Ogni Aggregazione funzionale territoriale (Aft) ha una sede “in struttura aziendale”. Ma tredici reti su sedici hanno il proprio recapito dentro la Casa di Comunità (CdC) di riferimento, mentre tre no: Paliano (che fa capo alla CdC di Anagni ma ha sede in via Fratelli Beguinot a Paliano), Alatri (CdC di riferimento Fiuggi, sede in via Madonna della Sanità ad Alatri) e Ceccano-Amaseno (CdC Frosinone, sede a Borgo Santa Lucia a Ceccano).
C’è però un’anomalia nel Distretto C che potrebbe essere scaturita da una svista materiale. Ma leggendo la colonna degli indirizzi si vede che l’AFT Isola del Liri ha come sede indicata “Località San Marciano – Sora“; l’AFT Sora ha come sede “Via Colle Melfa – Atina“; l’AFT Atina — quella dei dodici Comuni montani — ha come sede “Via Ospedale – Isola del Liri“.
Le tre reti, in pratica, risultano ospitate ciascuna nel paese di un’altra. E la contraddizione è doppia: per tutte e tre l’allegato barra comunque la casella “l’AFT ha sede nella CdC di riferimento? Sì”. Può trattarsi di un errore di compilazione — le colonne appaiono “slittate” — ma in un atto dichiarato “immediatamente eseguibile”: significa che il documento assegna la sede operativa alla medicina di base della Valle di Comino, l’area più periferica e fragile della provincia, collocandola sulla carta fuori dal suo territorio.
Medici di medicina generale in quota oraria di una Aft ad un’altra
Accanto ai 280 titolari, sette AFT contano da 1 a 5 medici a quota oraria, per un totale di 16. In quattro casi — Frosinone Area Metropolitana, Veroli, Isola del Liri e Cassino-Vallerotonda — l’allegato alla delibera Asl di approvazione del piano dei medici di famiglia annota espressamente che si tratta di “MMG a quota oraria di altra AFT”: medici, cioè, condivisi tra reti diverse. È il segnale di una copertura tenuta insieme facendo circolare lo stesso personale tra più aggregazioni.
Gli elenchi nominativi, poi, mostrano liste di assistiti estremamente diseguali: si va da poche decine di pazienti (medici appena entrati in convenzione) fino a circa 1.800, il massimo di legge. Convivono cioè, nella stessa rete, camici saturi e camici quasi vuoti — la fotografia di un ricambio generazionale in corso, con giovani neo-convenzionati che devono ancora costruirsi la lista mentre i colleghi storici sono al limite.
I coordinatori? Sono ancora tutti in bianco. È il vuoto più vistoso. Nella colonna “nome referente di AFT”, per tutte e sedici le reti, l’allegato riporta la stessa dicitura: “In attesa di individuazione”. Lo stesso vale per i recapiti dei referenti. Nessuna delle 16 AFT ha, ad oggi, un coordinatore.
L’attesa per la nomina dei coordinatori che devono far funzionare il sistema
È coerente con quanto la delibera aveva già messo nero su bianco (“di rinviare ad un successivo atto la presa d’atto della nomina dei referenti”): le elezioni devono ancora essere indette, i nomi li comunicheranno i sindacati e solo dopo la ASL li recepirà. Il piano è dichiarato “in piena operatività”, ma le persone che dovrebbero guidarne l’esecuzione, una per rete, non esistono ancora.
In conclusione e riassumendo ecco il piano: 16 reti, 91 Comuni, 399mila cittadini adulti, 280 medici titolari più 16 a ore, una pressione media di 1.426 residenti per camice con punte da 2.000, tre sedi collocate fuori paese, sedici coordinatori ancora da definire e un elenco con trecento professionisti. Il tutto approvato l’ultimo giorno utile e “a costo zero”.
Sul piano istituzionale, l’atto porta la firma dell’intera nuova plancia di comando dell’Azienda: il direttore generale Arturo Cavaliere (in carica dall’aprile 2025), il direttore amministrativo Giovannino Rossi e il direttore sanitario Maria Giovanna Colella (entrambi in carica dal 1° agosto 2025), entrambi con parere favorevole. La struttura proponente è la UOSD Medicina Convenzionata e Reti Assistenziali, guidata da Aurelia De Cicco, che nell’atto figura contemporaneamente come estensore, responsabile del procedimento e direttore della struttura — un cumulo di ruoli formalmente consentito ma che concentra su un’unica firma l’intera istruttoria.
Le incognite sulla pressione delle reti vicine al massimale-pazienti
Restano le domande concrete. Come si intende gestire la pressione su Ferentino, Anagni, Aquino e Frosinone Centro, le reti più vicine al massimale? L’indirizzo delle AFT del Distretto C (Atina, Sora, Isola del Liri) è un errore di compilazione o quelle reti operano davvero fuori dal proprio territorio? Entro quando si terranno le elezioni dei referenti, senza i quali la “piena operatività” è una dichiarazione sulla carta? Quanto costerà, davvero, far girare le sedici reti — sedi, coordinamento, sistemi informativi? (2. Fine. La prima parte è stata pubblicata il 21 settembre 2026 LEGGI QUI)