Cani e gatti, l’amore cresce anche se pesa sul portafoglio: oltre un proprietario su quattro spende più di 100 euro al mese

I dati Eurispes raccontano il legame degli italiani con gli animali, tra costi in aumento e rinunce alle adozioni

Un posto in famiglia, ma anche una voce sempre più impegnativa nel bilancio domestico. Gli animali accompagnano la quotidianità di circa un italiano su tre, mentre le spese per alimentarli e accudirli incidono sulle possibilità dei proprietari, arrivando in alcuni casi a frenare nuove adozioni.

Secondo i dati raccolti dalla Fondazione Eurispes in occasione della Giornata mondiale degli animali del 4 ottobre, nel 2026 il 17,6% degli intervistati convive con un solo animale, il 7,6% ne possiede due e l’8,5% ne accudisce almeno tre. Complessivamente, la quota raggiunge il 33,7%, in diminuzione rispetto al 40,5% del 2025 e al 37,3% del 2024.

Una flessione che si inserisce in un andamento caratterizzato, nell’ultimo decennio, da diverse oscillazioni. Durante la pandemia la presenza degli animali nelle case aveva raggiunto il 39,5% nel 2020 e il 40,2% nel 2021. L’isolamento, il maggior tempo trascorso tra le mura domestiche e la diffusione del lavoro da casa avevano favorito la scelta di accogliere un compagno a quattro zampe.

Il cane resta l’animale più diffuso, con una quota del 41%, seguito dal gatto al 37,1%. Il dato relativo ai cani torna a crescere dopo la fase di diminuzione iniziata nel 2023, mentre quello dei gatti rimane sostanzialmente stabile. Più distanti gli altri animali: gli uccelli raggiungono il 4,1%, le tartarughe il 4%, i pesci il 3,3% e i criceti il 2%. Seguono conigli e rettili, entrambi all’1,6%, cavalli all’1,2% e animali esotici all’1,1%.

È soprattutto sul fronte economico che emerge un cambiamento netto. Nel 2026 il 57,9% dei proprietari dichiara una spesa mensile compresa tra 31 e 100 euro. Oltre un quarto supera i 100 euro e il 2,6% arriva a spendere più di 300 euro al mese. Soltanto il 16% resta sotto i 30 euro: nel 2015, in questa fascia, rientrava il 45,9% dei proprietari.

L’alimentazione assorbe una parte consistente delle risorse. Il 50,8% degli intervistati destina al cibo per il proprio animale oltre 50 euro mensili. A questa voce si aggiungono le cure veterinarie: il 30,9% dichiara di spendere meno di 30 euro all’anno, il 40,1% tra 31 e 100 euro, mentre quasi tre proprietari su dieci superano i 100 euro annui. Più contenute risultano le uscite per giochi, abbigliamento e servizi di custodia.

Le difficoltà finanziarie possono incidere anche sulla decisione di accogliere un animale. Nel 2025 il 23% dei proprietari aveva rinunciato ad adottarne o acquistarne un altro per ragioni economiche. Una rinuncia indicata anche dall’11,4% degli intervistati che non possedevano ancora animali.

Nel frattempo cambia il modo in cui cani, gatti e altri compagni entrano nelle famiglie. Nel 2024 il 20,3% dei proprietari aveva accolto un animale trovato per strada e il 19,4% si era rivolto a un canile o a un gattile. Gli acquisti nei negozi si fermavano invece al 12,8%, contro il 34,4% registrato nel 2017.

Per Eurispes, questi numeri riflettono una trasformazione culturale: gli animali sono sempre più integrati nella vita familiare e nelle scelte dei proprietari. Già nel 2023 il 20,2% aveva preso seriamente in considerazione l’idea di destinare una parte della propria eredità alla loro tutela, mentre circa il 20% aveva sottoscritto un’assicurazione per la tutela legale e la responsabilità civile.

Il legame affettivo si consolida, dunque, mentre mantenerlo richiede risorse crescenti. E la possibilità di offrire una casa a un animale deve fare i conti anche con la sostenibilità delle spese quotidiane.

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