Ballottaggio Frosinone, urne aperte: parola agli elettori

Le urne si sono aperte alle 7 di questa mattina e si chiuderanno alle 23. Tra stanotte e domani si saprà il nome del sindaco

Le urne si sono aperte alle 7 di questa mattina e si chiuderanno alle 23. Si vota solo oggi e, quindi, tra stanotte e domani i cittadini di Frosinone sapranno il nome del nuovo sindaco. Il giorno del ballottaggio è arrivato.

Gli elettori, dunque, si possono presentare al seggio indicato nella tessera elettorale e, consegnando la stessa, unitamente a un documento d’identità, riceveranno la schede sulla quale sono indicati il nome e il cognome dei candidati alla carica di sindaco, sotto il quale sono riprodotti i simboli delle liste collegate.

La scheda del ballottaggio

Il voto si esprime tracciando proprio un segno sul rettangolo entro il quale è scritto il nome del prescelto. Secondo la normativa vigente, “dopo il secondo turno è proclamato eletto sindaco il candidato che ha ottenuto il maggior numero di voti validi. In caso di parità di voti è proclamato eletto sindaco il candidato collegato, ai sensi del comma 7, con la lista o il gruppo di liste per l’elezione del consiglio comunale che ha conseguito la maggiore cifra elettorale complessiva. A parità di cifra elettorale, è proclamato eletto sindaco il candidato più anziano d’età”.

Riccardo Mastrangeli  al primo turno ha ottenuto il 49,26% dei voti (11.856),  di professione farmacista, si è presentato alle elezioni con l’appoggio di 7 liste espressione del centrodestra.  I risultati della prima tornata lo danno in vantaggio su Domenico Marzi,  di professione avvocato,  che al primo turno ha guadagnato il 39,13% dei voti (9.419). Anche l’esponente del Pd ha avuto il sostegno 7 liste.

In corsa c’erano altri 3  candidati: Mauro Vicano, che al ballottaggio sostiene Mastrangeli, Vincenzo  Iacovissi e Giuseppe  Cosimato: entrambi hanno preferito lasciare libertà  di espressione. Gli aventi diritto al voto saranno 35.053: 18.509 donne e 16.544 uomini. Al primo turno si sono recati alle urne il 67,12% degli aventi diritti, ovvero 24.632 elettori.

Resta, ora, da vedere se si registrerà la stessa percentuale. Tradizionalmente il secondo turno vede una riduzione degli elettori, cosicché l’astensione è un pericolo sempre dietro l’angolo e costituisce una variabile che potrebbe risultare influente sull’esito della consultazione.

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