Centrosinistra, il richiamo di Ambrosiano al Pd ed allo schieramento a ritrovare una comune cultura di governo

L'analisi in qualità di tesserato Pd dell'ex segretario di Articolo Uno mentre entriamo nella fase clou per formare le coalizioni per il 2027

In provincia di Frosinone, e più in generale all’interno degli equilibri del Partito Democratico e del centrosinistra del Lazio, la diagnosi dello stato di salute della coalizione necessita spesso di sguardi capaci di unire l’esperienza della sinistra di governo alla concretezza dell’analisi territoriale. È in questo solco che si inserisce la riflessione firmata da Gaetano Ambrosiano, figura di lungo corso della politica locale, oggi tesserato del Pd ed ex segretario provinciale di Articolo Uno.

“Negli ultimi anni – scrive – il quadro politico del centrosinistra ha attraversato una fase di profonda trasformazione, caratterizzata da un progressivo indebolimento della capacità di costruire una proposta politica condivisa. Le difficoltà non sono riconducibili a un singolo episodio, ma rappresentano il risultato di un insieme di dinamiche che hanno inciso sugli equilibri interni della coalizione e sul rapporto con l’elettorato”.

Il suo intervento traccia una radiografia senza sconti delle criticità che hanno depotenziato l’area progressista, offrendo al contempo una rotta per uscire dalle secche della frammentazione. Al centro dell’analisi di Ambrosiano non c’è un singolo evento contingente, bensì una somma di dinamiche logoranti che nel tempo hanno minato la capacità del centrosinistra di proporsi come forza guida credibile e coesa.

La diagnosi: logoramenti, strappi e civismo di dispersione

Tra i passaggi chiave evidenziati figura il progressivo deterioramento del rapporto tra Domenico Marzi e il Partito Democratico. Una frattura che ha privato la coalizione di uno dei suoi storici punti di sintesi, favorendo percorsi autonomi e indebolendo l’asse portante del campo progressista. C’è poi il raffreddamento con il PSI. A questa tensione si è sommato il progressivo allontanamento con il Partito Socialista Italiano, fattore che ha ridotto l’ampiezza dell’alveo riformista, storicamente determinante nelle competizioni amministrative della provincia e del capoluogo in particolare.

Ambrosiano punta il dito, poi, sulla polverizzazione civica, ponendo l’accento sulla moltiplicazione di liste civiche, movimenti territoriali e percorsi personali. Pur nascendo spesso con l’intento legittimo di rappresentare istanze locali, la proliferazione di sigle ha finito per disperdere il consenso e rendere ardua la costruzione di una strategia unitaria. Il risultato di questo processo è stato l’arroccamento del dibattito politico sulle logiche correntizie e sugli equilibri dei gruppi dirigenti, a scapito della visibilità dei contenuti e del dialogo con l’elettorato di riferimento.

Le coordinate per il rilancio dello schieramento: oltre i cartelli elettorali

Per Ambrosiano, la risposta alla crisi non può limitarsi a sommarie alchimie elettorali dell’ultima ora o al riproponimento di schemi del passato. Il rilancio del centrosinistra richiede una vera e propria ricostruzione politica e programmatica, fondata su pilastri precisi: 1) Ricostruzione del dialogo riformista: Riprendere il confronto con tutte le anime della tradizione progressista e socialista. 2) Cultura di governo e competenze: Valorizzare le esperienze amministrative del territorio per elaborare proposte credibili sui bisogni reali dei cittadini. 3) Apertura alla società civile: Superare le autoreferenzialità di partito per coinvolgere energie fresche e competenze diffuse.

Trasformare le differenti sensibilità politiche da motivo di divisione a risorsa progettuale per il governo delle comunità locali. “Solo attraverso un processo di ricostruzione politica e programmatica sarà possibile superare le divisioni che hanno caratterizzato gli ultimi anni e restituire al centrosinistra il ruolo di protagonista nel governo delle comunità locali. L’obiettivo non deve essere quello di riproporre gli schemi del passato, ma di costruire un nuovo progetto politico capace di unire le diverse culture riformiste, valorizzarne le differenze e trasformarle in una risorsa per affrontare le sfide future”.

L’intervento di Gaetano Ambrosiano rappresenta un richiamo alla responsabilità per il PD e per l’intera coalizione di centrosinistra nel Lazio e del capoluogo in particolare. In un momento in cui la spinta civica rischia di trasformarsi in solipsismo e i tradizionali partiti faticano a fare da collante, la proposta di tornare a una comune cultura di governo rappresenta una tessera per la costruzione delle prossime sfide amministrative e territoriali.

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