura cautelare rispetto ai domiciliari attualmente applicati.