Ater, bollette da capogiro e contatori inesistenti al Casermone: scatta la denuncia per furto aggravato

Fatture non pagate per oltre 44.000 euro, attribuibili a quattro utenze site al Casermone. L'Azienda passa alle contromisure

Ater Frosinone, l’amministrazione denuncia ignoti per furto aggravato. Consumi esorbitanti, bollette salatissime e contatori di fatto assenti, ma che fatturano importi enormi e una citazione in giudizio per il versamento delle somme insolute da parte della società di fornitura di energia elettrica. Questa è l’ennesima situazione sconcertante, che si aggiunge alle numerose riscontrate finora dall’amministrazione Iannarilli. Fatture non pagate per oltre 44.000 euro, attribuibili a quattro utenze site sul territorio del capoluogo. Soltanto due di queste, sono, però, effettivamente riconducibili a dei contatori esistenti, per le altre due non vi è traccia di alcun dispositivo.

“A seguito della citazione in giudizio da parte di Enel – dichiara il Commissario straordinario – per il pagamento di una somma di oltre €44.000, si è agito prontamente per far luce e chiarezza. L’ingente debito si riferisce a quattro utenze, due delle quali site presso Viale Spagna, 8, a Frosinone, nel c.d. Casermone, funzionali per l’utilizzo delle parti comuni, quali scale condominiali, androni e ascensori. Da una prima analisi delle fatture e dalle richieste di chiarimenti rivolte alla società fornitrice, è emerso che una lettura effettiva non veniva effettuata dal 2014 e che le due utenze nel Casermone facevano riferimento a contatori ad alta potenza – 33Kw – ossia, contatori risalenti ad un utilizzo cantiere. Un aspetto che denota una volta di più il totale disinteresse per una circostanza che è improbabile che l’Azienda ignorasse. Al fine di scongiurare qualsiasi disagio per gli inquilini, soprattutto per tutti i fragili che dimorano nel complesso, si è provveduto alla sostituzione del contatore, ad oggi a più basso wattaggio, capace, in ogni caso, di garantire il corretto funzionamento dei servizi condominiali. Per quanto riguarda le altre due utenze, invece, la situazione è ancor più assurda: i due contatori che in teoria dalla geo-localizzazione dell’Enel risultano siti in Viale Spagna snc, in realtà non sono individuabili. Non si trovano. Ben due sopralluoghi si sono rivelati infruttuosi: il primo effettuato dal CTU nominato dal Tribunale di Frosinone e dal personale tecnico Ater, il secondo da questi ultimi e dai tecnici di Enel Distribuzione.

A questo punto – prosegue Iannarilli – è scattata immediatamente la denuncia-querela contro ignoti da parte dell’Ente per furto aggravato, trattandosi di un bene sottratto all’uso pubblico. Il prossimo passo sarà la richiesta all’Enel di una revisione degli addebiti calcolati finora, tenendo conto di quanto emerso dalle perizie. Una certezza c’è: siamo di fronte all’ennesima criticità che per anni è stata messa da parte, come se nascondere la testa sotto la sabbia e ignorare il problema, possa essere una strada utile e percorribile. Un modus operandi nel pieno spirito “tanto prima o poi ci penserà qualcun altro”. Questa amministrazione non ci sta! La mia politica è e rimarrà sempre cristallina: agire e risolvere i problemi per risanare l’Ater di Frosinone, nonostante la disastrosa situazione. Il mio ruolo e la fiducia, che il Presidente Rocca, l’assessore Ciacciarelli e la Giunta della Regione Lazio hanno riposto in me, impongono abnegazione e massimo impegno per risollevare le sorti di un Ente abbandonato a se stesso, che stancamente negli anni si è trascinato senza criterio e senza direttive chiare. Guidato senza alcun rispetto per la sua fondante funzione sociale. Diretto finora, invece, come un farraginoso apparato burocratico, chiuso in compartimenti stagni, destinato all’implosione, utile soltanto per soddisfare mire e ambizioni dei singoli. Sono terminati i tempi in cui l’Ater di Frosinone poteva considerarsi indifferente ai bisogni dei cittadini, incapace di far rispettare le regole e garantire legalità. I correttivi adottati in questi mesi iniziano a produrre risultati. Siamo coscienti che il cambiamento richieda tempo e un consistente carico di lavoro se l’obiettivo che si vuole ottenere è quello di gettare solide basi per la rinascita dell’Ente. L’immobilismo non fa per noi. Si deve agire e prontamente. I fronti sono molti. Siamo convinti, però, che solo grazie ad una visione organica ed una politica lungimirante sia realmente fattibile un cambio di rotta. Non ci spaventiamo di fronte ai problemi come non arretriamo dinanzi ad accuse vacue e sterili, mosse da chi sta alla finestra a guardare sperando nel nostro fallimento, anziché confidare nel successo per un Ente che dovrebbe essere un punto di riferimento imprescindibile per migliaia di famiglie e per il tessuto sociale del nostro territorio”.

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