Consumerismo No Profit pubblica le prime due rilevazioni mensili di «Borsa Beni e Carburanti», il nuovo indice trimestrale che misura quanto l’aumento dei prezzi dei carburanti si trasferisce sui prezzi di beni e servizi per il consumatore finale. I dati di maggio e giugno 2026, calcolati su fonti ufficiali Istat e MIMIT, restituiscono un primo quadro utile a leggere quello che sta accadendo in queste ore sui mercati petroliferi.
Il quadro di maggio-giugno racconta un trasferimento parziale: mentre il prezzo dei carburanti accelera (dal +12,5% al +13,3% tendenziale), il paniere dei beni e servizi più esposti al trasporto rallenta (dal +3,57% al +2,84%) e il Pass-Through Ratio scende da 0,29 a 0,21. In altre parole, a giugno per ogni punto di aumento del carburante il paniere si è mosso di 0,21 punti, contro gli 0,29 di maggio.
È una lettura che va maneggiata con cautela — due soli mesi non fanno un trend consolidato — ma che si scontra con gli sviluppi delle ultime ore: tra il 22 e il 23 luglio il petrolio Brent è tornato sopra i 100 dollari al barile per la prima volta da fine maggio, dopo gli attacchi alle petroliere saudite nel Mar Rosso e con lo Stretto di Hormuz bloccato dal 12 luglio. In Italia benzina e gasolio hanno toccato oggi i massimi dell’anno: 1,968 euro/litro la benzina self, 2,161 euro/litro il gasolio.
Cosa dicono le filiere
Confagricoltura quantifica per la prima volta il trasferimento sui costi di trasporto: la merce ortofrutticola verso i centri di distribuzione sconta oggi maggiorazioni tra il 15% e il 25% a seconda delle distanze percorse. Sul fronte opposto, i dati settimanali della «Borsa della Spesa» di Consumerismo con BMTI e Italmercati mostrano che alcuni prodotti freschi di stagione, come l’anguria (-16,5% in una settimana), calano comunque di prezzo per l’abbondanza dell’offerta: un segnale che il caro-carburante non si scarica in automatico su ogni prodotto, ma si somma — con pesi diversi — agli altri fattori di mercato.
«I nostri primi dati dicono una cosa precisa: il caro-carburante si trasferisce sui prezzi, ma non tutto e non subito. È esattamente per questo che serve un indice come Borsa Beni e Carburanti, capace di misurare quanto — non soltanto se — il rincaro pesa sulla spesa delle famiglie. Con l’escalation di queste ore, il trimestre che stiamo per misurare rischia di essere il più severo dell’anno» — Luigi Gabriele, Presidente di Consumerismo No Profit APS ETS.
La prima rilevazione ufficiale su base trimestrale di Borsa Beni e Carburanti riguarderà il periodo luglio-settembre 2026 e sarà pubblicata a ottobre, con l’obiettivo di verificare se la nuova impennata dei prezzi internazionali del petrolio si tradurrà in un pass-through più marcato rispetto a quanto osservato in maggio e giugno. – Fonte www.consumerismonoprofit.it –