Un duro affondo contro quelle che definisce “manovre nell’ombra” attorno al futuro della SAF. Il sindaco di Fumone, Matteo Campoli, interviene nel dibattito che da giorni anima la politica provinciale e non solo e punta il dito contro presunte riunioni riservate, documenti fatti circolare lontano dai riflettori e strategie legate alla governance della società che gestisce il ciclo dei rifiuti.
Un intervento dai toni netti, nel quale il primo cittadino rivendica il ruolo dei sindaci del territorio nelle scelte sulla SAF e rilancia il confronto sui temi che ritiene prioritari: costi per i Comuni, superamento della discarica e gestione dei rifiuti nella provincia di Frosinone. Dopo l’intervento del sindaco di San Giovanni Incarico nei giorni scorsi – LEGGI QUI – sul braccio di ferro tra Regione e governance SAF che scuote politica e cittadini, anche Campoli sceglie la linea dura.

“Basta manovre nell’ombra. I cittadini meritano risposte, non giochi di potere”
“Leggo sui giornali di riunioni riservate, documenti che girano sottobanco, firme raccolte lontano dai riflettori e manovre sul Cda della SAF. Sinceramente sono esterrefatto. La prima domanda che mi faccio è molto semplice: ma la nostra provincia, per decidere il futuro della sua società ha bisogno di tutori romani?
La SAF non si decide a Roma, non si decide nelle cene riservate e non si decide nelle stanze chiuse. La SAF la decidono i sindaci della provincia di Frosinone, alla luce del sole e nell’interesse pubblico. – Commenta Campoli.
Chi è stato eletto per governare la Regione governi la Regione e faccia cose utili ai territori. Non pretenda di venire a comandare sui Comuni della provincia di Frosinone. Il tempo dei consoli romani è finito da duemila anni e al popolo ernico non hanno mai fatto paura. Ma soprattutto: perché invece di discutere di poltrone non discutiamo dei problemi veri? La SAF sta dimostrando che si può fare a meno della discarica e di migliaia di tonnellate scaricate qui da Roma. Finalmente c’è una società pubblica che si distingue. E allora la domanda è semplice: c’è qualcuno che vuole tornare alla discarica? C’è qualcuno che pensa che il futuro della provincia deve essere ancora quello di un enorme immondezzaio? Io no. E non ho paura a dirlo.
Abbiamo un termovalorizzatore sul nostro territorio. Sopportiamo fumi e inquinamento, ci vengono a scaricare da tutto il Lazio e noi dobbiamo mandare i nostri rifiuti in altri impianti, addirittura nel Nord Italia, aumentando i costi. Ad agosto ci è stato detto che la Regione avrebbe aiutato i Comuni della provincia di Frosinone a coprire i conguagli maturati negli anni. È stata approvata una legge e qualcuno è venuto a prendersi gli applausi: anche il mio. Da allora, però, i Comuni continuano ad aspettare. Praticamente con una mano hanno fatto finta di darci i soldi e con due ce li tolgono. Invece di discutere di che colore politico deve essere il Cda voglio sapere chi vuole abbassare i costi e chi vuole aumentarli. Chi vuole fare a meno della discarica e chi invece vuole continuare a usarla.
Tutto il resto è un gioco di potere fatto sulle nostre teste, che piace a chi pensa di venire qui a comandare, poi ritorna a Roma e ci lascia una montagna di monnezza. E la dobbiamo pure pagare”. – Conclude il sindaco Matteo Campoli.