Cantiere sulla Monti Lepini: “Operai a diversi metri di altezza senza protezioni”, scatta l’allarme sicurezza

La segnalazione arriva da residenti e automobilisti. Il timore è per la sicurezza di chi lavora sull’impalcatura e per i rischi connessi

Un’impalcatura montata a ridosso di un’abitazione, alcuni addetti al lavoro a diversi metri d’altezza e, almeno secondo le testimonianze raccolte, nessuna evidente protezione contro il rischio di caduta. È questo il quadro che ha attirato l’attenzione di alcuni residenti e automobilisti in transito lungo la strada statale 156 dei Monti Lepini, nel territorio di Patrica.

La segnalazione riguarda un cantiere che sembrerebbe essere privato e, allo stato, non è possibile stabilire se le persone viste all’opera siano lavoratori di una ditta specializzata, lavoratori autonomi o persone impegnate in lavori eseguiti in proprio. Proprio per questo, ogni presunta irregolarità dovrà essere verificata dagli organi competenti. Ma le immagini e le testimonianze raccolte hanno comunque fatto scattare un interrogativo sulla sicurezza.

Secondo quanto riferito da chi ha assistito ai lavori, gli addetti sarebbero stati visti operare a diversi metri di altezza su un’impalcatura che, almeno a prima vista, sembrerebbe priva delle necessarie protezioni e senza un equipaggiamento apparentemente adeguato al tipo di attività svolta. Una situazione che, se confermata, potrebbe esporre a rischi non soltanto chi si trova sul ponteggio, ma anche le persone che transitano nelle immediate vicinanze.

Il tema è particolarmente delicato in una provincia che, anche recentemente, ha dovuto fare i conti con gravi infortuni sul lavoro, alcuni dei quali dall’esito mortale. La normativa in materia di sicurezza, lo ricordiamo, non riguarda soltanto i grandi cantieri o le imprese strutturate. Il rischio di caduta dall’alto deve essere prevenuto attraverso adeguate misure di protezione e, per i lavori in quota, il Testo unico sulla sicurezza prevede l’adozione di attrezzature e sistemi idonei a garantire condizioni di lavoro sicure, privilegiando le protezioni collettive e prevedendo, quando necessario, dispositivi contro le cadute. Le norme sui lavori in quota si applicano alle attività che espongono al rischio di caduta da un’altezza superiore a due metri rispetto a un piano stabile.

Il fatto che un lavoro venga eseguito in un’abitazione privata o direttamente dal proprietario non significa automaticamente che ogni regola di sicurezza venga meno. Naturalmente gli obblighi e le responsabilità cambiano in base alla natura dell’intervento, a chi lo esegue e al rapporto eventualmente esistente con imprese o lavoratori. Ma il principio fondamentale resta quello di evitare situazioni di pericolo, soprattutto quando si opera a quote elevate o in prossimità di una strada trafficata.

Ed è proprio qui che entra in gioco anche il senso civico. Segnalare alle autorità competenti una situazione che appare potenzialmente pericolosa significa chiedere che una situazione venga verificata da chi ha competenza per farlo. Se un cantiere appare privo di protezioni, se qualcuno lavora in quota in condizioni che sembrano rischiose o se vi sono pericoli per gli stessi addetti o per i passanti, la strada corretta è rivolgersi alle autorità competenti, fornendo, quando possibile, indicazioni precise sul luogo e sulla situazione osservata. Saranno poi gli organi preposti a stabilire se tutto sia regolare o se, al contrario, siano necessarie verifiche e interventi.

La sicurezza sul lavoro non può essere considerata un problema soltanto quando accade una tragedia. Prevenire significa anche prestare attenzione a ciò che accade intorno a noi e segnalare, con responsabilità, situazioni che sembrano meritare un controllo. Sulla 156 dei Monti Lepini, dunque, l’auspicio è che quanto segnalato possa essere verificato e che, se necessario, vengano adottate tutte le misure per garantire la sicurezza di chi lavora e di chi percorre quotidianamente una delle arterie più trafficate del territorio.

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Roberta Di Pucchio
Roberta Di Pucchio
Giornalista pubblicista

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