Birra, consumi in calo in Italia: pesa la crisi delle famiglie e cresce l’attenzione alla sostenibilità

Il report 2025 di AssoBirra fotografa un settore che resiste tra inflazione, cambiamento delle abitudini e concorrenza estera

Il settore della birra in Italia continua a rappresentare un pilastro dell’economia nazionale, ma deve fare i conti con un mercato sempre più complesso. A evidenziarlo è l’Annual Report 2025 di AssoBirra, presentato a Roma durante l’evento “Birra, un ecosistema per la crescita”, che fotografa una filiera capace di adattarsi ai cambiamenti, pur dovendo affrontare nuove sfide economiche e sociali.

Il comparto si trova infatti a operare in uno scenario caratterizzato dall’aumento dei costi, dalle tensioni geopolitiche, dalla transizione ecologica, dall’evoluzione delle normative e da consumatori sempre più attenti alle proprie scelte d’acquisto.

Secondo il rapporto, la filiera brassicola rappresenta il 92% della produzione nazionale di birra, sostiene oltre 112mila posti di lavoro e genera un valore economico superiore ai 10 miliardi di euro.

Sul fronte dei consumi, nel 2025 in Italia sono stati registrati poco più di 21 milioni di ettolitri, un dato che conferma livelli elevati ma che segna comunque una flessione del 2,5% rispetto al 2024. Un rallentamento attribuito principalmente alla minore capacità di spesa delle famiglie e al progressivo invecchiamento della popolazione, fenomeni che stanno interessando l’intero comparto alimentare.

Anche gli scambi con l’estero mostrano segnali di rallentamento. Le importazioni si sono attestate a 7,5 milioni di ettolitri, in calo del 3,8%, mentre le esportazioni si sono fermate a 3,1 milioni di ettolitri, con una diminuzione del 6% rispetto ai livelli record raggiunti nel 2022.

Nonostante il recupero registrato negli anni successivi alla pandemia, il consumo di birra nei locali continua a mostrare segnali di debolezza. A incidere è stato anche il rallentamento degli arrivi turistici dall’estero. Se i consumi complessivi sono ormai vicini ai livelli pre-Covid, la produzione nazionale resta ancora inferiore di circa il 3% rispetto al 2019.

Tra le tendenze evidenziate dal report emerge inoltre il crescente successo delle birre straniere. In particolare, quelle provenienti da altri Paesi europei, soprattutto dalla Germania, rappresentano oggi circa il 35% dei volumi consumati in Italia.

Sempre più rilevante anche il tema della sostenibilità. Il 30% dei consumatori considera infatti l’impatto ambientale un elemento decisivo nella scelta della birra da acquistare. A trainare questa evoluzione è soprattutto la Generazione Z: quattro giovani su dieci dichiarano di preferire esclusivamente marchi impegnati nella sostenibilità, mentre il 27% si dice disposto a spendere fino al 20% in più per acquistare una birra prodotta secondo criteri ambientali responsabili.

Il report conferma così un settore che, pur attraversando una fase di rallentamento, continua a dimostrare solidità e capacità di innovazione, puntando sempre più su qualità, sostenibilità e valorizzazione della produzione nazionale.

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