Caregiver universitari, la Regione al fianco dei giovani: prendersi cura dei propri cari senza rinunciare ai sogni

Approvato schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio e il Comitato regionale di Coordinamento delle Università del Lazio


Con l’approvazione dello schema di Protocollo d’Intesa tra la Regione Lazio e il Comitato regionale di Coordinamento delle Università del Lazio, prende vita un’iniziativa concreta e innovativa per sostenere i giovani caregiver universitari: ragazze e ragazzi tra i 16 e i 28 anni che, accanto agli studi, si prendono cura di un familiare convivente con disabilità o non autosufficiente. Questo è il nostro impegno, e questo è il senso profondo della legge 5/2024: costruire una società che riconosce, valorizza e sostiene chi si prende cura degli altri”.

Così la presidente della Commissione regionale Sanità e Politiche Sociali, Alessia Savo, sullo schema di protocollo d’intesa, approvato con deliberazione di Giunta 709/2025, tra la Regione Lazio e il Crul, finalizzato a favorire la conciliazione tra l’attività di cura prestata dai giovani caregiver e i percorsi di studio universitari.

Tra le azioni previste, da parte della Regione Lazio, ci sono quelle di promuovere attività di informazione capillare, in collaborazione con i distretti sociosanitari e i referenti territoriali, per facilitare l’emersione del bisogno e la richiesta di riconoscimento della condizione di giovane caregiver; favorire la diffusione delle misure di sostegno in ambito universitario, volte a conciliare gli oneri di cura con quelli di studio; assicurare il tempestivo riconoscimento formale dello status di giovane caregiver da parte dei servizi territoriali, con il rilascio della tessera identificativa “Card Giver”; sviluppare interventi specifici per tutelare il diritto allo studio universitario dei giovani caregiver, riconoscendoli come studenti con esigenze particolari e promuovendo la loro piena inclusione accademica.

Il CRUL, dal canto suo, si impegna a promuovere misure omogenee tra gli Atenei aderenti, tra cui il riconoscimento dei crediti formativi universitari (CFU) per le attività di cura, l’accesso a lezioni onlineappelli straordinaritutorato dedicatoriduzione delle tasse universitarie e borse di studio specifiche.

La durata del Protocollo è triennale, a partire dall’anno accademico 2025–2026, e sarà accompagnata da un’attività di monitoraggio costante per valutare l’impatto sociale delle misure adottate.

“Questa iniziativa – dichiara la presidente Savo – è molto più di un accordo tecnico: è un atto di giustizia sociale, un riconoscimento istituzionale che restituisce dignità e opportunità a chi, in silenzio, svolge un ruolo fondamentale per la propria famiglia e per la comunità. È il segno tangibile di una politica che mette al centro le persone e costruisce una società più equa, solidale e consapevole ma è anche un investimento sul futuro, perché questi giovani, se sostenuti, potranno trasformare la loro esperienza in competenze, professionalità e cittadinanza attiva. Ringrazio il presidente Rocca e l’assessore Maselli per il grande impegno profuso in questo senso: la Regione Lazio– conclude la Savo – continuerà a monitorare l’attuazione del Protocollo e a lavorare per rafforzare le politiche di inclusione, affinché nessuno sia lasciato indietro”.

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