Carburante aereo, le carenze all’orizzonte: estate a rischio tra voli ridotti e prezzi in aumento

Le tensioni internazionali minacciano le forniture: compagnie in allerta e passeggeri pronti a fare i conti con meno collegamenti

La prospettiva di una carenza di carburante per aerei in Europa inizia a preoccupare il settore dell’aviazione, con possibili conseguenze già a partire dalla prossima stagione estiva. Se il contesto internazionale dovesse restare instabile, i voli programmati tra giugno e settembre potrebbero subire riduzioni significative, mentre i prezzi dei biglietti rischiano di aumentare sensibilmente.

A lanciare l’allarme è stato il Corriere della Sera, che in un recente approfondimento ha evidenziato come, tra fine aprile e inizio maggio, l’Europa potrebbe trovarsi a disposizione circa la metà del carburante aereo normalmente utilizzato. Una situazione legata alle tensioni geopolitiche e alle difficoltà nella catena di approvvigionamento.

Preoccupazione condivisa anche dai vertici delle compagnie aeree. Michael O’Leary, amministratore delegato di Ryanair, ha parlato apertamente del rischio che una parte delle forniture possa venire meno nei prossimi mesi. In caso di crisi prolungata, fino a un quarto del carburante necessario potrebbe risultare indisponibile tra maggio e giugno.

Lo scenario che si profila è quello di un’estate con meno voli e collegamenti ridotti. Le compagnie potrebbero essere costrette a tagliare tratte, diminuire le frequenze giornaliere e riorganizzare l’offerta, con ripercussioni soprattutto sugli aeroporti turistici e sulle isole, tradizionalmente più difficili da rifornire.

Alcuni segnali in questa direzione sono già arrivati. La low cost spagnola Volotea ha annunciato una lieve riduzione dei voli, mentre anche Lufthansa ha ammesso che il quadro resta complesso e incerto. Parallelamente, l’aumento del costo del carburante potrebbe inevitabilmente tradursi in un rialzo delle tariffe per i passeggeri.

Nel frattempo, resta un unico punto fermo: la petroliera Rong Lin Wan è attesa a Rotterdam il 9 aprile con un carico proveniente dal Golfo Persico. Si tratta dell’ultima nave partita prima della chiusura dello Stretto di Hormuz, snodo cruciale per il traffico energetico globale. Dopo questo arrivo, le forniture future appaiono sempre più incerte, mentre le scorte europee potrebbero progressivamente ridursi.

Gli esperti sottolineano come i Paesi maggiormente dipendenti dalle importazioni saranno i più esposti. Tra questi c’è anche l’Italia, che copre dall’estero circa la metà del proprio fabbisogno di jet fuel. Un dato che rende il sistema particolarmente vulnerabile in caso di interruzioni prolungate nelle forniture.

Con l’estate alle porte, il settore aereo resta quindi con il fiato sospeso: tra incognite geopolitiche e tensioni sui mercati energetici, il rischio di un impatto concreto sui viaggi è tutt’altro che remoto.

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