Il Ministero della Cultura ha selezionato Valerio Calcagni tra i vincitori dei Contributi selettivi alla scrittura di sceneggiature (art. 26 della Legge n. 220 del 2016), il bando con cui la Direzione Generale Cinema e Audiovisivo sostiene i progetti di maggiore valore culturale. Su 210 progetti presentati per la scrittura di opere cinematografiche (II sessione 2025), il suo “Out of the Closet” è rientrato tra i 24 ammessi al finanziamento: poco più di uno su dieci.
A soli 22 anni, Calcagni è tra gli autori più giovani premiati. Il progetto, “Out of the Closet”, è un documentario che ripercorre la storia della comunità LGBTQIA+ italiana: dai primi moti per i diritti alla figura di Mario Mieli, assumendo la sua morte come spartiacque simbolico, dallo stigma che ha colpito la comunità — dalla patologizzazione dell’omosessualità come malattia mentale all’ondata di paura degli anni dell’HIV — alla rinascita di una cultura queer, celebrata nelle serate del Muccassassina e nella libertà dei corpi. Un racconto che fonde archivio, interviste, ricostruzioni e performance, intrecciando memoria storica, identità e diritti. L’opera arriva in un momento in cui i temi LGBTQIA+ tornano al centro del dibattito pubblico, spesso come terreno di scontro politico. In questo contesto, “Out of the Closet” si propone come strumento di sensibilizzazione e di racconto, restituendo profondità e dignità a una storia collettiva.
Chi è Valerio Calcagni
Nato a Frosinone nel 2004, Valerio è autore, filmmaker e content creator LGBTQIA+. Sui social porta avanti una missione di divulgazione nata dalla voglia di raccontare storie di valore capaci di informare, intrattenere e sensibilizzare. Ha firmato contenuti di attualità per Gay.it, la prima redazione queer italiana, e ideato il format “Cose del Genere” su Fanpage, in cui racconta il mondo LGBTQIA+ in chiave divulgativa/documentaristica. A dicembre discuterà la tesi del percorso triennale presso l’Accademia di Belle Arti di Frosinone, con specializzazione in Linguaggi dell’Audiovisivo. Ha collaborato anche con la nostra Redazione per un reportage con la Questura di Frosinone.
Le dichiarazioni dell’autore
“In un periodo in cui la comunità LGBTQIA+ viene usata da troppi politici come bersaglio per fare propaganda, essere stato selezionato dal Ministero della Cultura è per me motivo di grande felicità. È stato tutto inaspettato: ho presentato il progetto a ottobre dell’anno scorso e, dopo mesi di attesa in cui stavo già lavorando ad altri progetti, ho scoperto solo la settimana scorsa di essere entrato in graduatoria. Sto ancora metabolizzando la notizia, e ci ho messo un po’ a raccontarlo alle persone che conosco, perché sembra qualcosa di più grande di me e delle mie pur alte aspettative. Spero di superare anche le fasi successive del bando e di vedere questo documentario sullo schermo: lo ritengo un prodotto necessario ed essenziale per questo periodo storico”.