C’è anche un po’ di Sora nella trasformazione che l’intelligenza artificiale sta portando nel mondo della comunicazione e della produzione creativa. Una rivoluzione chiamata Rubinia e guidata da Giovanni Di Pucchio, originario di Sora e da oltre dieci anni attivo nel settore digitale. Un percorso professionale sviluppato lavorando con clienti e brand internazionali appartenenti a settori molto diversi: dal fashion all’automotive, dal beauty al travel, fino al mondo dei consumer goods.
Oggi una parte di questa esperienza confluisce in Rubinia, AI Visual Studio dedicato alle nuove forme di produzione creativa rese possibili dall’intelligenza artificiale: immagini, video e sistemi visivi sviluppati attraverso l’incontro tra tecnologie generative e direzione creativa.
«Stiamo vivendo una trasformazione molto veloce. L’intelligenza artificiale permette di immaginare produzioni, ambientazioni e linguaggi che fino a poco tempo fa avrebbero richiesto processi molto più complessi. Ma la tecnologia, da sola, non basta: la differenza continuano a farla l’idea e la capacità di trasformarla in qualcosa di credibile e coerente per un brand». – Commenta Giovanni Di Pucchio.
Un cambiamento particolarmente evidente nel lavoro con realtà internazionali. Fashion, automotive, beauty, travel e consumer goods hanno esigenze molto diverse, ma stanno sperimentando nuove modalità di produzione e nuovi linguaggi visivi. La filosofia alla base di Rubinia parte proprio da qui: considerare l’AI non come un sostituto della creatività, ma come un nuovo strumento di produzione da governare attraverso strategia, sensibilità estetica e direzione umana.
Nel percorso di Di Pucchio resta anche il legame personale con il territorio in cui è cresciuto: «Sora rappresenta una parte importante della mia storia personale. Il mio percorso professionale ha assunto negli anni una dimensione sempre più internazionale, ma è sempre bello mantenere un legame con le proprie origini».
Una storia che unisce così un’origine sorana a un percorso professionale internazionale, nel pieno di una trasformazione che sta rapidamente cambiando il modo in cui i grandi brand pensano e producono la propria comunicazione.